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QUATTRO
D'ALBENGA
PIANTE
AROMATICHE
LA RIVIERA RICETTE QUADERNI
OLIVICOLA
ASPARAGO
VIOLETTO
 
Il progetto
La coltivazione delle antiche varietà locali nelle aree agricole marginali è attuato dalla Cooperativa di Arnasco con il patrocinio della regione Liguria, del Servizio Ispettorato Funzioni Agricole di Savona e dell’Unione Europea.
La zona oggetto dell’intervento riguarda i comuni di Nasino, Castelvecchio di Rocca Barbena, Arnasco e Vendone. In questi comuni (escluso Arnasco) l’agricoltura è una attività marginale, limitata a poche aziende agricole e praticata da agricoltori part-time. In queste zone è molto diffuso l’abbandono del territorio e numerosi sono i coltivi abbandonati.
Le superfici coltivabili sono costituite dai terrazzamenti (le cosiddette “fasce”) di limitata estensione, non lineari e piuttosto strette, sostenute da muretti a secco in pietra: la loro costruzione ha permesso di ricavare superfici coltivabili dove non esistevano ed ha contribuito ad addolcire la pendenza dei versanti.
Questi terrazzamenti sono difficilmente accessibili, collegati fra di loro a volte solo da rudimentali scalini di pietre sporgenti ricavati dagli stessi muretti o comunque da viottoli stretti e ripidi non percorribili da mezzi meccanici.
La scarsa meccanizzazione rende le poche colture praticate economicamente convenienti solo se praticate in vicinanza dei centri abitati.
Le condizioni climatiche inoltre non sono adatte alla coltivazione di specie e varietà più pregiate, ma anche più esigenti, che vengono perciò coltivate nella piana di Albenga.
In queste aree marginali la coltivazione di specie ortofrutticole locali quasi in via di estinzione, ma particolarmente adattate alle condizioni climatiche e podologiche delle zone prescelte appare quanto mai interessante.
Il progetto realizzato dalla Cooperativa Olivicola di Arnasco si propone due obiettivi; come obiettivo di carattere generale si propone:
maggiore conoscenza delle tecniche di coltivazione e di difesa fitosanitaria delle antiche varietà locali
divulgazione dei dati ottenuti tramite la stampa di quaderni
tutelare e conservare le metodologie di lavorazione e conservazione di questi prodotti, metodologie tradizionali e molto antiche
promuovere e far conoscere i prodotti al pubblico e quindi al consumatore finale con l’organizzazione di serate gastronomiche degustative
l’impiego di questi prodotti nelle gastronomie locali
la vendita di questi prodotti in punti commerciali dove si possono trovare i prodotti tipici
Tutto questo allo scopo di aumentare la richiesta di mercato e quindi incentivare la coltivazione delle antiche varietà locali. Il progetto come obiettivo specifico si propone il recupero funzionale di terreni incolti o abbandonati con risvolti positivi sull’ambiente sul paesaggio e sulla stabilità idrogeologica dei versanti.
Le coltivazioni dei fagioli di Nasino e delle rape della Val Pennavaire sono eseguite. secondo la metodologia della lotta integrata senza concimazioni e diserbi chimici mentre le castagne gabbiane ed i fichi rondetta sono coltivate con pratiche colturali che non interferiscono con l’ambiente (decespugliamenti meccanici, potature meccaniche).
L’incentivo che si vuoi dare alla maggiore diffusione della coltivazione delle varietà locali ha come obiettivo generale la divulgazione della conoscenza delle produzioni locali stesse e quindi l’aumento della richiesta di tali prodotti sul mercato (impiego nelle realtà gastronomiche locali, vendita nei punti commerciali di prodotti tipici, ecc) e come obiettivo specifico il recupero funzionale dei terreni ex agricoli con risvolti positivi sull’ambiente, sul paesaggio e sulla stabilità idrogeologica dei versanti.
Il progetto si prefigge quindi di recuperare il territorio attraverso l’incentivo della coltivazione
e produzione di prodotti locali in via di estinzione. Interessante risulta anche la conservazione del materiale genetico legato alle varietà ortofrutticole considerate. Risvolti positivi, dimostrando la convenienza della coltivazione di varietà locali, possono ricadere sull’intero territorio Ligure: esempi sono già attivi in località della provincia di Genova (patata quarantina di Montoggio) ed Imperia (aglio di Vessalico).
La Cooperativa ha aderito alla rete informale “mandillo da groppo” nata a Montoggio il 12/2000 che si prefigge di tutelare le varietà vegetali e gli animali in via di estinzione.
Prendendo spunto da tale iniziativa la Cooperativa intende commercializzare queste antiche varietà avvolte proprio nel “mandillo”, che anticamente era il sacchetto della spesa.
 
Quaderni
Quaderno 1
Il mass-trapping nella difesa antidacica in olivicoltura.

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Quaderno 2
La coltivazione delle varietà locali nelle aree agricole marginali:
dimostrazione del re- cupero funzionale dei coltivi abbandonati attraverso la rivalutazione delle varietà ortofrutticole locali in via di estinzione.

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Quaderno 3
Metodologia e tecniche di costruzione dei muretti a secco.

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Quaderno 4
Metodologie tradizio- nali di lavorazione di fichi, fagioli, castagne, olive e antiche ricette di cucina.

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Quaderno 5
La difesa di olivo, castagno, fico, fagiolo, rape, dai parassiti animali e vegetali con prodotti consentiti in agricoltura biologica e le operazioni colturali dell’olivo: la potatura, la slupatura e l’innesto.

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Quaderno 6
La coltivazione delle piante aromatiche biologiche nelle aree agricole marginali dimostrazione del recupero funzionale dei coltivi abbandonati attraverso la coltivazione delle piante aromatiche.

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