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La
coltivazione delle antiche
varietà locali
nelle aree agricole
marginali è attuato
dalla Cooperativa
di Arnasco
con il patrocinio della
regione Liguria, del
Servizio Ispettorato
Funzioni Agricole di
Savona e dell’Unione
Europea.
La zona oggetto dell’intervento
riguarda i comuni di
Nasino, Castelvecchio
di Rocca Barbena, Arnasco
e Vendone. In questi
comuni (escluso Arnasco)
l’agricoltura
è una attività
marginale, limitata
a poche aziende agricole
e praticata da agricoltori
part-time. In queste
zone è molto
diffuso l’abbandono
del territorio e numerosi
sono i coltivi abbandonati.
Le superfici coltivabili
sono costituite dai
terrazzamenti (le cosiddette
“fasce”)
di limitata estensione,
non lineari e piuttosto
strette, sostenute da
muretti a secco in pietra:
la loro costruzione
ha permesso di ricavare
superfici coltivabili
dove non esistevano
ed ha contribuito ad
addolcire la pendenza
dei versanti.
Questi
terrazzamenti sono difficilmente
accessibili, collegati
fra di loro a volte
solo da rudimentali
scalini di pietre sporgenti
ricavati dagli stessi
muretti o comunque da
viottoli stretti e ripidi
non percorribili da
mezzi meccanici.
La scarsa meccanizzazione
rende le poche colture
praticate economicamente
convenienti solo se
praticate in vicinanza
dei centri abitati.
Le condizioni climatiche
inoltre non sono adatte
alla coltivazione di
specie e varietà
più pregiate,
ma anche più
esigenti, che vengono
perciò coltivate
nella piana di Albenga.
In queste aree marginali
la coltivazione di specie
ortofrutticole locali
quasi in via di estinzione,
ma particolarmente adattate
alle condizioni climatiche
e podologiche delle
zone prescelte appare
quanto mai interessante.
Il progetto realizzato
dalla Cooperativa
Olivicola di Arnasco
si propone due obiettivi;
come obiettivo di carattere
generale si propone:
| • |
maggiore
conoscenza delle
tecniche di
coltivazione
e di difesa
fitosanitaria
delle antiche
varietà
locali |
| • |
divulgazione
dei dati ottenuti
tramite la stampa
di quaderni |
| • |
tutelare
e conservare
le metodologie
di lavorazione
e conservazione
di questi prodotti,
metodologie
tradizionali
e molto antiche |
| • |
promuovere
e far conoscere
i prodotti al
pubblico e quindi
al consumatore
finale con l’organizzazione
di serate gastronomiche
degustative |
| • |
l’impiego
di questi prodotti
nelle gastronomie
locali |
| • |
la
vendita di questi
prodotti in
punti commerciali
dove si possono
trovare i prodotti
tipici |
Tutto questo allo scopo
di aumentare la richiesta
di mercato e quindi
incentivare la coltivazione
delle antiche varietà
locali. Il progetto
come obiettivo specifico
si propone il recupero
funzionale di terreni
incolti o abbandonati
con risvolti positivi
sull’ambiente
sul paesaggio e sulla
stabilità idrogeologica
dei versanti.
Le coltivazioni dei
fagioli di Nasino e
delle rape della Val
Pennavaire sono eseguite.
secondo la metodologia
della lotta integrata
senza concimazioni e
diserbi chimici mentre
le castagne gabbiane
ed i fichi rondetta
sono coltivate con pratiche
colturali che non interferiscono
con l’ambiente
(decespugliamenti meccanici,
potature meccaniche).
L’incentivo che
si vuoi dare alla maggiore
diffusione della coltivazione
delle varietà
locali ha come obiettivo
generale la divulgazione
della conoscenza delle
produzioni locali stesse
e quindi l’aumento
della richiesta di tali
prodotti sul mercato
(impiego nelle realtà
gastronomiche locali,
vendita nei punti commerciali
di prodotti tipici,
ecc) e come obiettivo
specifico il recupero
funzionale dei terreni
ex agricoli con risvolti
positivi sull’ambiente,
sul paesaggio e sulla
stabilità idrogeologica
dei versanti.
Il progetto si prefigge
quindi di recuperare
il territorio attraverso
l’incentivo della
coltivazione
e produzione di prodotti
locali in via di estinzione.
Interessante risulta
anche la conservazione
del materiale genetico
legato alle varietà
ortofrutticole considerate.
Risvolti positivi, dimostrando
la convenienza della
coltivazione di varietà
locali, possono ricadere
sull’intero territorio
Ligure: esempi sono
già attivi in
località della
provincia di Genova
(patata quarantina di
Montoggio) ed Imperia
(aglio di Vessalico).
La Cooperativa ha aderito
alla rete informale
“mandillo da groppo”
nata a Montoggio il
12/2000 che si prefigge
di tutelare le varietà
vegetali e gli animali
in via di estinzione.
Prendendo spunto da
tale iniziativa la Cooperativa
intende commercializzare
queste antiche varietà
avvolte proprio nel
“mandillo”,
che anticamente era
il sacchetto della spesa.
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