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“Prendi fiori di Rosmarino e ligali in panno di lino et falli
bogire in acqua: vale a tutte le infermità” assicura un testo
di medicina risalente al Cinquecento.
Distillando fiori di Rosmarino i frati Cappuccini preparavano,
fin dal XVI secolo, l’acqua della Regina
d’Ungheria, secondo una magica ricetta. Piergiorgio
Chiereghin, farmacista in Bolzano, autore di un noto
manuale di fitoterapia, riporta così la leggenda: “La regina di Ungheria nel 1378, all’età di 72 anni e
ormai gottosa e paralitica, ebbe questa ricetta da un
monaco. Dopo un uso assiduo di questo preparato,
che evidentemente non poteva che essere miracoloso,
ritrovò freschezza e giovinezza tanto da essere richiesta
in sposa dal giovane re di Polonia!”
Con la consueta fiducia nelle mille virtù delle erbe gli
antichi speziali attribuivano alle solite preparazioni a
base di Rosmarino, infusi, decotti, macerazioni, essenze
ed estratti, proprietà antinfiammatorie, antidepressive,
antiossidanti, antispasmodiche, antisettiche,
cardiotoniche, carminative, colagoghe, coleretiche,
diuretiche, diaforetiche, emmenagoghe, epatoprotettive,
stimolanti della circolazione periferica, rilassanti,
sedative, spasmolitiche, stimolanti il sistema
nervoso, stomachiche, sudorifere, vermifughe; per
uso topico si hanno effetti blandamente analgesici, cicatrizzanti,
parassiticidi, rubefacenti.
Considerato, nel tempo, utile nei casi di inappetenza,
asma, ascessi, afonia, torcicollo, emicrania, impotenza,
dolori artritici e reumatici, edemi, paralisi, rachitismo,
tosse, palpitazioni, vomito, isteria femminile,
scabbia; per guarire distorsioni, contusioni e slogature;
per la febbre tifoidea; per il colera incipiente; per
bagni oculari; per le epatopatie; per sconfiggere pidocchi
e piattole; per fare irrigazioni e gargarismi
contro afte e mal di gola; per curare l’alopecia; per disinfettare
le stanze, il Rosmarino è anche ritenuto uno
stimolante uterino ed usato come mezzo abortivo e
per questo controindicato negli stati di gravidanza.
Galeno lo consiglia a coloro cui è traboccato il fiele.
Un rametto di Rosmarino sotto il guanciale evita i
brutti sogni; durante i temporali protegge dai fulmini;
un pettine fatto con legno di Rosmarino evita la
perdita dei capelli ed un cucchiaio dello stesso legno
protegge dal veleno.
Fiori di Rosmarino servivano, con molti altri ingredienti,
per preparare l’Oglio (sic) Balsamico per la Memoria, & Cefalico che “vogliono alcuni sia di tanta efficacia,
che cagioni quasi un’eterna Memoria delle cose”.
Al medico Marciano, vissuto nel primo secolo dell’era
cristiana, si deve un unguento giovevole nei casi di
podagra (gotta), con Rosmarino ed altre erbe amalgamate
con grasso d’orso e di gallina. Il Rosmarino, con
polvere da sparo, segatura di corna, zolfo ed altri ingredienti,
figura anche nelle ricette del XIV secolo per
la preparazione della Pece Greca, composto che veniva
bruciato per disinfettare ambienti chiusi.
Ai tempi del Re Sole andava per la maggiore a Parigi
il balsamo dell’Abate Tranquillo, preparato con Rosmarino
ed altre erbe, il tutto bollito nell’olio d’oliva con
l’aggiunta di un rospo, ucciso dall’Abate stesso con la
forza magnetica dello sguardo! |
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