Petroselinum crispum
(Mill.) Nyman ex A.W.Hill |
| Genere
(specie) |
| Apiaceae (Umbelliferae) |
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| Sinonimi: |
Apium crispum, Apium petroselinum, Carum petroselinum,
Petroselinum hortense, Petroselinum sativum, Petroselinum vulgaree |
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| ORIGANO |
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| Altri
nomi comuni e regionali: |
Apio, Petroselino |
| Dialetti
savonesi: |
Pursemmu |
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Plinio cita proprietà terapeutiche del Prezzemolo, ad
esempio con fegato d’asino secco, noci e miele, per le
affezioni epatiche. Nel tempo il Prezzemolo accresce
la sua fama fino a venire annoverato tra i rimedi universali
per tutti i mali.
La radice è diaforetica e diuretica, applicazioni di foglie
fresche guariscono contusioni ed ecchimosi, risolvono
gli ingorghi lattei alle mammelle, che affliggevano
un tempo le balie e curano le infiammazioni
dolorose dovute a punture di api e vespe.
Scribonio Largo, nel I secolo, nella sua opera De compositione
medicamentorum, indica il Prezzemolo come
efficace rimedio per i calcoli renali.
L’apiolo, un olio etereo contenuto nel Prezzemolo, è
stato anche indicato come surrogato della china nella
cura delle febbri malariche.
Il Ricettario Fiorentino, edito alla fine del Quattrocento,
riporta, ad uso degli speziali, la ricetta del Lactovario
(medicamento per bocca) de Cinerubus, che elenca tra
gli ingredienti semi di Prezzemolo, cenere di scorpioni,
cenere di lepre, sangue di becco ed altri ancora.
La Pharmacopoeia Londinensis, edita all’inizio del XVII
secolo, elenca il Prezzemolo tra le radici aperitive per
eccellenza. In alcune regioni usava e forse usa ancor oggi, un unguento
di Prezzemolo e lumache pestate nel mortaio,
per curare gli ascessi, la scrofolosi e combattere i pidocchi
della testa; palline di foglie pestate con olio e
sale, introdotte nell’orecchio, si diceva avessero la
virtù di calmare il mal di denti.
Del Prezzemolo si dice ancora che abbia il potere di
curare gli stati di infiammazione delle vie urinarie e
le forme di idropisia; che abbia proprietà emmenagoghe
ed agisca, a forti dosi, come congestionante uterino,
tanto da essere usato, come abortivo, dalle praticone
di un tempo nei casi disperati da risolvere a
qualunque costo, con risultati spesso tragici per eccessivo
dosaggio. Una ricetta popolare russa indica il
latte al prezzemolo come efficace diuretico.
Alcuni dicono che tenendo foglie di Prezzemolo sotto
il naso si evita il mal d’auto, altri consigliano di
masticare qualche foglia di Prezzemolo per non far
sapere a tutti che si è mangiato aglio.
Da ultimo non si può dimenticare che, al Prezzemolo,
la medicina popolare accredita, con la consueta ottimistica
fiducia, anche proprietà afrodisiache. |
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| Nel
pdf: |
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Uso
decorativo
Altri usi
Area di diffusione
Impiego nella
cosmesi |
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Si dice popolarmente “sempre a
mezzo come il prezzemolo” di
persone o cose eccessivamente
presenti, perché il Prezzemolo entra
veramente in una quantità infinita di
preparazioni culinarie: piatti di
carne e di pesce; piatti a base di
verdure; intingoli e salse; minestre,
frittate, ripieni, uova, funghi, patate
lesse e chi più ne ha più ne metta,
senza dimenticare l’uso che se ne fa
per guarnire i piatti di portata, in
particolare, come si è detto, la
varietà a foglie ricce.
L’uso abbondante di Prezzemolo
fresco è d’altronde consigliato e
raccomandato per la sua ricchezza
di vitamine, A e C in particolare, e
per gli elevati contenuti di ferro,
calcio e manganese.
Esiste una varietà di Prezzemolo
che sviluppa una grossa radice
carnosa, che è la parte
commestibile della pianta, di
sapore simile al sedano rapa.
Maestro Martino, il famoso cuoco
di origine ticinese vissuto a Roma
nella seconda metà del
quattrocento al servizio del potente
cardinale Trevisan, patriarca di
Aquileia, usa molto nelle sue ricette
il “petrosello”, spesso assieme a “maiorana” e menta; per esempio “per fare pollastri alessi con
agresto”, “per far brodetto verde”,
“per far menestra de roselli (mele)”,
“per far torta di gambari nella
quatracesima (quaresima)”, per la “torta de dattali (datteri),
d’amandole (mandorle) et altre
chose”, per il “brodo de ciceri rosci (ceci rossi)”, per la “herbolata de
maio”, per la “torta de pesce,
fecatelli et lacte de pesce”, “per
fare torta de anguille”, per le “ova
sperdute in la brascia accesa”, ed
altre ancora. Per la salsa verde dà
questa ricetta: “Piglia petrosillo et
sarpillo (timo serpillo) et un pocha de bieda (bietola) con qualche altra
bona herbicina, con un pocho
de pepe, et zenzevero (zenzero),
et sale …”
Bartolomeo Scappi, maestro
cuciniere di Papi e Cardinali nel
Cinquecento, ricorda una
predilezione del pontefice Pio IV,
d’origine lombarda, per le cosce
di rana fritte con aglio e
Prezzemolo. Lo stesso Scappi, nella
sua monumentale Opera dell’arte
del cucinare, cita un piatto di “Teste
di storione, & d’ombrina cotte in
bianco, servite con petrosemolo, & fiori gialli, & rossi sopra”, servito
con altri 1.539 piatti nel “Pranzo
preparato per la seconda
incoronazione di Pio Quinto Pont.
Opt. Max. alli 17. di gennaro 1566.
in giorno di Venere, …”.
Ancora lo Scappi ricorda
l’indispensabile Prezzemolo soffritto
per cucinare tartarughe, e ci
tramanda la ricetta “Per far minestra
di petrosemolo et altre erbette
dimandata (chiamata) nelle corti
di Roma brodo apostolorum”. |
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