| Capsicum
annuum L. |
| Genere
(specie) |
| Solanaceae |
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| Sinonimi: |
Capsicum
cerasiforme, Capsicum chamaecerasus,
Capsicum cordiforme, Capsicum glossum,
Capsicum longum, Capsicum tetragonum. |
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| PEPERONCINO
ORNAMENTALE |
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| Altri
nomi comuni e regionali: |
Capsico,
Pepe cornuto Dialetti savonesi:
Peverette |
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Peperoncino:
dal latino piper
“pepe”,
per il sapore piccante
che ricorda, appunto,
quello del pepe.
Cspsico: dal greco kalsikòs,
da kàpsa,
latino capsa “cassetta”.
Altri dicono dal greco
kaptein, “mordere”,
in riferimento all’aggressività
del sapore.
Nel genere Capsicum
sono comprese tutte
le varietà di
peperoni, grandi e piccoli,
di ben noto uso alimentare,
non tutti così
fortemente saporiti
come la varietà
nana.
D’Annunzio aveva
ribattezzato il Peperoncino
“rossardente diavoletto
folle”. |
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La
bacca, con i semi che
contiene, sono le parti
usate della pianta e
ad esse si attribuiscono,
per via interna, proprietà
antidiarroiche, antiemetiche,
antinfiammatorie, diuretiche,
eccitanti, stomatiche,
utili nei casi di atonia
intestinale e dispepsia
con flatulenze. Per
via esterna esercita
potente azione revulsiva
e rubefacente cutanea,
utile per contrastare
dolori reumatici, lombaggini
e nevralgie provocando
una forte sensazione
di calore senza determinare
effetti vescicatori.
Preparati a base di
peperoncino, sono stati
raccomandati, in diverse
epoche, contro le febbri
malariche, le artriti
e la gotta; nei casi
di difterite e scarlattina;
nella paralisi della
lingua, della vescica
e del retto; contro
i geloni ed i dolori
provocati dalle carie
dentali; nelle dispepsie
degli alcolisti.
Castore Durante, alla
fine del XVI secolo,
nel suo Herbario nuovo,
cita il Peperoncino
come eccellentissimo
condimento e buona medicina
per le ventosità
e per coloro che sono
di frigida complessione.
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| Nel
pdf: |
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Uso
decorativo
Altri usi
Area di diffusione
Impiego nella
cosmesi |
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Il
Peperoncino è forse
il più noto tra
i condimenti della cucina
mediterranea ed orientale,
largamente utilizzato,
fresco, essiccato e conservato
in vari modi, per conferire
un particolare e deciso
sapore a moltissime preparazioni
culinarie, in particolare
piatti di carne e salse,
ma anche per aromatizzare
salumi, formaggi, olio
extra vergine di oliva
ecc.
Essiccato e ridotto in
polvere è comunemente
noto come pepe di Cajenna
se importato dall’America
tropicale, col nome di
Paprika se proveniente
dall’Ungheria, come
Curry, insieme ad altri
ingredienti, se preparato
in India.
In ogni caso è
opportuno non sottovalutare
la forza della capsaicina,
l’alcaloide che
determina il caratteristico
effetto bruciante del
Peperoncino, dosi eccessive
possono produrre bruciore
intollerabile nelle fauci,
violente gastroenteriti
e perfino casi di avvelenamento.
Non a caso una nota ditta
sementiera, ad alcune
varietà di Peperoncino
che commercializza, ha
dato nomi fortemente allusivi
come: “Fuoco della
prateria”, “Etna”,
“Tuono”, ecc. |
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