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QUATTRO
D'ALBENGA
PIANTE
AROMATICHE
LA RIVIERA RICETTE QUADERNI
OLIVICOLA
ASPARAGO
VIOLETTO
 
Origanum vulgare L.
Genere (specie)
Lamiaceae (Labiatae)
Sinonimi:
Origanum dilatatum, Origanum puberulum, Origanum virens, Origanum viride
ORIGANO
Altri nomi comuni e regionali:
Acciughero, Marrobbio, Regamo
Dialetti savonesi:
Carnabuggia
 
Il nome

Origano: dal latino origanu(m), greco origanon, di origine straniera. Taluni autori fanno derivare il nome dalle parole greche oros e ganào, che significano rispettivamente “montagna” ed “ornamento”, nel significato di piante che sono ornamento della montagna, per la naturale diffusione dell’Origano sulle pendici montane delle aree mediterranee.

 
Proprietà medicamentose

Pare che gli antichi Greci usassero l’Origano per curare le ferite, Plinio lo dice rimedio contro le punture dei ragni e degli scorpioni e Catone per curare la dispepsia e la difficoltà di urinare ritiene efficace un vino all’origano con incenso e miele.
Niccolò Lamery, chimico dell’Accademia reale francese delle scienze, nel settecento scrive che l’Origano è pianta “cefalica, stomacale, carminativa, isterica, detersiva, facilita il respiro è propria per l’asma, per l’itterizia, per accrescere il latte alle balie, per provocare il sudore”.
Altre proprietà che vengono attribuite ai preparati di Origano sono quelle antalgiche, espettoranti, digestive, peptiche, stimolanti, stomachiche e toniche; l’olio essenziale in tempi trascorsi è stato tenuto per valido rimedio contro la carie dei denti.
Applicazioni di sommità fiorite di Origano, ben riscaldate in una padella, si pensa giovino al torcicollo; l’infuso soccorre gli insonni; i suffumigi alleviano le infiammazioni delle prime vie respiratorie. Origano con vino dolce e semi di nasturzio erano tenuti in epoca antica come buon rimedio per l’asma. Ippocrate per l’angina prescrive inalazioni di Origano con seme di crescione, soda, aceto e poche gocce d’olio; per provocare le mestruazioni, purgare l’utero e svuotarlo, prescrive pessari con Origano, olio di oca ed una conchiglia bruciata e polverizzata.
Dal commento ai libri di Dioscoride che nel XVI secolo dà alle stampe il medico senese Mattioli, si apprende che l’Origano “Mangiato con i fichi è buono à i rotti, à gli gli spasimati, & à gli hidropici … Bagnandosi con la sua decottione guarisce la rogna, il prurito, & coloro, à cui è traboccato il fiele. Il succo del verde sana il gorgozzule, l’ugola, & l’ulcere della bocca …” lo stesso Mattioli attribuisce la scoperta delle virtù medicinali dell’Origano alle cicogne!
Alcuni autori avvertono che l’Origano, a forti dosi,
può essere eccessivamente eccitante.

 
Achillea
Alloro
Aneto
Assenzio
Basilico
Borragine
Calendola
Camomilla comune
Cappero
Cerfoglio
Coriandolo
Cumino
Dragoncello
Edera terrestre
Erba cipollina
Finocchio selvatico
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Uso decorativo
Altri usi
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Impiego nella cosmesi
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L'impiego in cucina
“A carnabuggia quand’a le secca a se sfreguggia” (l’origano secco si utilizza sbriciolandolo tra le dita), è un vecchio modo di dire savonese.
Pensando all’Origano la prima preparazione culinaria che viene alla mente è di certo la pizza napoletana, senza dimenticare però la sardenaira sanremese.
Irrinunciabile l’aroma dell’Origano, una delle cosiddette herbes de Provence, nelle insalate di pomodori, patate e verdure, in particolare il classico condigiun ligure e la caprese; nel gulasch ungherese e la carne alla pizzaiola; nelle minestre; in alcune salse; sulle patate e le uova al burro; sul merluzzo ed il polpo lessi; sulle acciughe (da cui il nome Acciughero), eccetera, eccetera.
In valle Arroscia, nell’entroterra di Albenga, ma in provincia di Imperia, usava preparare i “cìmiri pesti cun l’aiadda”: pane di segale inumidito, condito con aglio, olio, aceto, Origano ed altre erbe aromatiche.
Con pochi grammi di Origano si può preparare un vino aromatico
aperitivo e digestivo. Con l’Origano ed altre erbe il leggendario gastronomo Apicio, famoso nella storia gastronomica della antica Roma per i memorabili pranzi che imbandiva, faceva preparare una
salsa specifica per condire il cervo, prima lessato e poi arrostito. Il Mattioli nel XVI secolo, dissertando sulla zucca, che definisce veramente al gusto assai insipida, scrive “Nondimeno per la natural sua acquea qualità, meritamente si mangia con l’origano: imperoche
tutte quelle cose, che sono di cotal natura, (insipide appunto come le zucche) si debbono meschiare con cose acute acetose, salse, & austere, (cioè sapide come l’Origano) volendosi, che elle aggradino al gusto.”
 
Caratteristiche
Nessuno può trovarsi in difficoltà
per coltivare piantine di Origano,
che devono solo essere difese dall’invadenza delle erbacce.
Forma di propagazione
Da seme
Ambiente di coltura
Piena aria
Portamento
Eretto
Illuminazione
Preferisce le esposizioni
soleggiate
Temperatura
Sopporta il freddo non troppo intenso
Umidità
Preferisce una medio tenore d'umidità