| Origanum vulgare L. |
| Genere
(specie) |
| Lamiaceae (Labiatae) |
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| Sinonimi: |
Origanum dilatatum, Origanum puberulum,
Origanum virens, Origanum viride |
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| ORIGANO |
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| Altri
nomi comuni e regionali: |
Acciughero,
Marrobbio, Regamo |
| Dialetti
savonesi: |
Carnabuggia |
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Pare che gli antichi Greci usassero l’Origano per curare
le ferite, Plinio lo dice rimedio contro le punture
dei ragni e degli scorpioni e Catone per curare la dispepsia
e la difficoltà di urinare ritiene efficace un vino
all’origano con incenso e miele.
Niccolò Lamery, chimico dell’Accademia reale francese
delle scienze, nel settecento scrive che l’Origano è pianta “cefalica, stomacale, carminativa, isterica, detersiva,
facilita il respiro è propria per l’asma, per l’itterizia,
per accrescere il latte alle balie, per provocare il sudore”.
Altre proprietà che vengono attribuite ai preparati di
Origano sono quelle antalgiche, espettoranti, digestive,
peptiche, stimolanti, stomachiche e toniche; l’olio
essenziale in tempi trascorsi è stato tenuto per valido
rimedio contro la carie dei denti.
Applicazioni di sommità fiorite di Origano, ben riscaldate
in una padella, si pensa giovino al torcicollo;
l’infuso soccorre gli insonni; i suffumigi alleviano le
infiammazioni delle prime vie respiratorie. Origano
con vino dolce e semi di nasturzio erano tenuti in
epoca antica come buon rimedio per l’asma.
Ippocrate per l’angina prescrive inalazioni di Origano
con seme di crescione, soda, aceto e poche gocce
d’olio; per provocare le mestruazioni, purgare l’utero
e svuotarlo, prescrive pessari con Origano, olio di oca
ed una conchiglia bruciata e polverizzata.
Dal commento ai libri di Dioscoride che nel XVI secolo
dà alle stampe il medico senese Mattioli, si apprende
che l’Origano “Mangiato con i fichi è buono à i
rotti, à gli gli spasimati, & à gli hidropici … Bagnandosi
con la sua decottione guarisce la rogna, il prurito, & coloro, à cui è traboccato il fiele.
Il succo del verde sana il gorgozzule, l’ugola, & l’ulcere
della bocca …” lo stesso Mattioli attribuisce la scoperta
delle virtù medicinali dell’Origano alle cicogne!
Alcuni autori avvertono che l’Origano, a forti dosi,
può essere eccessivamente eccitante. |
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| Nel
pdf: |
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Uso
decorativo
Altri usi
Area di diffusione
Impiego nella
cosmesi |
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“A carnabuggia quand’a le secca a
se sfreguggia” (l’origano secco si
utilizza sbriciolandolo tra le dita), è
un vecchio modo di dire savonese.
Pensando all’Origano la prima
preparazione culinaria che viene alla
mente è di certo la pizza
napoletana, senza dimenticare però
la sardenaira sanremese.
Irrinunciabile l’aroma dell’Origano, una delle cosiddette herbes de
Provence, nelle insalate di
pomodori, patate e verdure, in
particolare il classico condigiun ligure e la caprese; nel gulasch
ungherese e la carne alla pizzaiola;
nelle minestre; in alcune salse; sulle
patate e le uova al burro; sul
merluzzo ed il polpo lessi; sulle
acciughe (da cui il nome
Acciughero), eccetera, eccetera.
In valle Arroscia, nell’entroterra di
Albenga, ma in provincia di Imperia,
usava preparare i “cìmiri pesti cun
l’aiadda”: pane di segale inumidito,
condito con aglio, olio, aceto,
Origano ed altre erbe aromatiche.
Con pochi grammi di Origano si
può preparare un vino aromatico
aperitivo e digestivo. Con l’Origano
ed altre erbe il leggendario
gastronomo Apicio, famoso nella
storia gastronomica della antica
Roma per i memorabili pranzi che
imbandiva, faceva preparare una
salsa specifica per condire il cervo,
prima lessato e poi arrostito. Il
Mattioli nel XVI secolo, dissertando
sulla zucca, che definisce veramente
al gusto assai insipida, scrive “Nondimeno per la natural sua
acquea qualità, meritamente si
mangia con l’origano: imperoche
tutte quelle cose, che sono di cotal
natura, (insipide appunto come le
zucche) si debbono meschiare con
cose acute acetose, salse, & austere,
(cioè sapide come l’Origano)
volendosi, che elle aggradino
al gusto.” |
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