| Myrtus communis L. |
| Genere
(specie) |
| Myrtaceae |
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| Sinonimi: |
Myrtus acuta, Myrtus lusitanica. |
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| MIRTO |
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| Altri
nomi comuni e regionali: |
Mortella. |
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| Dialetti savonesi: |
Mirtu, Mortin, Oivetta. |
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Mirto: dal latino myrtus, greco myrtos, di origine semitica,
derivante dalla stessa radice di myron, che significa “essenza profumata”.
Alcuni autori fanno derivare il nome da quello di
Myrsine, mitologica fanciulla trasformata da Pallade
in Mirto; altri da mirra, per il suo profumo.
Toponimi molto frequenti nelle campagne liguri,
come ad esempio Murtà, Murtei, Morteo e la stessa
località Mortola di Ventimiglia, dove sono i meravigliosi
giardini Hanbury, derivano il nome dalla
consistente presenza di piante di Mirto. |
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In varie preparazioni, per uso interno o per uso esterno,
alle foglie del Mirto sono state attribuite nel tempo
molte proprietà: antisettiche disinfettanti; antifermentative;
antinfiammatorie, efficaci anche nei casi
di emorroidi; antireumatiche; antiemorragiche ed
astringenti per l’elevato contenuto di tannini; balsamiche
per le vie respiratorie; diuretiche, con benefici
effetti nelle cistiti; sedative; vulnerarie.
Il mirtolo, contenuto nell’olio essenziale del Mirto, è
stato anche indicato nelle febbri malariche come efficace
succedaneo della chinina.
Ippocrate prescrive alle donne affette da afte ed ulcere
ai genitali, irrigazioni con acqua di Mirto o con vino
in cui sia stato cotto del Mirto. Nei casi di stranguria
(difficoltà di orinare) la cura è più complicata:
Mirto secco sulla brace, per fumigazioni della parte,
utilizzando, a mo’ di imbuto rovesciato, una zucca indiana
(Lagenaria vulgaris) infilata nei genitali.
Plinio ricorda l’olio di Mirto con cenere di lepre per
arrestare la caduta dei capelli, o con cenere di zoccolo
di mulo per chiudere le chiazze alopeciche; radice
di Mirto carbonizzata con sangue mestruale per procurare
l’aborto; vino di Mirto con cenere di lumache
africane per la dissenteria e tordi con bacche di Mirto
per i disturbi urinari.
Dioscoride, citato dal senese Mattioli nel XVI secolo,
raccomanda l’olio di Mirto come utile per le ulcere
del capo, le scottature, “le fracassature delle membra, …le posteme (ascessi, pustole) del sedere”; mentre il vino
di Mirto giova “al budello del sedere, & à i flussi delle
donne … & prohibisce il cascar de i capelli.”
Antichi testi di medicina assicurano che lo sciroppo mirtino di Mesuè, medico siriano vissuto nell’undicesimo
secolo, “giova alla diarrea ostinata” e che l’unguento
della contessa di Vadra, con bacche ed olio di Mirto, e
molti altri ingredienti, “ritiene il feto; prohibisce l’Aborto;
rimedia alle … Hemorroidi; vale nella Gonorrea”.
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| Nel
pdf: |
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Uso
decorativo
Altri usi
Area di diffusione
Impiego nella
cosmesi |
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Con le foglie del Mirto
si aromatizzano gli arrosti e
Plinio indica la salsa di bacche
di Mirto come perfetta per
accompagnare il maiale arrosto.
Il fumo dei rametti di Mirto
sulla brace del barbecue
conferisce un piacevole aroma
alla grigliata; taluni
con i fiori di Mirto ornano
le macedonie di frutta.
Con le bacche del Mirto
in Corsica ed in Sardegna
si preparano liquori con virtù
digestive, secondo ricette locali
tradizionali, ma già in epoche
remote era molto apprezzato
il vino al mirto, citato da Plinio,
Dioscoride e Columella,
di cui Catone da la precisa ricetta: mezzo moggio (poco più
di quattro chili) di bacche
di mirto in una urna (tredici litri circa) di mosto,
dicendolo adatto alla durezza
di stomaco, al mal di reni
ed alle coliche.
Agli inizi del Rinascimento
si chiama mortadella una salsiccia
di carne di vitello, affatto diversa
da quella che oggi si prepara
con il maiale, aromatizzata
con il Mirto, ma già gli antichi
romani apprezzavano
il myrtatum, un insaccato
speziato con Mirto.
Pesce di murta era detto
il pesce che in Sardegna,
in epoche antiche,
si usava cuocere in un brodo
di Mirto, per meglio conservarlo
e poterlo trasportare facendone
commercio.
Una curiosità: le bacche
del Mirto conferiscono
alla carne dei tordi che
se ne cibano un gradevole sapore
particolarmente apprezzato
dagli intenditori. |
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