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QUATTRO
D'ALBENGA
PIANTE
AROMATICHE
LA RIVIERA RICETTE QUADERNI
OLIVICOLA
ASPARAGO
VIOLETTO
 
Malva sylvestris (L.)
Genere (specie)
Malvaceae
Sinonimi:
Malva elata, Malva mauritiana, Malva vulgaris.
MALVA
Altri nomi comuni e regionali:
Malva selvatica
Dialetti savonesi:
Varma, Varmetta
 
Il nome

Malva: dal latino malva (m) di origine preindeuropea.
Malaché, nome greco della pianta, deriva da malakòs, con significato di “molle”, per le sue proprietà emollienti.
Per le stesse proprietà alcuni autori riferiscono il nome al latino mollit alvum, che ammorbidisce il ventre.
Da non confondere con la Malva regina (Lavatera trimestris) o con il Malvone (Althaea rosea); molto simile invece la Malva alcea, riconoscibile dai fiori più grandi.

 
Proprietà medicamentose

Della Malva, detta nientemeno che omnimorbia: buona per tutti i mali, ed ancor oggi tra le droghe medicinali più vendute dagli erboristi, si utilizzano, in infusi, decotti ed estratti, i fiori, le foglie e le radici, riconoscendone proprietà antinfiammatorie; bechiche; emollienti, dovute alla presenza di mucillagini; espettoranti, nei casi di bronchiti e catarri persistenti; dolcemente lassative; pettorali, nelle affezioni delle vie respiratorie; rinfrescanti.
Decotto di Malva con semi di ortica e grasso d’oca è una ricetta di Ippocrate per un pessario mondativo, per purgare l’utero e svuotarlo. Foglie di Malva, con altri ingredienti, compaiono nella ricetta dell’olio di San Biagio, che fu vescovo di Sebaste alla fine del III secolo, per la preparazione del suo famoso rimedio per il mal di gola.
Plinio, per le tonsille infiammate, raccomanda gargarismi con latte di capra bollito con Malva e sale; per la dissenteria prescrive clisteri di formaggio vaccino fresco insieme a decotto di Malva.
Marziale, in uno dei suoi famosi salaci epigrammi, invita un certo Febo, che ha la faccia da stitico, a ricorrere alle lattughe ed alle Malve lassative.
Decotti di Malva giovano per le emorroidi; cataplasmi per le gengive infiammate ed anche per le punture di insetti; clisteri per le gastroenteriti; pediluvi per i piedi gonfi.
Tenuta per rimedio valido contro la gonorrea, in epoca antica è anche considerata un rimedio efficace dopo i bagordi ed ancora un potente afrodisiaco, il cui effetto si otteneva legandone tre radici vicino all’organo sessuale; in epoca medioevale, al contrario, ha fama di calmante antiafrodisiaco e si ritiene dissolva la malinconia.
Decisamente appartenente alla sfera della magia era l’uso che pare si facesse della Malva, per accertare la sussistente o meno verginità di una fanciulla. Alfredo Cattabiani riporta nel suo Florario le modalità della prova, come indicate nel De secretis mulierum attribuito ad Alberto Magno: “Fac eam mingere super quandam herbam quae vulgo dicitur malva de mane; si sit sicca, tunc est corrupta”, inutile la traduzione.

 
Iperico
Issopo
Lavanda
Limonetto
Maggiorana
Malva
Melissa
Menta a foglie rotonde
Menta corsica
Menta piperita
Menta romana
Mirto
Nepeta
Origano
Peperoncino ornamentale
Prezzemolo
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Uso decorativo
Altri usi
Area di diffusione
Impiego nella cosmesi
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L'impiego in cucina
Le foglie tenere ed i germogli della Malva si possono mangiare in insalata; bolliti o cotti nel burro, come gli spinaci; nelle minestre; nei ripieni; nelle frittate, ma hanno un blando effetto lassativo.
Cicerone ne apprezzò tanto una portata da doversi poi dolere di una indigestione che gli arrecò una memorabile diarrea, protrattasi per più di dieci giorni.
Marziale cita le malve lassative tra le povere ricchezze, genuine e senza pretese, che l’orto di casa consente di offrire agli amici per cena. Bartolomeo Scappi, cuoco famoso nel XVI secolo, ha lasciato una ricetta “Per far minestra di Malva. Piglisi la malva nella Primavera, & nell’Autunno, nelli quali due tempi è più tenera, la Primavera
se ne piglierà la cima, che volgarmente si chiama sparago di malva, & l’Autunno le foglie più tenere …”
, invece che per far minestra la Malva può essere utilizzata “volendosi in insalata con l’uva passa”.
I più considerano però la Malva nel piatto come segno nefasto di estrema miseria e Filone di Bisanzio, nel III secolo a.C., ricorda la possibilità di ricorrere alla Malva giusto in caso di grave carestia.
I comici dell’antica Grecia, inoltre, citano spesso l’uso culinario della Malva ed altre erbe per deridere la povertà delle mense contadine.
Aristofane scrive che nelle ristrettezze il mendicante mangia germogli di Malva invece del pane.
 
Caratteristiche
La coltivazione della Malva non presenta nessuna difficoltà.
Forma di propagazione
Da seme o da talea
Ambiente di coltura
Piena aria
Portamento
Eretto
Illuminazione
Preferisce le esposizioni soleggiate od a mezz’ombra
Temperatura
Sopporta il freddo intenso
Umidità
Preferisce una bassa umidità del substrato