| Artemisia
dracunculus L. |
| Genere
(specie) |
| Asteraceae
(Compositae) |
 |
| Sinonimi: |
Artemisia
glauca, Artemisia redowskyi, Oligosporus
dracunculus |
 |
| DRAGONCELLO |
 |
| Altri
nomi comuni e regionali: |
Estragone,
Serpentaria, Stregon, Targone |
| Dialetti
savonesi: |
Erba
dragon |
| |
|
| |
|
 |
Al
Dragoncello, ricco di
iodio, sali minerali,
vitamine A e C, si attribuiscono
proprietà aperitive,
antisettiche, antispasmodiche,
emmenagoghe, diuretiche,
stimolanti, toniche,
vermifughe e perfino
ipnotiche.
Dalle dotte dissertazioni
del medico senese Mattioli,
pubblicate intono alla
metà del Cinquecento,
si apprende che all’epoca
il Dragoncello “si
coltiva negli horti
di tutta Italia, d’acuto
sapore, per insalate,
& per le salse …”,
ma il bello è
che “Questo
(il Dragoncello) dicono
alcuni essere herba
artificiosa, & non
naturale, nata di seme
di lino messo sotto
terra in una cipolla,
… quantunque à
molti non ne riesca
la prova.”
Aggiunge ancora il Mattioli
“Di questo
(del Dragoncello) no
è memoria alcuna,
che si sappia, appresso
agli antichi Greci,
ne manco à gli
Arabi”.
Il Dragoncello infatti
non deve essere confuso
con la Dragontea, pianta
affatto diversa, nominata
da Dioscoride, Teofrasto,
Galeno ed altri antichi
autori. |
 |
 |
 |
|
|
|
|
 |
| Nel
pdf: |
 |
 |
|
Uso
decorativo
Altri usi
Area di diffusione
Impiego nella
cosmesi |
|
 |
 |
 |
|
|
 |
 |
 |
|
|
| |
|
 |
Al
contrario delle altre
Artemisie, il Dragoncello,
componente delle fines
herbesprovenzali, elemento
essenziale della cucina
francese, eccelle per
meriti culinari più
che per virtù
terapeutiche. Le foglie,
deliziosamente
aromatiche, arricchiscono
di un sapore tutto particolare,
delicatamente piccante
e amaro, le insalate;
i piatti di pesce, di
carne, di uova; i formaggi;
le salse béarnaise,
tartara, olandese.
È
usato nella conservazione
di capperi e cetrioli;
per aromatizzare l’aceto,
la senape, la mostarda
e la maionese.
|
 |
 |
 |
|
|
| |
|
|