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All’antico erborista per la raccolta del Basilico, pianta sacra,
era imposto un rituale complesso: doveva indossare vesti
pulite, astenersi da contatti impuri e lavare la mano nell’acqua
di tre diverse fonti, ma certo sono solo leggende.
La medicina popolare agli estratti, infusi ed altre preparazioni
di Basilico ha accreditato proprietà analgesiche,
antinfiammatorie, antispasmodiche, bechiche, carminative,
diaforetiche, diuretiche, emmenagoghe, sedative, stomachiche,
toniche e, non ultime, afrodisiache! Le foglie
fresche, pestate, si ritiene siano antisettiche e giovino per
le punture di zanzara. Polvere di Basilico nelle narici giova
nei casi di rinite cronica. L’ostetrica Salpe, citata da Plinio,
nel primo secolo dopo Cristo utilizza impacchi con
succo di Basilico e urina per rafforzare la vista; Basilico e
granchi, riporta ancora Plinio, risolvono le trafitture dello
scorpione, e ancora succo di Basilico con grasso d’oca per
le patologie dell’orecchio. Dioscoride, tradotto dal Mattioli,
attesta, contro la trafittura degli scorpioni, l’efficacia del
seme di Basilico bevuto e scrive anche “Messi (i granchi di
fiume) triti con basilico sopra à li scorpioni, gli amazzano”.
Analogamente antichi medici arabi sostengono che chi ha
mangiato Basilico in quel giorno non sente dolore alcuno
per la trafittura dello scorpione.
Santa Ildegarda di Bingen indica, in un suo trattato del
XII secolo, la ricetta di un vino aromatico utile per guarire
l’uomo colpito al suo interno (?) dai pidocchi, a base di
Basilico, bile di anguilla, aceto, miele, zenzero, pepe, avorio
e la metà del becco di un avvoltoio!
Lo stesso Mattioli, nella metà del XVI secolo, scrive che il
Basilico giova alle punture del drago marino, ma che
mangiato in quantità nuoce alla vista.
capacità antibatteriche e fungicide; in aree geografiche diverse
il Basilico è impiegato per calmare la febbre, la tosse
asinina dei bambini; per alleviare le emicranie, per risolvere
le afte, le indigestioni e l’acidità di stomaco; per
combattere l’insonnia, l’ansia, il nervosismo, le nausee da
gravidanza, le vertigini, la pressione bassa, le congestioni,
i dolori articolari, il raffreddore e l’influenza; per irrigazioni
vaginali, contro la caduta dei capelli, per stimolare
la circolazione eccetera, eccetera, eccetera.
Abou Difar Ah’Mad, medico farmacologo arabo, nel suo
libro Zad al Mocafir, “Consigli ad un viaggiatore”, considera
il Basilico utile per risollevare l’animo degli afflitti da
pene d’amore.
Proprio la considerazione che il Basilico godeva presso i
medici arabi come pianta medicinale, determinò l’introduzione
e la diffusione della coltura in Spagna, all’epoca
della dominazione islamica.
Una curiosità: gli speziali, in tempi antichi, chiamavano
Basilicon un unguento per sanare le ulcere, chiamato anche
tetrafarmaco perché composto di quattro elementi:
olio d’oliva, cera gialla, pece greca e resina di pino. |
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