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Per
maggiore
chiarezza
valga
questo
esempio: |
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| Achillea
millefolium
L. |
| Genere
(specie) |
| Asteraceae
(Compositae) |
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| Sinonimi: |
Achillea
borealis,
Achillea
cuspidata,
Achillea
lanulosa,
Achillea
magna,
Millefolium
officinale,
Millefolium
vulgare,
Santolina
millefolium |
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| ACHILLEA |
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| Altri
nomi
comuni
e
regionali: |
Erba
delle
ferite,
Erba
del
soldato,
Erba
dei
tagli,
Erba
formica,
Millefoglie,
Sanguinella,
Stagnasangue |
| Dialetti
savonesi: |
Camamilùn
de
zû,
Camamillagiôna |
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Le
piante sono elencate
secondo l’ordine
alfabetico del loro
nome scientifico.
Di ogni pianta sono
sempre indicati il genere,
la specie ed in qualche
caso la subspecie, la
famiglia di appartenenza,
gli eventuali sinonimi
con i quali la pianta
è anche nota,
il nome od i nomi comuni
italiani, francesi,
inglesi/americani, spagnoli,
tedeschi, talvolta anche
i nomi comuni in altre
lingue: arabo, cinese,
portoghese, russo, turco
ecc.
Secondo la convenzione
corrente è indicato
per primo, in carattere
corsivo con iniziale
maiuscola, il genere,
che è sempre
un sostantivo, poi,
con iniziale minuscola,
la specie, che è
in genere un aggettivo,
talvolta derivato dal
nome di una persona,
infine, separatamente,
la famiglia, con iniziale
maiuscola.
Accanto alla specie
ed alla eventuale subspecie
è indicato, in
carattere tondo, con
la sola iniziale od
abbreviato, il nome
del botanico o dei botanici
che hanno identificato
e classificato la pianta.
In alcuni casi alla
indicazione della specie
si sostituisce l’abbreviazione
cv.pl. “cultivar
plurimi”, che
indica la presenza di
più cultivar
ottenuti attraverso
selezione genetica.
In altri casi al posto
del nome della specie
compare l’abbreviazione
sp.pl. “specie
plurime” e ciò
quando la scheda riguarda
più piante dello
stesso genere appartenenti
a specie diverse.
Una X prima del nome
della specie indica
un ibrido tra piante
appartenenti a specie
diverse. Nella indicazione
delle origini è
evidenziato se si tratta
di piante spontanee
o di origine orticola.
Accanto al nome della
famiglia può
essere indicato, tra
parentesi, un secondo
nome che si riferisce
ad una precedente classificazione
di appartenenza, non
più in uso. A
questo proposito si
deve ricordare che le
classificazioni botaniche
sono talvolta riviste
e variate, può
quindi accadere che
una specie si trovi
ora elencata in un genere
diverso da quello in
cui risultava
inserita tempo addietro.
In questi casi la precedente
denominazione è
riportata come sinonimo.
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L’intento
di questa pubblicazione
è di evidenziare,
per diletto e senza
alcuna altra pretesa,
proprietà forse
poco note di piante
che quasi tutti conoscono
e di far meglio conoscere
funzioni ornamentali,
e non solo, di altre
piante meno conosciute.
Delle piante elencate
sono messi in evidenza
principalmente i possibili
impieghi decorativi;
gli utilizzi culinari;
gli usi cosmetici
e terapeutici, ancora
attuali o che sono
stati ritenuti validi
in tempi ormai trascorsi;
curiosità e
citazioni, ma, come
già detto,
al solo scopo di interessare
e divertire.
È ovvia
norma di prudenza
evitare l’utilizzo
di piante che non
si conoscono più
che bene, prima di
averne accertate le
modalità di
impiego ed il dosaggio,
tanto negli usi culinari
quanto, a maggior
ragione, negli usi
cosmetici e terapeutici.
In tutti i casi sarà
necessario approfondire
la conoscenza delle
piante attraverso
testi specializzati
o, meglio ancora,
ricorrere al consiglio
di persone di provata
esperienza e sicura
competenza professionale:
esperti cuochi od
erboristi patentati
e farmacisti, secondo
il caso.
L’utilizzo
decorativo delle piante,
invece, non ha contro
indicazioni; occorre
solo avere un po’
di passione, una minima
disponibilità
di tempo e delle semplici
accortezze, come quella
di sostituire senza
esitazione le piante
che nel tempo hanno
perso in parte la
loro bellezza.
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Questa
raccolta di schede
è sotto il
titolo di piante “aromatiche”,
ma in realtà
alcune delle piante
descritte non sono
propriamente “aromatiche”,
ma piuttosto “officinali”,
le loro principali
virtù, al di
là degli impieghi
decorativi, non sono,
cioè, gastronomiche,
ma farmaceutiche.
Come si è detto
gli scopi di questa
raccolta sono porre
in evidenza il valore
ornamentale delle
piante, interessare
e divertire; non si
è sentito,
pertanto, l’obbligo
di fare esatte e rigorose
distinzioni.
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