| Anethum
graveolens L. |
| Genere
(specie) |
| Apiaceae
(Umbelliferae) |
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| Sinonimi: |
Anethum
peucedanum, Peucedanum graveolens,
Peucedanum anethum, Pastinaca graveolens |
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| ANETO,
DILL |
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| Altri
nomi comuni e regionali: |
Aneta
odorosa, Finocchio bastardo, Finocchio
fetido |
| Dialetti
savonesi: |
Dill |
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Principalmente
la medicina popolare
attribuisce all’Aneto
proprietà digestive,
carminative, diuretiche
ed antispasmodiche;
ma viene anche indicato
contro il singhiozzo,
per favorire la secrezione
lattea delle nutrici
e nei casi di insonnia.
L’Aneto si prende
in forma di infusione
dei semi, molto profumata
e gradevole.
Ippocrate ha scritto:
“Se vuoi che
una donna resti incinta,
purifica lei e l’utero:
poi dalle da mangiare
a digiuno dell’Aneto,
…”
Un testo inglese del
XVII secolo attribuisce
all’Aneto la biasimevole
proprietà di
rendere l’uomo
casto e la donna piena
di desiderio!
La così detta
acqua di Aneto è
particolarmente indicata
per le coliche dei bambini.
Santa Ildegarda di Bingen,
nel XII secolo, raccomanda
l’aneto per mantenere
in salute buoi, pecore
e maiali; per le capre,
invece, consiglia le
foglie di quercia!
Da un testo del 1557,
che si rifà agli
insegnamenti di Dioscoride,
si apprende la ricetta
per fare l’unguento
di Aneto, che “mollifica,
& apre i luoghi
secreti delle donne,
… & giova
à i dolori delle
giunture.”
Plinio il Vecchio, riportando
credenze e rimedi del
suo tempo, spesso con
scetticismo e ironia,
dice che la sterilità
femminile può
essere curata mangiando
un occhio di iena con
liquirizia e Aneto:
il concepimento è
assicurato entro tre
giorni! |
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| Nel
pdf: |
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Uso
decorativo
Altri usi
Area di diffusione
Impiego nella
cosmesi |
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Le
foglie dell’Aneto,
dal profumo che ricorda
il finocchio, ma più
intenso, possono essere
utilizzate per insaporire
insalate, formaggi freschi
e minestre di verdura;
per decorare i piatti,
specie di pesce e preparare
salse; le infiorescenze
immature sono usate, in
particolare nei paesi
anglosassoni, per aromatizzare
le verdure conservate
sotto aceto; i semi sono
usati per dare aroma a
molte preparazioni, ma
anche masticati tal quali
per profumare gradevolmente
l’alito.
I semi di Aneto servivano,
con altri, per la preparazione
del Ratafià dei
sei semi, liquore digestivo
di preparazione
casalinga, più
noto in tempi trascorsi
di quanto non lo sia oggi,
a base di grappa, ritenuto
un toccasana per le coliche,
le indigestioni e le ventosità.
Due ricette di Apicio,
dei tempi di Roma antica,
ricordano l’impiego
dell’anethum per
cucinare a dovere fenicotteri
e pappagalli lessi, nonché
la gru con le rape!. |
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