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Il
pomodoro introdotto
in Europa agli inizi
del XVI sec. era caratterizzato
da frutti piccoli e
di diversa colorazione.
Solo dopo aver scoperto
la commestibilità
delle bacche gli agricoltori
iniziarono una sorta
di selezione mediante
incroci naturali e mutazioni
finalizzati ad ottenere
bacche più grandi
ed appetibili. Da queste
antiche selezioni si
sono ottenuti diversi
ecotipi con nomi diversi
ma con caratteristiche
morfologiche simili:
fra queste rientra il
Cuor di Bue, detto anche
Pomodoro di Albenga
o Pera ligure.
La cultivar ha accrescimento
indeterminato, è
vigorosa, produce frutti
del peso di 300 g, a
forma di cuore, di colore
rosso chiaro. Esistono,
a tal proposito, selezioni
con frutti a colorazione
più chiara, o
tendente all'arancione.
La raccolta viene effettuata
dopo 100 giorni dal
trapianto.
Le bacche, di grosse
dimensioni e marcate
da tipiche costolature,
sono molto dolci, povere
di semi, risultano poco
acquose essendo carenti
di succhi placentari
(fig. 1).
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Fig.
1. Bacche a diversi
stadi di maturazione
con evidenti costolature
(foto Nicola). |
Importanza
e diffusione della coltura
Molte cultivar antiche
di pomodoro sono oggi
ormai scomparse oppure
sostituite da ibridi
F1, caratterizzati da
resistenza a patogeni,
uniformità di
prodotto, regolarità
di allegagione, consistenza
e serbevolezza della
bacca e adattamento
a diverse condizioni
pedo-climatiche.
La crescente importanza
del pomodoro Cuor di
Bue si deve alle pregiate
caratteristiche organolettiche
delle bacche che sono
consumate allo stato
fresco. È una
cultivar da mensa, definita
tipo insalataro, molto
apprezzata per il suo
sapore e la sua forma
antica.
La coltura del pomodoro
è praticata in
tutto il mondo, occupando
una superficie stimata
intorno a 8 milioni
di ha con una produzione
di 217 milioni di tonnellate.
L’Italia, collocata
nei primi posti nella
situazione mondiale,
è il più
importante produttore
di pomodoro nella Comunità
Europea.
In Italia nel 2002 la
coltivazione del pomodoro
da mensa ha interessato
una superficie di poco
superiore ai 31.000
ha, di cui ca 7.600
in coltura protetta,
con una produzione di
ca 550.000 t ed una
produzione unitaria
di ca 71 t/ha. L’importanza
nazionale della produzione
del pomodoro da mensa
diventa difficile da
stimare in considerazione
della possibilità
del duplice utilizzo
del pomodoro, anche
a livello familiare,
e della frequente destinazione
della produzione da
pieno campo al mercato
ortofrutticolo per l’utilizzo
culinario. Considerando
la produzione in ambiente
protetto la quantità
di pomodoro inviato
annualmente ai mercati
ortofrutticoli si aggira
intorno ai 2,5 milioni
di t. |
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