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Asparago
violetto Albenga |
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La
varietà di asparago
Violetto d’Albenga
è stata selezionata
e conservata per molte
generazioni dagli asparagicoltori
albenganesi attraverso
una metodologia ancora
oggi in uso. In asparagiaie
di almeno cinque anni,
all’inizio del
periodo produttivo sono
individuate le piante
(10-20 per 1000 m2)
che producono i turioni
con le caratteristiche
desiderate: calibro
grosso, numero possibilmente
elevato e colore viola
intenso. Le piante selezionate,
di cui alcune sono femminili
ed altre maschili, e
che fioriscono in un
periodo anticipato rispetto
a quelle da cui i turioni
vengono raccolti, si
interincrociano ad ope ra
di insetti impollinatori.
Poiché tutti
gli agricoltori adottano
criteri selettivi simili,
la fecondazione con
polline esterno all’azienda,
non pregiudica l’obiettivo
della selezione, anzi
evita l’eccessiva
consanguineità,
negativa ai fini produttivi.
L’agricoltore,
per i nuovi impianti
utilizza esclusivamente
il seme raccolto dalle
proprie piante, ottenendo,
dopo alcuni cicli, la
propria popolazione
di Violetto d’Albenga.
In passato esistevano
popolazioni di Violetto
d’Albenga diverse
per intensità
della colorazione e
diametro dei turioni;
purtroppo molte di esse
attualmente sono irrimediabilmente
perdute a causa della
drastica riduzione del
numero degli asparagicoltori.
Dal punto di vista sistematico
la varietà Violetto
d’Albenga appartiene
alla specie Asparagus
officinalis L.; essendo
però tetraploide
(2n = 40 cromosomi)
l’incrocio con
le normali varietà
diploidi origina progenie
triploidi praticamente
sterili.
Progenie pienamente
fertili si ottengono
invece dall’incrocio
con la specie tetraploide
A. scaber Brign. sinonimo
di A. maritimus Miller
e di A. amarus De Candolle,
spontaneo in diversi
litorali del Mediterraneo
e coltivato sul litorale
del Cavallino in provincia
di Venezia; la varietà
è denominata
Montina.
In Europa una varietà
tradizionale di asparago
con turioni tendenzialmente
viola, che deriva sicuramente
da ibridazione tra A.
officinalis ed A. scaber
è “Morado
de Huétor”,
coltivato nell’omonima
località dell’Andalusia
in Spagna.
L’ibridazione
tra le due specie è
avvenuta intorno agli
anni ’30 del XX
secolo, ma è
tuttora possibile osservare
grande variabilità
tra le piante, una parte
delle quali assomiglia
ad A. scaber, mentre
le altre sono morfologicamente
simili ad A. officinalis.
Molto variabile è
anche il numero di cromosomi
(da 30 a 50), il gusto
più o meno amarognolo,
il diametro più
o meno grosso e il colore
più o meno antocianico
del turione. Anche la
varietà Violetto
d’Albenga potrebbe
quindi derivare da ibridazione
tra le due specie avvenuta
probabilmente nel XVII
secolo. Il lungo periodo
di selezione, seguendo
i criteri prima descritti,
avrebbe permesso di
eliminare i caratteri
genetici indesiderati
(es. gusto amarognolo,
diametro piccolo dei
turioni) e fissare quelli
che oggi la caratterizzano,
compreso il numero tetraploide
di cromosomi.

Come
per altre produzioni
tipiche locali, il futuro
della coltura dell’asparago
Violetto d’Albenga
è legato alla
capacità di far
conoscere ed apprezzare
le qualità peculiari
del prodotto. Si può
ragionevolmente prevedere
che la registrazione
dell’Indicazione
Geografica Protetta
per l’asparago
Violetto d’Albenga,
possa portare ad un
raddoppio del consumo,
stimato attualmente
in 160 tonnellate, rendendo
la coltura stessa economicamente
conveniente e competitiva
nei confronti delle
colture concorrenti
sul territorio della
zona tipica di produzione. |
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foto:
F. Gioberti |
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| Nel
pdf: |
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Introduzione
La coltivazione
Il post-raccolta
Bibliografia
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Caratteristiche
nutrizionali e qualitative |
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Il
valore nutritivo e la
composizione chimica media
dei turioni di asparago
coltivato è la
seguente:
•
Calorie
150-250 per kg; glucidi
3,5% (fruttosio, pentosani,
esosani, ecc.); proteine
ed amminoacidi liberi
2,2%; fibre 1,5%.
•
Vitamine
(per kg di prodotto):
C (300 mg); proA (4 mg);
B1 (2 mg); B2 (1,9 mg);
B3(PP) (10 mg); B5 (6
mg); B6 (0,6 mg); B8 (biotina)
(0,02 mg); B9 (0,9 mg);
E (8 mg).
•
Elementi
minerali (per
kg di prodotto): Sodio
(30 mg); Potassio (2 g);
Cloro (0,4 g); Magnesio
(120 mg); Calcio (0,2
g); Fosforo (0,7 g); Ferro
(11 mg); Zinco (3,2 mg);
Rame, Manganese, Iodio
(0,02 mg).
Medici
ed igienisti di tutti
i tempi hanno riconosciuto
all’asparago importanti
virtù salutistiche,
tanto che il botanico
Linneo attribuì
alla specie più
comune il nome “officinalis”.
Recenti studi dimostrerebbero
che i turioni di asparago
possiedono diverse attività
biologiche quali: antifungine,
antimutagene, antitumorali
e antivirali. In turioni
sono state recentemente
identificate saponine
con attività
inibitrice nei confronti
di linee cellulari cancerogene;
sostanze antiossidanti
solubili in lipidi (tocoferoli)
o in acqua (quercetina);
flavonoidi con spiccata
azione antiradicali
liberi. Il caratteristico
odore dell’urina
prodotta dall’organismo
umano dopo aver mangiato
asparago, è determinato
dalla produzione di
metilmercaptano e di
asparagina beta, derivati
rispettivamente dal
catabolismo dell’amminoacido
metionina e dell’acido
aspartico.
L’asparago è
considerato un eccellente
ortaggio anche per i
seguenti motivi:
•
è
un ingrediente delle diete
vegetali ipocaloriche;
•
apporta
quantità equilibrate
di vitamine, sali minerali
ed oligoelementi essenziali
al funzionamento cardiaco
e del sistema nervoso;
•
ha
una forte attività
diuretica per l’elevato
rapporto Potassio/Azoto
(200/2,5) ed è
perciò consigliato
per stimolare l’attività
dei reni; sconsigliato
alle persone con insufficienza
renaria e cistiti;
•
stimola
la muscolatura intestinale
facilitando l’evacuazione. |
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