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Quando le ferrovie funzionavano....
 
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12 ottobre 1941: nasce L'Ortofrutticola
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Furono mesi di folli ricchezze
Il Centa e la sua storia millenaria
Quando le ferrovie funzionavano ...
 
Negli anni Cinquanta era attivo un servizio di trasporto con carri merci.

Ci fu un periodo, a cavallo degli Anni Cinquanta e Sessanta, in cui funzionava un efficente servizio trasporto tramite vagoni ferroviari che, caricati su rimorchi bassi, con piccole ruote che poggiavano su quattro assi, venivano trascinati da un trattore sino all'ingresso dei magazzeni ove avvenivano le operazioni di carico e scarico. Oggi, a oltre un terzo di secolo da quell'esperienza, il trasporto di derrate ortofrutticole tramite i binari è praticamente scomparso e una soluzione intelligente, come quella di cui parliamo, è stata ben presto abbandonata. Si continua a parlare della necessità di decongestionare le autostrade dai TIR usando maggiormente la ferrovia ma il risultato, nel concreto delle cose, è esattamente il contrario.
Quegli enormi carrelloni che facevano sfilare per le vie albenganesi i carri merci ferroviari, sono un ricordo per chi era ragazzo alla fine dell'ultima guerra. Di questo periodo e della positività di quell'esperienza nel parliamo con il cavaliere del Lavoro Pier Luigi Noberasco, che ha da poco compiuto i novant'anni ( cogliamo l'occasione per formulare auguri di cuore da parte dell'Ortofrutticola). Ricorda Noberasco: «Un tempo la merce arrivava e partiva da Albenga tramite la ferrovia.

Faceva parte del nostro lavoro di esportatori di ortofrutticoli recarci alla «Piccola», così come veniva chiamata la stazioncina della «Piccola Velocità», meno di cento metri dalla stazione attuale in direzione nord. Ci andavamo o con mezzi propri o, prima della motorizzazione, con i 'tamagni' a quattro ruote». Quel tipo di trasporto aveva come protagonisti la famiglia Radini, costituita da Riccardo, Attilio e Bruno (quest'ultimo oggi ottantasettenne, mentre i primi due sono da tempo scomparsi). I Radini, originari della provincia di Verona, erano soprannominati «I Pirati» perché non conoscevano soste al lavoro sia di giorno che di notte (al chiaro di luna trasportavano sabbia dal greto del Centa ad Alassio con i carri chiamati «tumbarelli». I Radini, la cui seconda generazione continua in parte il mestiere dei padri passando tuttavia dalla briglia dei cavalli al volante di grandi camion, lavorarono sino alla fine degli Anni Cinquanta, quando appunto il trasporto con i camion impose la legge del progresso.
Continua Noberasco: «Prima ancora dei Radini c'era Balzarotti che con i suoi 'tamagnoni'
svolgeva il servizio di consegna della merce con la cosiddetta 'resa a domicilio' per trasporti a collettamente (cioè non con un unico tipo di merce ed un unico destinatario).
Il servizio con i carri ferroviari trasportati direttamente sui luoghi di produzione era un sistema efficiente. Bastava prenotare per tempo e tutto si svolgeva con precisione ed efficacia». Certo, la fretta se non la frenesia dei nostri giorni rende poco appetibile un servizio che richiede tempi lunghi di programmazione. Ma ciò non esclude che certi tipi di trasporti possano ancora oggi essere effettuati sui binari, anche per consentire di decongestionare il traffico su gomma che, malgrado lo sviluppo della rete autostradale italiana ed europea, deve affrontare i problemi connessi alla scorrevolezza delle vie di comunicazione.
Ripensando quindi a quei carri che con grande lentezza attraversavano Albenga c'è oggi da ritenere che col passare degli anni, in alcuni settori, invece di andare avanti si va indietro.