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Dalla
nascita dell'agricoltura
nel lontano 1750 fino
al 1924 anno di fondazione
della cooperativa.
Paludi,
paludi ed ancora paludi
ricoprivano la Piana
albenganese. Di agricoltura
ancora non si parlava,
gli abitanti erano prevalentemente
pescatori e conciatori
di pelle. Era la fine
del '700. L'unica risorsa
agricola di quel tempo
era rappresentata dalla
canapa che cresceva
spontaneamente ai bordi
degli stagni e veniva
raccolta e portata alla
fiera annuale.
Solo un secolo dopo,
alla fine dell'800,
presero il via i primi
rudimentali lavori di
bonifica delle paludi
che erano eseguiti buttando
enormi quantità
di terra mista a sabbia
che assorbisse l'acqua
e l'umidità.
Ma la vera nascita dell'agricoltura
è da datare intorno
al 1850 quando nella
Piana si videro i primi,
rari campi coltivati
a pomodori e carciofi.
Da quell'anno, un vero
e proprio boom del settore
orticolo: i campi coltivati
si moltiplicano, gli
agricoltori diventano
decine, centinaia. I
prodotti, una volta
coltivati, venivano
raccolti, buttati sui
carri trainati dai buoi
e portati con pazienza
a Savona e ad Oneglia
dove erano commercializzati.
Nel 1870, i circa ciquencento
orticolotori albenganesi
sentono il bisogno di
darsi un'organizzazione,
di avere cioè
loro rappresentanti,
persone in grado di
garantire la commercializzazione
dei prodotti e di tutelare
i loro interessi.
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Ecco
quindi la formazione
dei Gruppi che diventano
in breve tempo dieci,
formati ognuno da 40,
50 agricoltori Passano
gli anni e si arriva
all'inverno 1905 quando
il gruppo il più
potente e numeroso dell'albenganese
capitanato da Felice
Chiesa decide di regolamentare
la produzione e la vendita
dandosi uno statuto
e costituendo la prima
Federazione Agricola
Anonima cooperativa
nel 1907 con sede a
Vadino nella zona dove
ora si trova la caserma
Piave. Dopo un paio
d'anni trascorsi in
relativa tranquillità,
un gruppo di contadini,
fra cui Sommariva e
Vio, si ribellano al
potere dei successori
di Chiesa alla guida
della Federazione Agricola,
decidono di andarsene
e di darsi un loro nuovo
statuto. Nel 1910 nasce
così la associazione
agraria che trova sede
nel palazzo di via Trieste
ospitante la Coop fino
a due anni fa. L'associazione
agraria ha però
vita breve. I debiti
fatti per l'acquisto
del palazzo e l'oppressione
provocata dallo strapotere
della Federazione agricola
Anonima Cooperativa
decretano il suo fallimento
e il nuovo ingesso dei
"ribelli"
all'interno della Federazione
di Chiesa, morto già
da alcuni anni. Una
fusione che comporta
la nascita nel 1924
della Federazione Agricola
Cooperativa con tanto
di nuovo statuto per
mano del presidente
Tomaso Buscaglia e di
Nicolò Enrico
e l'aumento dei soci
che arrivano a quota
mille e trecento.
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La nuova Società
raggruppa infatti gli
agricoltori di Albenga,
Villanova e Campochiesa.
«Scopo della Federazione
è di promuovere
l'unione di benessere
reciproco per meglio
tutelare gli interessi
generali degli agricoltori
in ciò che concerne
la spedizione e vendita
dei prodotti agricoli
nonché per l'acquisto
dei vari concimi ed
altro occorrente per
la razionale coltura
dei campi e per dare
alla coltivazione quella
importanza che le spetta
procurandole tutti i
mezzi legali e tutte
quelle facilitazioni
e concessioni atte a
migliorare la condizione
economica dei coltivatori
agricoli ed estendere
l'esportazione in tutti
i mercati interni ed
esteri che diano affidamento
di sicura remunerazione»,
cita l'articolo uno
dello Statuto.
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