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E le paludi si trasformarono in campi
 
Vazio: il fondatore dell'Ortofrutticola
12 ottobre 1941: nasce L'Ortofrutticola
1941: nasce la cooperativa L'Ortofrutticola
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E le paludi si trasformarono in campi...
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Dalla nascita dell'agricoltura nel lontano 1750 fino al 1924 anno di fondazione della cooperativa.

Paludi, paludi ed ancora paludi ricoprivano la Piana albenganese. Di agricoltura ancora non si parlava, gli abitanti erano prevalentemente pescatori e conciatori di pelle. Era la fine del '700. L'unica risorsa agricola di quel tempo era rappresentata dalla canapa che cresceva spontaneamente ai bordi degli stagni e veniva raccolta e portata alla fiera annuale.
Solo un secolo dopo, alla fine dell'800, presero il via i primi rudimentali lavori di bonifica delle paludi che erano eseguiti buttando enormi quantità di terra mista a sabbia che assorbisse l'acqua e l'umidità. Ma la vera nascita dell'agricoltura è da datare intorno al 1850 quando nella Piana si videro i primi, rari campi coltivati a pomodori e carciofi. Da quell'anno, un vero e proprio boom del settore orticolo: i campi coltivati si moltiplicano, gli agricoltori diventano decine, centinaia. I prodotti, una volta coltivati, venivano raccolti, buttati sui carri trainati dai buoi e portati con paz
ienza a Savona e ad Oneglia dove erano commercializzati. Nel 1870, i circa ciquencento orticolotori albenganesi sentono il bisogno di darsi un'organizzazione, di avere cioè loro rappresentanti, persone in grado di garantire la commercializzazione dei prodotti e di tutelare i loro interessi.

Ecco quindi la formazione dei Gruppi che diventano in breve tempo dieci, formati ognuno da 40, 50 agricoltori Passano gli anni e si arriva all'inverno 1905 quando il gruppo il più potente e numeroso dell'albenganese capitanato da Felice Chiesa decide di regolamentare la produzione e la vendita dandosi uno statuto e costituendo la prima Federazione Agricola Anonima cooperativa nel 1907 con sede a Vadino nella zona dove ora si trova la caserma Piave. Dopo un paio d'anni trascorsi in relativa tranquillità, un gruppo di contadini, fra cui Sommariva e Vio, si ribellano al potere dei successori di Chiesa alla guida della Federazione Agricola, decidono di andarsene e di darsi un loro nuovo statuto. Nel 1910 nasce così la associazione agraria che trova sede nel palazzo di via Trieste ospitante la Coop fino a due anni fa. L'associazione agraria ha però vita breve. I debiti fatti per l'acquisto del palazzo e l'oppressione provocata dallo strapotere della Federazione agricola Anonima Cooperativa decretano il suo fallimento e il nuovo ingesso dei "ribelli" all'interno della Federazione di Chiesa, morto già da alcuni anni. Una fusione che comporta la nascita nel 1924 della Federazione Agricola Cooperativa con tanto di nuovo statuto per mano del presidente Tomaso Buscaglia e di Nicolò Enrico e l'aumento dei soci che arrivano a quota mille e trecento.

La nuova Società raggruppa infatti gli agricoltori di Albenga, Villanova e Campochiesa. «Scopo della Federazione è di promuovere l'unione di benessere reciproco per meglio tutelare gli interessi generali degli agricoltori in ciò che concerne la spedizione e vendita dei prodotti agricoli nonché per l'acquisto dei vari concimi ed altro occorrente per la razionale coltura dei campi e per dare alla coltivazione quella importanza che le spetta procurandole tutti i mezzi legali e tutte quelle facilitazioni e concessioni atte a migliorare la condizione economica dei coltivatori agricoli ed estendere l'esportazione in tutti i mercati interni ed esteri che diano affidamento di sicura remunerazione», cita l'articolo uno dello Statuto.