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Operazione spostamento

Relazione sull’assemblea di bilancio.
Il Presidente Marco Ansaldi rilascia la relazione sull’assemblea.

La nuova sede
La partecipazione all’assemblea di bilancio è stata nettamente superiore alla media degli altri anni, ma, visto l’argomento trattato, durante lo svolgimento dell’incontro mi è stato chiesto dai soci di inserire la mia relazione, che ha preceduto la lettura del bilancio per informare anche chi non era presente. Ho portato a conoscenza della base sociale i gravi fatti accaduti nel 2006, che sono stati causa del risultato negativo e in cui sono coinvolte persone che fino a poco tempo fa lavoravano in Cooperativa, e che, immediatamente dopo la loro uscita, hanno iniziato a lavorare in concorrenza con la stessa.
Ma partiamo dall’inizio. Uno degli argomenti che hanno avuto più considerazione da parte del Consiglio di Amministrazione è stato, storicamente, quello relativo alle scorte. Anche solo facendo una passeggiata nella nostra sede, ci si può rendere conto che le scorte sono una voce importante del bilancio e rappresentano, tra le altre cose, un grosso impegno di liquidità per la Cooperativa.
Per ridurne l’incidenza, negli anni passati, abbiamo indicato all’ex responsabile del settore obiettivi che portassero in quella direzione. Malgrado i nostri tentativi, salvo sporadici e limitati esiti positivi, alla fine dell’anno il risultato sostanzialmente non cambiava.
Per questo motivo ci siamo rivolti ad un consulente esterno, il dottor Paolo Montagnini, esperto in organizzazione di punti vendita del nostro settore e, tra le altre cose, consulente Bayer e autore di numerose pubblicazioni in materia, anche sulla rivista Green Up. Il dottor Montagnini era stato già contattato in precedenza per un consulto, in vista del prossimo trasferimento nella nuova sede.
Seguendo le sue indicazioni abbiamo iniziato la formalizzazione del ciclo passivo delle merci e la revisione delle procedure di inventario. Con queste procedure sono emerse delle discrepanze tra l’inventario fisico e quello contabile del 2005. Abbiamo richiesto le dovute spiegazioni all’ex responsabile del settore, e, analizzando anche quelle che sono le percentuali di taccheggio presenti in questo tipo di strutture e la deperibilità di alcuni prodotti, sembrava che le motivazioni fornite su questa differenza fossero tutte fondate, o almeno accettabili.
Oggi possiamo ritenere che questo sia stato, con molta probabilità, l’episodio che ha definitivamente messo in difficoltà l’ex responsabile del settore.
Infatti, al culmine di un periodo di tensione con gli amministratori responsabili, è arrivata la minaccia di dimissioni, da noi ritenute, allora, la ripetizione di analoghi tentativi attuati in occasione di ogni rinnovo delle cariche sociali. Questa volta, però, la determinazione del consiglio a non cedere lo ha portato a presentare le dimissioni.
Nel corso dei mesi di preavviso dovuti per contratto, e più precisamente nel mese di luglio,
abbiamo scoperto tentativi di modificare i dati delle giacenze in magazzino inserendo nel sistema registrazioni contabili non supportate da un’idonea documentazione.
Nel periodo affidato all’allora responsabile del settore, è stato cancellato dal programma di gestione una quantità di prodotto che risultava dalla contabilità di magazzino essere in deposito, ma che evidentemente non era più presente.
Alla nostra immediata richiesta di spiegazioni non sono state date risposte esaurienti.
In seguito a quanto scoperto dai nostri funzionari, per avere certezza della situazione di magazzino,
abbiamo deciso di procedere con un inventario straordinario. Per non creare disagio ai soci, la rilevazione è stata organizzata nei giorni precedenti alla festività di Ferragosto.
Il 10,11 e 12 agosto 2006, si è proceduto ad un inventario infrannuale che ha dato modo di riscontrare una discrepanza tra le giacenze fisiche e quelle derivanti dalle registrazioni contabili, tenute a cura del personale di magazzino, nell’ordine di circa 439.000 euro.
Il primo passo compiuto dal Consiglio di Amministrazione, dopo aver informato il collegio sindacale, è stato quello di rivolgersi ai legali: l’avvocato Ferdinando Acqua Barralis, legale della Cooperativa, con il quale giovedì 24 agosto, mi sono recato per la prima volta presso la caserma dei carabinieri, e l’avvocato Paolo Marson, consulente del lavoro, per l’azione legale contro i dipendenti coinvolti.
Naturalmente uno dei quesiti che ci siamo immediatamente posti è stato come e quando informare i soci di questi gravissimi fatti. Per consentire di effettuare le indagini senza clamore
e senza mettere sull’avviso gli indagati, ci è stato consigliato di mantenere il riserbo sulla questione, anche per precedenti esperienze giudiziarie similari.
Abbiamo, quindi, concertato col Collegio Sindacale e con i nostri legali che, in assenza di ulteriori notizie, il luogo deputato all’informazione dei soci fosse l’assemblea del bilancio.
Contestualmente il Consiglio di Amministrazione ha deliberato di affidare all’avvocato Marson il mandato a procedere contro l’allora responsabile del settore mpa, allo scopo di ottenere, in sede civile, il risarcimento dei danni subiti dalla Cooperativa.
Tutti questi fatti, come i signori soci hanno potuto constatare, negli ultimi mesi del 2006 e nei primi del 2007 ci hanno portato a ridisegnare completamente l’organizzazione del magazzino. Riorganizzazione che ha portato alcuni disagi che abbiamo risolto o che andremo a risolvere anche con la vostra collaborazione e i vostri consigli. Per tutti questi motivi abbiamo intenzione di fare, entro l’estate, una riunione con i soci per affrontare assieme il problema.
In data 24 febbraio 2007 il magistrato, nel segnalare una chiara “responsabilità professionale
da parte del ex responsabile del Magazzino”, ha derubricato la pratica ritenendo l’azione civile quella più adeguata.
Giunti a questo punto, abbiamo deciso che, per informare tempestivamente i soci, era preferibile anticipare il prima possibile l’assemblea del bilancio e rinviare in un periodo di maggiore tranquillità lavorativa la riunione sulla riorganizzazione del magazzino.
Voglio ancora aggiungere che la situazione patrimoniale della Cooperativa non risulta intaccata da questi avvenimenti.
Recenti colloqui con esponenti delle principali banche, che collaborano con noi, ci hanno confermato l’elevata considerazione nei nostri confronti e la disponibilità a sostenerci nei nostri piani di investimento.
Nel corso del 2006 abbiamo ridotto l’indebitamento a breve, rappresentato dal classico fido in conto corrente, spostando alcuni finanziamenti sul medio/lungo termine, attraverso il mutuo, aumentando ancora la solidità della Cooperativa.
Questo per affermare e ribadire, se qualcuno ne sentisse il bisogno, che la Cooperativa è sana e vitale e che, al di là di episodi spiacevoli che saranno chiariti nelle sedi opportune e dei quali vi aggiorneremo tempestivamente, sta lavorando per il proprio futuro, per il futuro dei propri soci e di tutta l’agricoltura albenganese.
Ancora una considerazione, da quando sono presidente di questa Cooperativa abbiamo più volte riesaminato l’organigramma aziendale per valutare l’inserimento di una figura dirigenziale, argomento diventato più urgente dal momento che abbiamo iniziato il percorso che ci porterà alla nuova sede.
Abbiamo lavorato in quest’ottica e siamo arrivati ad inserire questa priorità nel programma di questo Consiglio di Amministrazione nel momento del rinnovo delle cariche.
Per avere la possibilità di scegliere tra vari candidati di alto livello, il Consiglio di Amministrazione, determinato a inserire la figura del direttore nei quadri della Cooperativa, oltre a proseguire l’attività di ricerca diretta, ha dato l’incarico ad un’agenzia specializzata di effettuare
una selezione mirata.
Abbiamo già fatto una serie di colloqui e siamo arrivati alla fase finale. Per il momento non vogliamo rivelare il nome, lo faremo nel momento in cui saremo sicuri che entrerà in Cooperativa.
Per ora possiamo confermare l’alta qualità delle persone visionate e rassicurare i soci che, naturalmente, verranno informati appena ci saranno novità.
Per concludere voglio ulteriormente ribadire che, pur a fronte dell’origine anomala dell’ammanco, la sua scoperta è la diretta conseguenza dell’istituzione di procedure e dell’attività di monitoraggio portata avanti con determinazione dal Consiglio di Amministrazione, che, scoperto il fatto, lo ha subito denunciato alle autorità competenti, appoggiandosi al consiglio dei legali per le modalità di azione.


Il Presidente
Marco Ansaldi


 

 
 
In questo numero:
Anno XXI numero 2
Luglio 2007
 
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