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Direttamente dall’IPM di Essen

Dalla più importante manifestazione fioristica d’Europa del settore delle piante in vaso, riflessioni e bilanci sull’operato della Cooperativa.

Il 28 gennaio, eravamo ad Albenga a parlare di cooperazione e di mercato, ponendo l’accento sul settore floricolo, e oggi mi ritrovo nella più importante manifestazione fieristica d’Europa del settore delle piante in vaso. Dovrei parlare di andamento della prossima stagione, ma mi rimane molto difficile farlo basandomi solo sui contatti avuti e sull’interesse mostrato in fiera dai “nostri clienti”. Chiedo aiuto ad Antonio De Andreis, responsabile commerciale del settore, che è con me nel nostro stand.
Mi parla delle novità che abbiamo portato in fiera quest’anno, i vasi biodegradabili del progetto LIFE BIOMASS, la nuova linea di vasi colorati primo frutto dell’operazione di comarketing che abbiamo
avviato con Viridea e Tecnoplast, e di cui parleremo più approfonditamente nel prossimo numero, ma soprattutto della promozione “Compra una pianta e vinci una vacanza”.
Tutte queste iniziative hanno destato interesse, principalmente la promozione, ma poi, come sempre accade, le somme sul mercato le tireremo solo a fine stagione, se il tempo e l’economia ci avranno aiutato, dato che oramai non si firmano più contratti e la parola non ha più nessun valore.
Parliamo allora del convegno che ci ha toccato molto da vicino, perché escludendo le piccole realtà di altri settori agricoli, che fanno molto per il territorio e l’entroterra, l’unica cooperativa che influisce sul mercato è L’Ortofrutticola. Forse non avremo ancora una quota significativa di mercato, anche se vorremmo capire cosa si intende per significativa, ma ad oggi la nostra parte la facciamo.
Come dice il nome, L’Ortofrutticola non è nata per commercializzare le piante in vaso, e all’inizio del boom floricolo non si è trovata pronta ad affrontare il nuovo mercato, sia perché sulla piana esisteva già una cooperativa floricola, a Villanova, e anche perché all’inizio non si era convinti del potenziale che avrebbe assunto il settore. Malgrado ciò la nostra cooperativa è, ad oggi, l’unica struttura che si è reinventata nel settore floricolo provenendo da quello orticolo, i commercianti di ortaggi o hanno chiuso o sono rimasti ad operare nel loro settore. Quando si è decisa ad affrontare il mercato floricolo, in ritardo e permettendo quindi la nascita di una agguerrita concorrenza, ha dovuto subire un naturale periodo di “apprendistato”, subendo differenti casi di “scippo” dei commerciali e relativo portafoglio clienti, da parte dei commercianti locali, dovendo quindi ricostruire il proprio mercato ogni anno, perdendo così la fiducia dei soci, ma soprattutto dei clienti. Solo alla fine degli anni novanta, ma soprattutto nel nuovo millennio, si è stabilizzata la gestione del settore, creando maggiore affidabilità che oggi è riconosciuta dai clienti. Ma per arrivarci abbiamo dovuto rivedere il rapporto coi soci, la sfiducia di cui parlavamo ne aveva reso difficile la fidelizzazione, si era giunti quindi a concedere degli incentivi ai soci conferitori, sui pagamenti all’M.P.A., attirando anche produttori in
crisi finanziaria, ma che spesso non avevano la qualità del prodotto come caratteristica aziendale. La difficile scelta di togliere queste agevolazioni, e il relativo
allontanamento di alcuni soci conferitori, ha portato ad una maggiore flessibilità di scelta del prodotto, e quindi un innalzamento della qualità dello stesso. Questi fattori, assieme al lavoro di un gruppo affiatato di addetti commerciali, hanno portato, partendo ad esempio dal fatturato del 1.998 di 2.900.000 €, al fatturato
del 2.005 che ha raggiunto i 5.600.000 €. Questo dato è ancora più rimarchevole se valutiamo che tutte le statistiche danno un calo del consumo di piante negli ultimi anni, con mercati stanchi o in declino, come la Germania e l’Olanda, che sono i nostri clienti storici.
Proprio per questo motivo, di recente infatti abbiamo rivolto la nostra attenzione con buoni risultati ad altri paesi, la Francia, l’Inghilterra, e i Paesi dell’est, attraverso il Consorzio ACEA, ed è in fase di progettazione una serie di interventi da
fare assieme ad un team di cooperative, tra le quali Flormercati, Florcoop e Tosco Flora, come ad esempio l’apertura di punti vendita in determinati paesi dell’est europeo. Ma oggi dobbiamo fare fronte ad un limite, lo spazio, sia fisico che temporale. Facciamo il 70% del fatturato in due mesi, in un capannone di 1500 metri, quindi finché non avremo una sede più funzionale e un settore fiori di dimensioni adeguate, non riusciremo più sviluppare ulteriormente il fatturato. L’unica possibilità, nelle condizioni attuali, è quella di riuscire a prolungare il periodo di vendita, soprattutto nei mesi di giugno e luglio, distribuendo quindi l’offerta su di un arco temporale più lungo avendo un duplice effetto benefico, una minore concentrazione di prodotto, e una migliore distribuzione del lavoro, che ci consentirebbe di ottimizzare i costi di gestione, e l’occupazione del personale, fisso e stagionale.

Il Presidente
Marco Ansaldi

 
 
In questo numero:
Anno XX numero 1
Marzo 2006
 
Sommario
Da Essen il bilancio della Cooperativa
Il nuovo Centro Enologico di Ortovero
 
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