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Un progetto europeo per i biodegradabili
 
 
Le foto della fiera di Essen
The Biomass project
Un progetto europeo per i biodegradabili
Il "Punto d'Ascolto" del progetto BIOMASS
Convegno "I materiali biodegradabili al servizio dell'agricoltura e del turismo"
Il progetto Biomass
 
Ridurre la produzione di rifiuti è una necessità, oltre che un segno di civiltà e di attenzione all’ambiente, anche in agricoltura.
Laddove, poi, il florovivaismo e l’orticoltura sono parte integrante dell’offerta turistica di un territorio, diventa fondamentale fare ogni sforzo perché queste attività imprenditoriali non solo non danneggino l’agroambiente, ma possano sempre più essere indicate come strumenti di valorizzazione e tutela dello stesso. Questo principio è alla base dell’ambizioso progetto LIFE-AMBIENTE denominato “BIOMASS” (LIFE04 ENV/IT/000463), cofinanziato dalla Commissione Ambiente dell’Unione Europea, che prevede la diffusione di materie prime biodegradabili nel settore turistico e agricolo, finalizzato alla riduzione dei rifiuti non biodegradabili o non compostabili.

 
Il progetto, appena avviato, è stato progettato sulla base dei risultati della ricerca nel campo dei materiali biodegradabili, che hanno messo in evidenza la sempre più vasta disponibilità di prodotti e soluzioni tecnologiche, stabili per i diversi impieghi nelle più varie condizioni ambientali. In particolare, il progetto intende offrire strumenti concreti, affidabili e applicabili al legislatore, agli agricoltori e agli operatori turistici per imparare ad utilizzare materie prime biodegradabili sotto forma di vasi, film di pacciamatura e accessori diversi in agricoltura, ovvero piatti, bicchieri, posate e sacchi per la raccolta dell’umido presso le mense scolastiche, o nella ristorazione estiva presso i bagni marini. Questo trasferimento tecnologico è affiancato da mirati percorsi di formazione e di informazione per le diverse categorie di utilizzatori e di consumatori che entrano in contatto con questi materiali.

Fig. 1
 
Fig. 2
 
Fig. 3
 
Nei prossimi tre anni, parte della Liguria agricola e turistica diverrà un vasto campo di prova, di diffusione e di conoscenza di questa innovazione tecnologica. In particolare, per quanto riguarda il settore agricolo, saranno impiegati film per la pacciamatura del terreno (figura 1) – con lo scopo di contenere le erbe infestanti, o di anticipare la produzione delle colture nei periodi meno favorevoli dell’anno (film biodegradabili) – vasi per la produzione di piante ornamentali figura 2) (vasi compostabili) e contenitori per la produzione di giovani piante in vivaio (contenitori compostabili). Il beneficio della loro introduzione dimostrativa su ampia scala è destinato a produrre effetti positivi direttamente sul territorio ligure, riducendo la produzione di rifiuti di materiali plastici di sintesi e la necessità del loro smaltimento, e, indirettamente, nei luoghi di consumo di alcuni prodotti, riducendo il trasferimento, per esempio con le produzioni floricole allevate in vaso, di vasi e di contenitori ottenuti da materie plastiche di sintesi che, nei luoghi di destinazione, diventano un rifiuto. Altre iniziative, a completamento del progetto, sono previste nel settore turistico, in cui l’impiego di materiali biodegradabili sarà mirato alla realizzazione di una filiera unica del rifiuto organico dalla tavola (ristorazione degli stabilimenti balneari, mense scolastiche comunali, eventi turistici locali…) alla raccolta differenziata, fino al compostaggio.
Motore fondamentale del progetto è dare continuità nel tempo all’iniziativa dimostrativa: questo risultato sarà raggiunto attraverso l’impostazione di norme e di disciplinari regionali che prevedano l’utilizzo delle materie prime biodegradabili, creando un modello di approccio esportabile anche in altre regioni europee. Nel settore florovivaistico, e più in generale agricolo, uno sforzo importante sarà profuso per evitare che l’iniziativa venga valorizzata soltanto per le produzioni biologiche, estendendo l’opera di sensibilizzazione all’intero comparto produttivo, così da accrescere l’impatto che l’introduzione di questa innovazione di prodotto potrà avere sull’ambiente (figura 3).


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A cura dell’Ufficio Assistenza Tecnica della Coop. L’Ortofrutticola e del Cersaa di Albenga*