Introduzione
di tecniche di monitoraggio
ed applicazione di modelli previsionali
nella coltivazione di ciclamino
in vaso per la riduzione di
trattamenti fitosanitari.
| Giustificazione
progettuale |
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La coltivazione del ciclamino
in vaso, con una produzione
annua di non meno di 5.000.000
di vasi, rappresenta una delle
principali colture del comparto
floricolo albenganese. L’elevata
suscettibilità di questa
coltura agli attacchi di patogeni
e parassiti costringe gli
agricoltori, in assenza di
tecniche di monitoraggio e
di modelli previsionali validi,
all’esecuzione di trattamenti
fitoiatrici anche più
volte alla settimana (almeno
25-30 trattamenti per ciclo
colturale), con un rilevante
impatto sulla salute degli
operatori, sull’ambiente
e, non ultimo, sui costi colturali.
Di
fatto le strategie di lotta
comunemente adottate si basano
su una stretta osservanza
di interventi a calendario
che, in assenza di efficaci
strategie di contenimento,
ha comportato la pullulazione
di nuovi parassiti nonché
l’insorgenza di ceppi
e popolazioni di patogeni
e parassiti resistenti ai
fitofarmaci impiegati, spesso
senza garantire livelli di
efficacia adeguati. La necessità
di garantire una produzione
ineccepibile dal punto di
vista estetico unita alla
difficoltà di rilevare
i parassiti prima che i danni
colturali si manifestino,
in assenza di tecniche di
monitoraggio e previsionali
efficaci, giustificano ad
oggi l’eccessivo ricorso
alla lotta chimica. I risultati
sono spesso insoddisfacenti
per errata tempistica nell’applicazione,
scarsa efficacia dei prodotti
impiegati, distribuzione dei
fitofarmaci non corretta.
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Esperienze su ciclamino e
su altre colture floricole,
ormai consolidate all’estero
(cfr. bibliografia) e su parassiti
di altre colture nel territorio
regionale (si pensi all’efficacia
dell’attività
di monitoraggio e previsione
nella lotta alla mosca olearia)
hanno dimostrato la loro piena
validità nel raggiungere
produzioni di elevato livello
quanti-qualitativo a fronte
di una sensibile riduzione
di trattamenti antiparassitari.