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Progetto
dimostrativo 2001/2003 #4 |
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Impiego
di metodi ecocompatibili per
la riduzione dell’altezza
delle piante orticole e floricole
in produzione nella piana
di Albenga.
Introduzione
al Progetto
Lo
stress meccanico inflitto da
vento, pioggia, grandine, movimento
degli animali e molte pratiche
agronomiche rappresenta una
potente forza di controllo della
forma e dello sviluppo delle
piante all’aperto od in
ambienti naturali (Mitchell,
1996). Il controllo dell’altezza
delle piante in vivaio ed in
vaso é importante per
produrre materiale di alta qualità
(Latimer, 1991). Nella produzione
di piante in vivaio l’obiettivo
del coltivatore è quello
di ottenere piante che:
1) resistano agli stress fisici
ai quali saranno sottoposte
durante la movimentazione, il
trasporto ed il trapianto in
campo;
2) si adattino rapidamente alle
condizioni ambientali;
3) superino facilmente lo shock
da trapianto e riprendano la
crescita rapidamente dopo il
trapianto stesso;
4) siano altamente produttive
senza incorrere in ritardi di
messa in produzione. Il metodo
ideale di controllo della crescita
dovrebbe portare a produrre
piante indurite, resistenti
e vigorose con stelo spesso,
robusto e di colore verde scuro.
Lo sviluppo intensivo delle
colture protette e la competizione
internazionale hanno portato
i produttori a mettere in
coltura le diverse specie
praticamente durante tutto
l'arco dell'anno. La coltivazione
delle specie in periodi dell'anno
durante i quali le condizioni
di crescita non risultano
ottimali porta come diretta
conseguenza alla non idonea
taglia della pianta a livello
commerciale. La pianta presenta
un elevato allungamento dello
stelo che, per le specie orticole
in vivaio, comporta un abbassamento
della resistenza al trapianto,
mentre per le specie floricole
da vaso comporta un deprezzamento
commerciale del prodotto.
Il controllo dell’allungamento
dello stelo nella produzione
commerciale in serra viene
effettuata principalmente
da fitoregolatori sintetici
(Erwin e Heins, 1995). Tuttavia,
considerazioni e preoccupazioni
sull’impatto di questi
composti sulla salute umana
e sull’ambiente possono
limitare in futuro il loro
impiego e la loro disponibilità.
L’impiego del prodotto
‘Alar’ è
stato proibito negli USA nelle
colture di specie eduli; in
Germania l’unico prodotto
ritardante di crescita registrato
per controllare l’altezza
di piante in serra è
il Chlormequat (Ludolph, 1992).
La riduzione dell'impiego
di prodotti di sintesi è
auspicabile anche da parte
dei consumatori, i quali sono
sempre più attenti
alle problematiche relative
alla sanità dei prodotti
e alla riduzione dell’impatto
ambientale. Come conseguenza,
occorre sviluppare tecniche
di controllo dell’altezza
delle piante in ambiente controllato
attraverso l’impiego
di mezzi non chimici.
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| Vista
frontale di piante di
ranunculus |
Un possibile mezzo per il
controllo non chimico dell’altezza
delle piante in serra è
il condizionamento meccanico,
che consiste in una stimolazione
fisica applicato deliberatamente
alla pianta con lo scopo di
controllarne la crescita e
la qualità (Latimer,
1991).
Nelle aziende della zona della
piana di Albenga (SV), il
problema risulta di grande
rilevanza ed è particolarmente
sentito dagli agricoltori
locali: per queste ragioni
si è sperimentato un
nuovo sistema efficace, alternativo,
senza impatto ambientale,
compatibile con il Reg. CEE
n. 2078/1992.
L’obiettivo è
infatti quello di ridurre
gradualmente l’impiego
di brachizzanti nella coltivazione
di molte specie floricole
in vaso ed orticole in vivaio,
per sostituirli con tecniche
meccaniche per il controllo
dell'altezza delle piante
sottoposte a coltura.
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Vista
dall'alto di piante
di ranunculus |
In questo lavoro verranno
forniti i risultati relativi
al secondo anno di attività
dimostrativa, consistente
nell’applicazione di
questa nuova tecnica colturale
di contenimento dell’altezza
delle piante, utilizzando
un sistema meccanico di spazzolamento
delle piante a livello dei
tessuti apicali di differenziazione
cellulare. Tale tecnica è
stata ideata negli USA ed
è nota come brushing
(= spazzolamento).
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