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Rinvenimento di una grave moria su basilico
 
Strategie di difesa per il mal bianco
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Rinvenimento di una grave moria su basilico
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La moltiplicazione della margherita: coltivazione delle piante madri e prelievo delle talee
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Il bilancio fitosanitario del 2005
Rinvenimento di mal bianco su calla bianca
Terminata la prima annualità dei Progetti Dimostrativi
La coltivazione della margherita da vaso (II parte)
La coltivazione della margherita da vaso (I parte)
Il Bilancio Fitosanitario dell’anno 2004
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Nel novembre 2006, nel corso di un sopralluogo, effettuato in collaborazione coi tecnici del Servizio di Patologia dell’Istituto Regionale per la Floricoltura di Sanremo, presso un’azienda di Andora specializzata nella produzione di basilico per la vendita di mazzetti, è stata rinvenuta, su basilico genovese a foglia larga, una grave moria che si è manifestata in modo improvviso ed estremamente distruttivo.

L’impianto, realizzato in piena terra in un serra in ferro e vetro, presentava nella parte più a sud un danno piuttosto esteso: le piantine colpite apparivano quasi completamente defogliate, fatta eccezione per le foglioline apicali, e nei casi più gravi disseccavano interamente mantenendo però il fusto eretto poiché i tessuti colpiti assumevano una caratteristica rigidità, come visibile nelle immagini allegate. Sradicando tali piante era possibile evidenziare lesioni basali e soprattutto la presenza piuttosto frequente di macchie oblunghe lungo i fusticini, tanto più che in questa situazione molte foglie infette cadendo tendevano a rimanere aderenti ad essi.

Piante orticole ed aromatiche
Allontanandosi dalla zona più colpita era possibile notare i primi sintomi della malattia, evidenti specialmente sulle foglie immediatamente al di sotto di quelle apicali: piccole macchie circolari, marroni, più scure ai bordi e col centro più chiaro, che tendevano ad allargarsi ma raramente a confluire, probabilmente in seguito al fatto che rapidamente si distaccavano e seccavano. I danni nella serra tra l’altro erano stati ulteriormente aggravati da un attacco di peronospora.
Nell’impianto nelle ultime settimane si erano instaurate condizioni ambientali caratterizzate da elevata umidità associata ad alta temperatura, condizioni indotte oltre che dall’anomala situazione climatica anche dall’eccessiva fittezza d’impianto.

Tecnica di Brushing
Le analisi, condotte presso i laboratori dell’Istituto Regionale per la Floricoltura di Sanremo, hanno permesso di isolare dai tessuti fogliari e dello stelo sintomatici un fungo appartenente al genere Cercospora (forse Pseudocercospora sp.) del quale attualmente si sta valutando l’effettiva patogenicità. Ricerche bibliografiche hanno permesso di rilevare che negli ultimi anni sono state rinvenute su basilico numerose infezioni da cercospore in diversi Paesi, tra i quali Brasile e Giappone.
Per quel che riguarda la lotta, in caso di infezioni simili si consiglia innanzi tutto, per quanto possibile, di favorire l’aerazione dell’impianto e di non effettuare semine troppo fitte; in caso di infezione sarebbe opportuno eliminare prontamente i tessuti infetti ed effettuare trattamenti fogliari tempestivi alla prima comparsa dei sintomi con prodotti a base di Rame ( Ossicloruro, Idrossido e Solfato tribasico).


Piante orticole ed aromatiche Piante orticole ed aromatiche



Metodi di lotta



1. Lotta agronomica
Importante risulta la riduzione della densità di coltivazione, poiché l’eccessiva fittezza delle piante porta allo sviluppo di fusto e foglie molto tenere ed acquose. E’ inoltre necessario ridurre l’umidità relativa all’interno della serra e soprattutto il persistere di veli d’acqua sulla superficie fogliare, per fare questo si può ridurre l’irrigazione a pioggia ed effettuare le bagnature durante le ore centrali della giornata, in modo tale che le piante si asciughino il più velocemente possibile.

2. Lotta chimica
Allo stato attuale possono essere impiegati prodotti a base di Rame e prodotti a base di Ziram, entrambi dotati di azione di copertura, dunque caratterizzati da sola efficacia preventiva.
Si consiglia di intervenire con alte pressioni di esercizio in modo da far giungere il fungicida anche sulla pagina inferiore delle foglie. I trattamenti devono essere effettuati alla prima comparsa dei sintomi poiché il processo infettivo è molto rapido: infatti dalla comparsa dei sintomi alla morte completa della pianta possono intercorrere dai 10 ai 14 giorni.


Si ringraziano per l’assistenza in laboratorio e i sopralluoghi effettuati i tecnici del Servizio Patologia dell’Istituto Regionale per la Floricoltura di Sanremo.