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Rinvenimento di una grave moria su basilico |
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Nel novembre 2006, nel corso di un sopralluogo, effettuato in collaborazione coi tecnici del Servizio di Patologia dell’Istituto Regionale per la Floricoltura di Sanremo, presso un’azienda di Andora specializzata nella produzione di basilico per la vendita di mazzetti, è stata rinvenuta, su basilico genovese a foglia larga, una grave moria che si è manifestata in modo improvviso ed estremamente distruttivo.
L’impianto, realizzato in piena terra in un serra in ferro e vetro, presentava nella parte più a sud un danno piuttosto esteso: le piantine colpite apparivano quasi completamente defogliate, fatta eccezione per le foglioline apicali, e nei casi più gravi disseccavano interamente mantenendo però il fusto eretto poiché i tessuti colpiti assumevano una caratteristica rigidità, come visibile nelle immagini allegate. Sradicando tali piante era possibile evidenziare lesioni basali e soprattutto la presenza piuttosto frequente di macchie oblunghe lungo i fusticini, tanto più che in questa situazione molte foglie infette cadendo tendevano a rimanere aderenti ad essi.
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Allontanandosi dalla zona più colpita era possibile notare i primi sintomi della malattia, evidenti specialmente sulle foglie immediatamente al di sotto di quelle apicali: piccole macchie circolari, marroni, più scure ai bordi e col centro più chiaro, che tendevano ad allargarsi ma raramente a confluire, probabilmente in seguito al fatto che rapidamente si distaccavano e seccavano. I danni nella serra tra l’altro erano stati ulteriormente aggravati da un attacco di peronospora.
Nell’impianto nelle ultime settimane si erano instaurate condizioni ambientali caratterizzate da elevata umidità associata ad alta temperatura, condizioni indotte oltre che dall’anomala situazione climatica anche dall’eccessiva fittezza d’impianto.
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Le analisi, condotte presso i laboratori dell’Istituto Regionale per la Floricoltura di Sanremo, hanno permesso di isolare dai tessuti fogliari e dello stelo sintomatici un fungo appartenente al genere Cercospora (forse Pseudocercospora sp.) del quale attualmente si sta valutando l’effettiva patogenicità. Ricerche bibliografiche hanno permesso di rilevare che negli ultimi anni sono state rinvenute su basilico numerose infezioni da cercospore in diversi Paesi, tra i quali Brasile e Giappone.
Per quel che riguarda la lotta, in caso di infezioni simili si consiglia innanzi tutto, per quanto possibile, di favorire l’aerazione dell’impianto e di non effettuare semine troppo fitte; in caso di infezione sarebbe opportuno eliminare prontamente i tessuti infetti ed effettuare trattamenti fogliari tempestivi alla prima comparsa dei sintomi con prodotti a base di Rame ( Ossicloruro, Idrossido e Solfato tribasico).
Metodi di lotta
1. Lotta agronomica
Importante risulta la riduzione della densità
di coltivazione, poiché l’eccessiva fittezza
delle piante porta allo sviluppo di fusto
e foglie molto tenere ed acquose. E’
inoltre necessario ridurre l’umidità relativa
all’interno della serra e soprattutto il persistere
di veli d’acqua sulla superficie fogliare,
per fare questo si può ridurre l’irrigazione
a pioggia ed effettuare le bagnature
durante le ore centrali della giornata,
in modo tale che le piante si
asciughino il più velocemente
possibile.
2. Lotta chimica
Allo stato attuale possono
essere impiegati
prodotti a base di Rame
e prodotti a base
di Ziram, entrambi
dotati di azione
di copertura,
dunque caratterizzati
da sola
efficacia preventiva.
Si consiglia
di intervenire
con alte pressioni di
esercizio in modo da far
giungere il fungicida anche
sulla pagina inferiore delle
foglie. I trattamenti devono
essere effettuati alla prima
comparsa dei sintomi poiché il
processo infettivo è molto rapido:
infatti dalla comparsa dei sintomi alla morte
completa della pianta possono intercorrere
dai 10 ai 14 giorni.
Si ringraziano per l’assistenza in laboratorio
e i sopralluoghi effettuati i tecnici del
Servizio Patologia dell’Istituto Regionale
per la Floricoltura di Sanremo.
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