Applicazione di strategie di difesa biologica
e integrata su colture orticole nella piana
di Albenga al fine di ridurre
l’impiego dei fitofarmaci.
Regolamento CE n. 1257/1999
Misura C (3) Formazione Professionale
sottomisura 3.3 “Progetti dimostrativi”
Numero domanda SI10000040/2004
A cura dell’Assistenza tecnica
Il giorno 25 maggio 2006 si è svolta la visita
dimostrativa presso le aziende pilota
del progetto in questione. I partecipanti
insieme ai tecnici della Coop. L’Ortofrutticola
hanno preso visione delle metodologie
di lotta integrata e monitoraggio attraverso
il riconoscimento dei parassiti
animali delle colture e dei loro antagonisti.
Di seguito vengono descritte le metodiche
impiegate per ogni coltura.
Pomodoro in coltura protetta
 |
Il pomodoro sotto serra viene trapiantato
nell’albenganese tra la fine di dicembre e
la fine di marzo.
La raccolta inizia a fine aprile e si protrae
fino a metà luglio.
A partire dall’impianto vengono fatti dei
campionamenti a cadenza quindicinale,
controllando circa 100 piante ogni 1000
mq.
L’esame visivo viene fatto controllando
interamente la pianta, dato che gli adulti
del Trialeurodes vaporariorum stazionano
prevalentemente nelle pagine inferiori
delle foglie apicali, mentre la deposizione
delle uova avviene sempre nelle pagine
inferiori delle foglie basali.
Il primo lancio di Encarsia formosa viene
effettuato quando si riscontra 1 adulto di
aleurodide per pianta. Mediamente vengono
usati un minimo di 28 parassitoidi/mq.
I lanci terminano quando in una serra si
raggiunge il 65-70% di parassitizzazione.
Normalmente sono necessari 6-8 lanci
per ciclo colturale.
Oltre al parassitoide può essere introdotta
una specie di miride predatore il Macrolophus
caliginosus.
Si tratta di un insetto molto diffuso nell’ambiente
naturale che può però essere
introdotto in serra precocemente. Il miride è un predatore che si nutre di tutti gli
stadi della mosca bianca e anche di afidi.
| Parassiti del pomodoro |
| Parassita |
Metodi di controllo |
| Trialeurodes vaporariorum |
Lanci di Encarsia formosa e
Macrolophus caliginosus |
| Macrosyphum euphorbiae |
Lanci di Aphelinus abdominalis |
| Botrytis cinerea |
Controllo dei fattori ambientali |
Peperone in coltura protetta
 |
Il peperone viene trapiantato in serra o in
tunnel a partire dai primi di marzo fino
alla metà di aprile, con raccolta a partire
da fine giugno a fine settembre e ottobre.
I principale fitofago è il Tetranycus urticae
che è in grado di causare danni ingenti
sulla coltura, provocando defogliazioni
che portano al collasso delle piante.
Per combattere il ragno rosso viene impiegato
l’acaro fitoseide Phytoseiulus persimilis,
alla densità di 25/mq.
L’individuazione dei primi focolai di infestazione è fondamentale per la riuscita
ottimale della lotta.
Il controllo deve essere effettuato molto
accuratamente, passando in tutte le file e
controllando 1 pianta su 10, una volta individuata
la presenza dei primi individui è necessario effettuare il lancio.
Nel primo lancio i predatori vengono distribuiti
su tutta la coltura, avendo cura
di metterne un quantità sufficiente sui
focolai.
Dopo una settimana la coltura viene ricontrollata
per vedere il rapporto che si è
instaurato tra preda e predatore, in caso
di necessità si procede a una successiva
introduzione.
L’insetto che attualmente crea più allarme è il tripide Frankliniella occidentalis in
quanto vettore del virus TSWV (Tomato
spotted wilt virus).
Per contenere la popolazione di tripide
vengono effettuati lanci con il predatore
Orius laevigatus, proveniente da allevamenti,
molto precocemente, a partire dalla
comparsa dei primi fiori, alla densità di
1/mq poiché esso compare naturalmente
in serra solo verso la fine di maggio.
Altri parassiti animali dannosi alla coltura
sono le larve di lepidotteri; il controllo
viene effettuato con trattamenti a base di
B. Thuringiensis.
| Parassiti del peperone |
| Parassita |
Metodi di controllo |
| Tetranychus urticae |
Lanci di P. persimilis |
| Frankliniella occidentalis |
Lanci di Orius laevigatus |
| Larve di lepidotteri |
Bacillus Thuringiensis |
| Afidi |
Lanci di Aphidius spp. |
| Acari tarsonemidi |
Zolfo |
| Mal bianco |
Zolfo |
Zucchino in coltura protetta
 |
Lo zucchino viene trapiantato in serra da fine gennaio a fine marzo, con raccolta a
partire da marzo fino a fine giugno. La
raccolta viene effettuata per alcune varietà
a giorni alterni e per altre quotidianamente:
questo lascia intuire la difficoltà
di contenere i parassiti con mezzi chimici.
Il parassita animale più dannoso è il Trialeurodes
vaporariorum che viene contenuto
con il parassitoide Encarsia formosa
e il predatore Macrolophus caliginosus.
La strategia di lotta è simile a quella applicata
su pomodoro, anche se i parassitoidi
sono ostacolati dalla fitta peluria
presente sulla pagina inferiore delle foglie
dello zucchino. Per ovviare al problema è
necessario introdurre un numero maggiore
di insetti a mq rispetto a quello utilizzato
su pomodoro, 40/mq. Il miride viene
lanciato alla densità di 1/mq.
Altro problema sullo zucchino è l’afide
Aphis gossypii, il controllo viene effettuato
tramite lanci di Aphelinus spp. e favorendo
lo sviluppo naturale degli antagonisti,
come la coccinella e i crisopidi.
Si possono avere attacchi sporadici di ragnetto
rosso contenibili attraverso lanci di
fitoseidi.
| Parassiti del pomodoro |
| Parassita |
Metodi di controllo |
| Trialeurodes vaporariorum |
Lanci di Encarsia formosa e
Macrolophus caliginosus |
| Tetranychus urticae |
Lanci di P. persimilis |
| Aphis gossypii |
Lanci di Aphelinus spp. |
