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Terminata
la prima annualità dei Progetti
Dimostrativi |
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Il 12 e 13 maggio scorso, con
due serate divulgative, si è
terminata la prima annualità
dei Progetti dimostrativi attuati
dalla Coop. L’Ortofrutticola,
e promossi dal Piano di Sviluppo
Rurale della Regione Liguria
per il periodo 2000-2006, in
attuazione del Regolamento CE
n° 1257/1999 Misura C (3)
Formazione Professionale –
sottomisura 3.3 “Progetti
dimostrativi”.
La Coop. L’Ortofrutticola
si è occupata di due
argomenti diversi, ma entrambi
molto importanti per l’agricoltura
della piana di Albenga:
il primo progetto riguarda la
riduzione delle concimazioni
attraverso l’impiego di
prodotti tecnici specifici;
il secondo progetto riguarda
l’introduzione di nuove
tecniche di monitoraggio sui
parassiti del ciclamino.
“Introduzione
di un metodo innovativo nell’ottica
della salvaguardia ambientale
per la riduzione delle normali
pratiche di concimazione minerale
sulle colture della piana
di Albenga”.
Finalità
della dimostrazione è
l’introduzione di un
metodo innovativo nella gestione
delle concimazioni in modo
tale da ridurre l’impatto
ambientale e tutelare l’intero
ecosistema.
L’introduzione di tecniche
colturali ecocompatibili,
mirate al miglioramento della
produzione con un contemporaneo
abbassamento dell’impatto
ambientale, risulta di primaria
importanza.
L’attività dimostrativa
che si è avviata si
rivolge principalmente all’introduzione
di tutte quelle tecniche alternative
all’impiego di mezzi
chimici e di salvaguardia
dell’ ambiente per un’agricoltura
eco-compatibile.
Obiettivo principale del progetto
è introdurre un sistema
innovativo nel campo della
nutrizione vegetale, attraverso
l’impiego di prodotti
specifici che puntano ad incrementare
l’assorbimento degli
elementi nutritivi da parte
delle colture.
Tutto ciò si traduce
in vantaggi concreti ed immediati
per l’utilizzatore,
che vede così aumentare
la produttività, riducendo
l’impatto ambientale
dovuto alle normali pratiche
di concimazione minerale.
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Un
terreno nella piana di
Albenga soggetto alla
dimostrazione per ridurre
l’impiego di fertilizzanti. |
Oltre
alla salvaguardia ambientale,
i processi fisiologici stimolati
da questi prodotti rendono
inoltre più facile
la soluzione di problemi colturali
quali le carenze nutrizionali,
il deperimento dello sviluppo
vegetativo, lo scarso assorbimento,
dei nutrienti trattenuti nel
terreno.
Scopo del progetto è
infatti dimostrare che, grazie
alla presenza di molti prodotti
innovativi, ora è possibile
impiegare dei veri e propri
mezzi tecnici, che migliorano
l’efficienza dei fertilizzanti
perché ne migliorano
l’assorbimento e l’impiego
da parte della pianta, in
questo modo non vi sarà
più dispersione di
elementi nutritivi nel terreno
a totale salvaguardia dell’ambiente.
Nell’attività
dimostrativa del 1° anno
sono state coinvolte 6 aziende
agricole, situate in diverse
zone del comune di Albenga,
in modo tale da ricoprire
tutta l’area della piana
albenganese Queste aziende
agricole si distinguono in
base alla tipologia di terreni,
dal punto di vista chimico
e strutturale, e composizione
chimica delle acque (nitrati
e durezza). Nonché
dal punto di vista dell’esposizione
di luce e temperatura (fattori
influenzanti la degradazione
degli elementi nutritivi).
Nel mese di Settembre si è
proceduto al prelevamento
dei campioni di substrato
presso le aziende pilota per
effettuare un analisi chimica
completa.
La dimostrazione è
iniziata ad ottobre con i
primi trapianti di insalate
in serra.
Alle aziende pilota coinvolte
nella dimostrazione è
stato fornito il prodotto
“Actiwave” con
il protocollo da seguire.
Le colture su cui è
iniziata la dimostrazione
sono:
Insalata (terminata), Rucola
(terminata), Zucca trombetta
(terminata), Pomodoro Cuor
di Bue (in corso), Pomodoro
tondo liscio (in corso), Zucchino
(terminata), Aromi (terminata).
Su ogni coltura si sono effettuate
le normali concimazioni a
dosaggi diversi con l’aggiunta
di Actiwave, era presente
anche un testimone come controllo.
Prime conclusioni Dai dati
emersi dalle analisi effettuate,
emerge in primo luogo che
siamo di fronte a dei valori
di nitrati nelle foglie indubbiamente
molto elevati, ciò
anche a causa di alti valori
di azoto presenti nei suoli
e nelle acque di falda delle
nostre zone.
In secondo luogo emerge però
che, là dove la concimazione
è mirata e si fa uso
di adeguati mezzi tecnici,
i valori iniziano ad abbassarsi,
infatti si riscontrano valori
di nitrati più bassi
usando l’Actiwave, mentre
nel testimone, che viene trattato
tradizionalmente, i valori
rimangono pressoché
invariati dall’inizio
alla fine della coltura.
Anche dove visivamente non
si notavano forti differenze,
si può dire di avere
ottenuto un buon risultato,
infatti la qualità
si è dimostrata la
stessa concimando con dosi
dimezzate.
Per valutare il grado della
qualità del prodotto,
sul pomodoro in special modo
si sono effettuate delle analisi
di laboratorio più
specifiche, valutando parametri
quali l’acidità,
la durezza dei frutti, il
contenuto in sostanza secca
e i gradi Brix.
I valori non sono stati molto
differenti fra loro, a dimostrazione
che la qualità dei
frutti nelle tre tesi era
uguale; valore leggermente
discostante è stato
quello riferito alla durezza,
la tesi tre conteneva frutti
più consistenti, quindi
maggiormente conservabili.
Sulle insalate il dato è
stato confortante e inatteso,
infatti non si auspicava di
ottenere dei risultati così
soddisfacenti già il
primo anno della prova dimostrativa.
Si è potuta valutare
la differenza nel comportamento
dei diversi suoli, sabbiosi,
argillosi etc., e in base
proprio a questo tipo di conformazione
si è notato un differente
assorbimento dei nitrati dal
suolo.
In ogni caso l’impiego
di Actiwave è stato
importante per la riduzione
dell’assorbimento dei
nitrati sulle insalate, ottenendo
una migliore qualità
e salubrità del prodotto.
Nel prossimo anno si proseguirà
con la dimostrazione inserendo
nuove colture e monitorando
costantemente, attraverso
le analisi chimiche, il livello
dei nitrati presenti nel terreno,
nell’acqua e nelle foglie
delle colture che già
sono state poste in prova
nelle aziende pilota.
Verranno impiegati poi altri
prodotti, infatti altre due
ditte produttrici si sono
rese disponibili per la dimostrazione,
mettendo a disposizione le
loro tecnologie, applicabili
per ridurre l’impiego
dei fertilizzanti.
Colture previste per il prossimo
anno dimostrativo:
Pomodoro tondo liscio, Pomodoro
cuore di bue, Insalata, Rucola,
Zucchino, Zucca trombetta,
Margherite, Ciclamino, Aromi
in vaso.
“Introduzione
di tecniche di monitoraggio
ed applicazione di modelli
revisionali nella coltivazione
di ciclamino in vaso per la
riduzione dei trattamenti
fitosanitari”.
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Il
progetto introduce una sostanziale
innovazione nel processo produttivo
di colture floricole in vaso
mediante la diffusione di
tecniche IPM (Integrated Pest
Management), oggi per nulla
praticate sul territorio ligure;
di fatto il progetto è
caratterizzato da una forte
valenza ambientale, in conformità
alla normativa comunitaria
e nazionale in materia.
La tecnica proposta consentirà
l’ottenimento di produzioni
maggiormente ecocompatibili.
Il progetto propone la messa
a punto di tecniche di lotta
razionali ai litofagi chiave
del ciclamino basate su monitoraggio
della coltura e sull’impiego
di modelli previsionali valicati
e correlati ai parametri climatici
locali. Il progetto interviene
direttamente nel contribuire
alla soluzione di problematiche
reali e pressanti quali sono
la riduzione dell’impiego
di prodotti di sintesi a fronte
di un mantenimento o aumento
del livello qualitativo della
produzione di ciclamini. Ulteriore
interesse è dato dalla
trasferibilità delle
tecniche ad altre colture.
L’obiettivo generale
è quello di applicare
metodi di monitoraggio e modelli
previsionali nei confronti
di parassiti chiave della
coltura di ciclamino, già
efficacemente impiegati in
altre realtà produttive
europee e statunitensi, rendendoli
direttamente utilizzabili
in azienda e/o dall’assistenza
tecnica aziendale quale strumento
decisionale circa l’epoca
e la tipologia di trattamenti
fitoiatrici.
Applicare metodi di monitoraggio
e modelli previsionali nei
confronti di parassiti chiave
del ciclamino significa ridurre
ed ottimizzare l’impiego
di agrofarmaci (insetticidi,
acaricidi).
Il progetto segue 2 linee
guida:
a) applicazione dei metodi
previsionali mediante l’elaborazione
dei dati climatici;
b) attività di monitoraggio
per verificare l’effettiva
presenza e consistenza dei
parassiti nonché il
funzionamento dei modelli
revisionali ed una loro eventuale
adattamento;
Il monitoraggio è rappresentato
dal l’ispezione sistematica
e regolare della coltura e
dell’ambiente colturale.
I danni da parassiti e le
popolazioni degli stessi possono
aumentare molto rapidamente.
Quando gli attacchi non sono
rilevati tempestivamente,
i danni possono essere pesanti
ed inoltre le opzioni di lotta
si riducono notevolmente.
Per maggiore semplicità
l’agricoltore ha la
tendenza ad effettuare numerosi
trattamenti preventivi a calendario
piuttosto che verificare la
reale presenza del parassita
e la sua sucettibilità
ai a tali trattamenti. Nel
progetto esso è rappresentato
da:
A) Insieme di tecniche di
rilievo (qualitativo e quantitativo)
della presenza di parassiti
nella coltura mediante l’ispezione
regolare della coltura e l’ausilio
di trappole cromotropiche,
trappole ai feromoni, piante
indicatrici;
B) Registrazione dei parametri
ambientali (Temperatura, U.R.
%);
Il monitoraggio, dovendo da
una parte essere rappresentativo
della coltura a livello aziendale
e dall’altra essere
economicamente sostenibile,
non essendo possibile l’ispezione
di tutte le piante costituenti
la coltivazione, esso si basa
sulla costituzione ed il controllo
di UNITA’ DI MONITORAGGIO
(U.M.).
Nella pratica non è
possibile né economico
monitorare un’intera
coltura e pertanto sono state
create delle unità
di monitoraggio rappresentative
di circa 1000 mq in ciascuna
delle 6 aziende pilota dislocate
sul territorio.
Per ogni U.M sono state installate:
2 trappole cromotropiche blu;
2 piante indicatrici (petunie
o fave)
13 trappole innescate con
feromoni sessuali specifici
per i maschi dei lepidotteri
da monitorare;
1 data logger per dati climatici
(Temperatura U.R.).
Prime
conclusioni
Dalla campagna 2004, i risultati
seppur parziali permettono
di fare alcune valutazioni.
Innanzitutto dal punto di
vista dei dati climatici non
sussistono particolari differenze
tra le aziende pilota seppur
dislocate a coprire tutto
il territorio del comune di
Albenga: ciò se confermato
dovrebbe permettere la registrazione
dei dati climatici in una
sola stazione mantenendo validi
i dati previsionali. Non si
sono evidenziate interferenze
tra le diverse trappole a
feromoni, neanche per ciò
che concerne i 3 ceppi di
O.nubilalis.
Le catture tardive di Spodoptera
littoralis ne confermano la
maggiore rusticità
e dunque diffusione mentre
per le altre specie il periodo
dei voli risulta più
ridotto.
Le piante indicatrici hanno
dato buona indicazione sulla
presenza di tisanotteri, meno
sulla loro infettività
specie per ciò che
concerne la fava. Notevoli
le informazioni delle trappole
cromotropiche che hanno permesso
di verificare la mobilità
dei tripidi con infestazioni
per lo più provenienti
dall’esterno fino ad
un sostanziale abbassamento
delle temperature; positivo
l’impiego delle trappole
doppie e perpendicolari nel
dare indicazione delle direzioni
di provenienza.
Buone anche le indicazioni
sull’efficacia dei trattamenti
con conferma della necessità
di trattamenti ravvcinati
(3 giorni) nel caso di forte
infestazione di tripide.
In relazione all’applicazione
dei modelli previsionali la
loro applicazione è
stata piuttosto velleitaria
a causa dell’inizio
tardivo della campagna di
monitoraggio. La riduzione
dell’impiego di fitofarmaci
non è risultata significativa
in termini numero di trattamenti
mentre è stato significativo
l’indirizzamento dato
dai rilievi verso trattamenti
più mirati al contenimento
dei tripidi rispetto ai lepidotteri.
Nel periodo non si sono osservati
attacchi da parte di acari.
La campagna 2005 risulterà
determinante nell’adattamento
dei modelli la cui valutazione
pare almeno in prima battuta
abbastanza positiva.
A cura di: Amprimo
Ingrid**, Bassetti Gianrico*,
Bozzano Giorgio*, Crotti Anna
Maria*
*Coop. L’Ortofrutticola;
** CoopIntesa
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