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Terminata la prima annualità dei Progetti Dimostrativi
 
 
Strategie di difesa per il mal bianco
Peronospora su Gazania rigens
Tracciabilit e rintracciabilit
Rinvenimento di una grave moria su basilico
Lotta alla mosca delle olive
La difesa biologica integrata
La moltiplicazione della margherita: coltivazione delle piante madri e prelievo delle talee
Il sostegno dell'attività radicale per il miglioramento quanti-qualitativo delle colture agricole
I progetti dimostrativi 2001
Il bilancio fitosanitario del 2005
Rinvenimento di mal bianco su calla bianca
Terminata la prima annualità dei Progetti Dimostrativi
La coltivazione della margherita da vaso (II parte)
La coltivazione della margherita da vaso (I parte)
Il Bilancio Fitosanitario dell’anno 2004
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Il 12 e 13 maggio scorso, con due serate divulgative, si è terminata la prima annualità dei Progetti dimostrativi attuati dalla Coop. L’Ortofrutticola, e promossi dal Piano di Sviluppo Rurale della Regione Liguria per il periodo 2000-2006, in attuazione del Regolamento CE n° 1257/1999 Misura C (3) Formazione Professionale – sottomisura 3.3 “Progetti dimostrativi”.
La Coop. L’Ortofrutticola si è occupata di due argomenti diversi, ma entrambi molto importanti per l’agricoltura della piana di Albenga:
il primo progetto riguarda la riduzione delle concimazioni attraverso l’impiego di prodotti tecnici specifici;
il secondo progetto riguarda l’introduzione di nuove tecniche di monitoraggio sui parassiti del ciclamino.

“Introduzione di un metodo innovativo nell’ottica della salvaguardia ambientale per la riduzione delle normali pratiche di concimazione minerale sulle colture della piana di Albenga”.


Finalità della dimostrazione è l’introduzione di un metodo innovativo nella gestione delle concimazioni in modo tale da ridurre l’impatto ambientale e tutelare l’intero ecosistema.
L’introduzione di tecniche colturali ecocompatibili, mirate al miglioramento della produzione con un contemporaneo abbassamento dell’impatto ambientale, risulta di primaria importanza.
L’attività dimostrativa che si è avviata si rivolge principalmente all’introduzione di tutte quelle tecniche alternative all’impiego di mezzi chimici e di salvaguardia dell’ ambiente per un’agricoltura eco-compatibile.
Obiettivo principale del progetto è introdurre un sistema innovativo nel campo della nutrizione vegetale, attraverso l’impiego di prodotti specifici che puntano ad incrementare l’assorbimento degli elementi nutritivi da parte delle colture.
Tutto ciò si traduce in vantaggi concreti ed immediati per l’utilizzatore, che vede così aumentare la produttività, riducendo l’impatto ambientale dovuto alle normali pratiche di concimazione minerale.
Un terreno nella piana di Albenga soggetto alla
dimostrazione per ridurre l’impiego di fertilizzanti.
Oltre alla salvaguardia ambientale, i processi fisiologici stimolati da questi prodotti rendono inoltre più facile la soluzione di problemi colturali quali le carenze nutrizionali, il deperimento dello sviluppo vegetativo, lo scarso assorbimento, dei nutrienti trattenuti nel terreno.
Scopo del progetto è infatti dimostrare che, grazie alla presenza di molti prodotti innovativi, ora è possibile impiegare dei veri e propri mezzi tecnici, che migliorano l’efficienza dei fertilizzanti perché ne migliorano l’assorbimento e l’impiego da parte della pianta, in questo modo non vi sarà più dispersione di elementi nutritivi nel terreno a totale salvaguardia dell’ambiente.
Nell’attività dimostrativa del 1° anno sono state coinvolte 6 aziende agricole, situate in diverse zone del comune di Albenga, in modo tale da ricoprire tutta l’area della piana albenganese Queste aziende agricole si distinguono in base alla tipologia di terreni, dal punto di vista chimico e strutturale, e composizione chimica delle acque (nitrati e durezza). Nonché dal punto di vista dell’esposizione
di luce e temperatura (fattori influenzanti la degradazione degli elementi nutritivi).
Nel mese di Settembre si è proceduto al prelevamento dei campioni di substrato presso le aziende pilota per effettuare un analisi chimica completa.
La dimostrazione è iniziata ad ottobre con i primi trapianti di insalate in serra.
Alle aziende pilota coinvolte nella dimostrazione è stato fornito il prodotto “Actiwave” con il protocollo da seguire.

Le colture su cui è iniziata la dimostrazione sono:

Insalata (terminata), Rucola (terminata), Zucca trombetta (terminata), Pomodoro Cuor di Bue (in corso), Pomodoro tondo liscio (in corso), Zucchino (terminata), Aromi (terminata).

Su ogni coltura si sono effettuate le normali concimazioni a dosaggi diversi con l’aggiunta di Actiwave, era presente anche un testimone come controllo.
Prime conclusioni Dai dati emersi dalle analisi effettuate, emerge in primo luogo che siamo di fronte a dei valori di nitrati nelle foglie indubbiamente molto elevati, ciò anche a causa di alti valori di azoto presenti nei suoli e nelle acque di falda delle nostre zone.
In secondo luogo emerge però che, là dove la concimazione è mirata e si fa uso di adeguati mezzi tecnici, i valori iniziano ad abbassarsi, infatti si riscontrano valori di nitrati più bassi usando l’Actiwave, mentre nel testimone, che viene trattato tradizionalmente, i valori rimangono pressoché invariati dall’inizio alla fine della coltura.
Anche dove visivamente non si notavano forti differenze, si può dire di avere ottenuto un buon risultato, infatti la qualità si è dimostrata la stessa concimando con dosi dimezzate.
Per valutare il grado della qualità del prodotto, sul pomodoro in special modo si sono effettuate delle analisi di laboratorio più specifiche, valutando parametri quali l’acidità, la durezza dei frutti, il contenuto in sostanza secca e i gradi Brix.
I valori non sono stati molto differenti fra loro, a dimostrazione che la qualità dei frutti nelle tre tesi era uguale; valore leggermente discostante è stato quello riferito alla durezza, la tesi tre conteneva frutti più consistenti, quindi maggiormente conservabili.
Sulle insalate il dato è stato confortante e inatteso, infatti non si auspicava di ottenere dei risultati così soddisfacenti già il primo anno della prova dimostrativa. Si è potuta valutare la differenza nel comportamento dei diversi suoli, sabbiosi, argillosi etc., e in base proprio a questo tipo di conformazione si è notato un differente assorbimento dei nitrati dal suolo.
In ogni caso l’impiego di Actiwave è stato importante per la riduzione dell’assorbimento dei nitrati sulle insalate, ottenendo una migliore qualità e salubrità del prodotto.
Nel prossimo anno si proseguirà con la dimostrazione inserendo nuove colture e monitorando costantemente, attraverso le analisi chimiche, il livello dei nitrati presenti nel terreno, nell’acqua e nelle foglie delle colture che già sono state poste in prova nelle aziende pilota.
Verranno impiegati poi altri prodotti, infatti altre due ditte produttrici si sono rese disponibili per la dimostrazione, mettendo a disposizione le loro tecnologie, applicabili per ridurre l’impiego dei fertilizzanti.

Colture previste per il prossimo anno dimostrativo:

Pomodoro tondo liscio, Pomodoro cuore di bue, Insalata, Rucola, Zucchino, Zucca trombetta, Margherite, Ciclamino, Aromi in vaso.



“Introduzione di tecniche di monitoraggio ed applicazione di modelli revisionali nella coltivazione di ciclamino in vaso per la riduzione dei trattamenti fitosanitari”.

Il progetto introduce una sostanziale innovazione nel processo produttivo di colture floricole in vaso mediante la diffusione di tecniche IPM (Integrated Pest Management), oggi per nulla praticate sul territorio ligure; di fatto il progetto è caratterizzato da una forte valenza ambientale, in conformità alla normativa comunitaria e nazionale in materia.
La tecnica proposta consentirà l’ottenimento di produzioni maggiormente ecocompatibili.
Il progetto propone la messa a punto di tecniche di lotta razionali ai litofagi chiave del ciclamino basate su monitoraggio della coltura e sull’impiego di modelli previsionali valicati e correlati ai parametri climatici locali. Il progetto interviene direttamente nel contribuire alla soluzione di problematiche reali e pressanti quali sono la riduzione dell’impiego di prodotti di sintesi a fronte di un mantenimento o aumento del livello qualitativo della produzione di ciclamini. Ulteriore interesse è dato dalla trasferibilità delle tecniche ad altre colture.
L’obiettivo generale è quello di applicare metodi di monitoraggio e modelli previsionali nei confronti di parassiti chiave della coltura di ciclamino, già efficacemente impiegati in altre realtà produttive europee e statunitensi, rendendoli direttamente utilizzabili in azienda e/o dall’assistenza tecnica aziendale quale strumento decisionale circa l’epoca e la tipologia di trattamenti fitoiatrici.
Applicare metodi di monitoraggio e modelli previsionali nei confronti di parassiti chiave del ciclamino significa ridurre ed ottimizzare l’impiego di agrofarmaci (insetticidi, acaricidi).

Il progetto segue 2 linee guida:

a) applicazione dei metodi previsionali mediante l’elaborazione dei dati climatici;
b) attività di monitoraggio per verificare l’effettiva presenza e consistenza dei parassiti nonché il funzionamento dei modelli revisionali ed una loro eventuale adattamento;

Il monitoraggio è rappresentato dal l’ispezione sistematica e regolare della coltura e dell’ambiente colturale. I danni da parassiti e le popolazioni degli stessi possono aumentare molto rapidamente. Quando gli attacchi non sono rilevati tempestivamente, i danni possono essere pesanti ed inoltre le opzioni di lotta si riducono notevolmente.
Per maggiore semplicità l’agricoltore ha la tendenza ad effettuare numerosi trattamenti preventivi a calendario piuttosto che verificare la reale presenza del parassita e la sua sucettibilità ai a tali trattamenti. Nel progetto esso è rappresentato da:

A) Insieme di tecniche di rilievo (qualitativo e quantitativo) della presenza di parassiti nella coltura mediante l’ispezione regolare della coltura e l’ausilio di trappole cromotropiche, trappole ai feromoni, piante indicatrici;

B) Registrazione dei parametri ambientali (Temperatura, U.R. %);

Il monitoraggio, dovendo da una parte essere rappresentativo della coltura a livello aziendale e dall’altra essere economicamente sostenibile, non essendo possibile l’ispezione di tutte le piante costituenti la coltivazione, esso si basa sulla costituzione ed il controllo di UNITA’ DI MONITORAGGIO (U.M.).
Nella pratica non è possibile né economico monitorare un’intera coltura e pertanto sono state create delle unità di monitoraggio rappresentative di circa 1000 mq in ciascuna delle 6 aziende pilota dislocate sul territorio.

Per ogni U.M sono state installate:

2 trappole cromotropiche blu;
2 piante indicatrici (petunie o fave)
13 trappole innescate con feromoni sessuali specifici per i maschi dei lepidotteri da monitorare;
1 data logger per dati climatici (Temperatura U.R.).


Prime conclusioni

Dalla campagna 2004, i risultati seppur parziali permettono di fare alcune valutazioni.
Innanzitutto dal punto di vista dei dati climatici non sussistono particolari differenze tra le aziende pilota seppur dislocate a coprire tutto il territorio del comune di Albenga: ciò se confermato dovrebbe permettere la registrazione dei dati climatici in una sola stazione mantenendo validi i dati previsionali. Non si sono evidenziate interferenze tra le diverse trappole a feromoni, neanche per ciò che concerne i 3 ceppi di O.nubilalis.
Le catture tardive di Spodoptera littoralis ne confermano la maggiore rusticità e dunque diffusione mentre per le altre specie il periodo dei voli risulta più ridotto.
Le piante indicatrici hanno dato buona indicazione sulla presenza di tisanotteri, meno sulla loro infettività specie per ciò che concerne la fava. Notevoli le informazioni delle trappole cromotropiche che hanno permesso di verificare la mobilità dei tripidi con infestazioni per lo più provenienti dall’esterno fino ad un sostanziale abbassamento delle temperature; positivo l’impiego delle trappole doppie e perpendicolari nel dare indicazione delle direzioni di provenienza.
Buone anche le indicazioni sull’efficacia dei trattamenti con conferma della necessità di trattamenti ravvcinati (3 giorni) nel caso di forte infestazione di tripide.
In relazione all’applicazione dei modelli previsionali la loro applicazione è stata piuttosto velleitaria a causa dell’inizio tardivo della campagna di monitoraggio. La riduzione dell’impiego di fitofarmaci non è risultata significativa in termini numero di trattamenti mentre è stato significativo l’indirizzamento dato dai rilievi verso trattamenti più mirati al contenimento dei tripidi rispetto ai lepidotteri.
Nel periodo non si sono osservati attacchi da parte di acari. La campagna 2005 risulterà determinante nell’adattamento dei modelli la cui valutazione pare almeno in prima battuta abbastanza positiva.

A cura di: Amprimo Ingrid**, Bassetti Gianrico*, Bozzano Giorgio*, Crotti Anna Maria*

*Coop. L’Ortofrutticola; ** CoopIntesa