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Pericolo Peronospora: basilico intaccato
 
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Rinvenimento di una grave moria su basilico
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La moltiplicazione della margherita: coltivazione delle piante madri e prelievo delle talee
Il sostegno dell'attività radicale per il miglioramento quanti-qualitativo delle colture agricole
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Terminata la prima annualità dei Progetti Dimostrativi
La coltivazione della margherita da vaso (II parte)
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Il Bilancio Fitosanitario dell’anno 2004
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Il basilico (Ocimum basilicum L.) è una specie annuale appartenente alla famiglia delle Labiate che viene largamente coltivata per le sue foglie aromatiche soprattutto in Liguria; da qualche anno la sua coltivazione si sta diffondendo anche in altre regioni, tra cui il Piemonte.
Nei primi giorni di agosto 2003 abbiamo ricevuto da due aziende dell’alessandrino piante di basilico (cv Genovese) coltivate in pieno campo affette da una grave alterazione fogliare; nel mese di settembre piante con gli stessi sintomi sono state rinvenute in quattro aziende del savonese, tre dell’imperiese ed una del genovesato.
In tutte le aziende l’alterazione si è manifestata improvvisamente con la comparsa di piccoli focolai che in brevissimo tempo (3-5 giorni) si sono estesi fino ad interessare il 40-50%, ed in certe coltivazioni finanche l’80% delle piante, determinando ingenti perdite economiche. Le piante in questione manifestavano inizialmente diffusi ingiallimenti ed una riduzione dello sviluppo vegetativo. Le foglie presentavano sulla pagina superiore macchie leggermente traslucide, irregolari, dapprima delimitate dalle nervature; tali macchie successivamente imbrunivano e spesso confluivano fino ad interessare l’intera lamina fogliare.
Sulla pagina inferiore, in condizioni di elevata umidità, si poteva evidenziare, in corrispondenza delle macchie, la comparsa di una caratteristica efflorescenza grigio-violetto, polverulenta, di aspetto lievemente vellutato.

In caso di forte attacco le foglie assumevano una colorazione scura, si accartocciavano e cadevano, o andavano incontro ad un disfacimento molle e brunastro.
Nel caso in cui venivano attaccate le giovani piantine le foglie quasi subito necrotizzavano e le plantule erano condotte rapidamente a morte.
In base alla sintomatologia osservata e alle caratteristiche morfologiche delle strutture fungine rilevate sui tessuti fogliari abbiamo potuto attribuire il patogeno al genere Peronospora (Martini et al, 2003).
Nel corso delle visite condotte nelle aziende di basilico interessate da questo problema, abbiamo potuto costatare la rapidità e la gravità con la quale il patogeno quando presente negli impianti, se le condizioni ambientali sono favorevoli, si può diffondere fino ad interessare oltre il 70% della coltivazione compromettendo, in pratica, l’intera produzione aziendale.
Riteniamo probabile che questa malattia si trasmetta mediante l’impiego di sementi infette, considerata la contemporanea comparsa in aziende anche molto distanti tra di loro, e si può supporre che le giovani plantule con infezioni precoci di peronospora possano fungere da fonti di inoculo per la diffusione del patogeno all’interno degli impianti.
Tenuto conto della possibilità che ha questa malattia di scatenare gravi epidemie e della dannosità dimostrata con le infezioni dello scorso anno, è di estrema importanza la messa a punto di adeguati sistemi di prevenzione e lotta al fine di evitare che questo fenomeno rischi di ripetersi. A tale scopo sono attualmente in corso, presso la Cooperativa L’Ortofrutticola di Albenga, prove volte a identificare l’efficacia di alcuni prodotti attivi nei confronti delle peronosporacee e che siano comunque impiegabili su basilico.


Indicazioni di lotta

E’ possibile ricorrere ad interventi di tipo preventivo: impiegare materiale di propagazione sano, eliminare e distruggere prontamente le piante infette, quando è possibile, è bene ricorrere a sistemi di irrigazione localizzati alla base delle piante evitando i sistemi di irrigazione a pioggia; favorire l’arieggiamento degli impianti e curare il drenaggio del terreno.
Risulta di estrema importanza evitare che la vegetazione resti bagnata per tempi prolungati, per cui si sconsigliano le irrigazioni serali.
Per quel che riguarda la lotta chimica, i fungicidi autorizzati su basilico come Thiram, Ziram, Propamocarb e rameici non sono molto efficaci contro questa patologia fungina, i migliori risultati si sono ottenuti impiegando il fungicida sistemico Ridomil Gold R, a base di metalaxyl–m e rame.
Su quest’ultimo solo recentemente è stata ottenuta un’estensione di etichetta con autorizzazione su basilico e successivamente al suo impiego sono previsti 20 giorni di carenza.
Lavoro citato: Martini P., Rapetti S., Bozzano G. e Bassetti G., 2003. Prima segnalazione italiana di Peronospora lamii su basilico (Ocimum basilicum L.). Atti del Convegno “Problemi fitopatologici emergenti e implicazioni per la difesa delle colture”, Sanremo IM 27-29 novembre 2003.



Più attenzione verso le colture minori

Spodoptera
E’ stato registrato un nuovo prodotto insetticida su lattughe ed erbe fresche (dicitura che comprende diverse aromatiche tra cui il basilico), si tratta del Laser il cui principio attivo, Spinosad, deriva da un batterio (Saccharopolyspora spinosa) naturalmente presente nel terreno. Spinosad ha origine naturale, ma è paragonabile ad un formulato di sintesi e risulta attivo nei confronti di insetti tra cui lepidotteri, ditteri e tisanotteri. Non è un principio attivo sistemico, ma agisce prevalentemente per ingestione e secondariamente per contatto, dunque non si sposta all’interno della pianta; possiede inoltre una certa attività citotropica e in alcuni casi translaminare.
E’ attivo contro tripidi e minatrice e Spodoptera per contatto e ingestione, sono consentiti al massimo 5 trattamenti contro tripidi e Spodoptera, 3 contro i minatori.
Le dosi di etichetta consentite sono le seguenti:
25 ml/ hl contro tripidi e Spodoptera
50 ml/ hl contro minatori
Tripide
Il tempo di carenza è di 3 giorni. Lo Spinosad agisce sul sistema nervoso degli insetti.
Gli insetti colpiti cessano di nutrirsi, evitando di continuare il danno. Si manifesta quindi un tipico effetto “anti-feeding” del prodotto. Il meccanismo di azione è completamente nuovo, differente da quello di tutti gli altri prodotti insetticidi conosciuti, di conseguenza spinosad è il prodotto ideale da impiegare nei piani di gestione della resistenza.
Non ha infatti dimostrato finora fenomeni di resistenza incrociata nei confronti di tutti gli insetticidi esistenti.
Si è anzi dimostrato efficace nei confronti di parassiti resistenti ad altri insetticidi.
Spinosad, al pari di tutti gli insetticidi presenti in commercio, non deve essere applicato a dosi diverse da quelle indicate in etichetta, con trattamenti continui e senza l’alternanza con insetticidi a differente meccanismo d’azione, contro specie di insetti ad elevata capacità di generare fenomeni di resistenza.
La ditta distributrice di questo prodotto è Dow Agrosciences.

Articolo a cura di:

Ufficio Assistenza Tecnica della Cooperativa L’Ortofrutticola in collab. con l’Ist. Regionale per la Floricoltura di Sanremo.