www.ortofrutticola.it > servizio tecnico > divulgazione tecnica
NEWS PROGETTI
DIMOSTRATIVI
DIVULGAZIONE
TECNICA
RICERCA E
SVILUPPO
ASSISTENZA
TECNICA
 
Peronospora su Gazania rigens
 
Strategie di difesa per il mal bianco
Peronospora su Gazania rigens
Tracciabilit e rintracciabilit
Rinvenimento di una grave moria su basilico
Lotta alla mosca delle olive
La difesa biologica integrata
La moltiplicazione della margherita: coltivazione delle piante madri e prelievo delle talee
Il sostegno dell'attività radicale per il miglioramento quanti-qualitativo delle colture agricole
I progetti dimostrativi 2001
Il bilancio fitosanitario del 2005
Rinvenimento di mal bianco su calla bianca
Terminata la prima annualità dei Progetti Dimostrativi
La coltivazione della margherita da vaso (II parte)
La coltivazione della margherita da vaso (I parte)
Il Bilancio Fitosanitario dell’anno 2004
1/2 >>
 
Nel 2007 riscontrate delle alterazioni fogliari in certi tipi di asteracea

La gazania è un’asteracea perenne originaria dell’Africa
meridionale che in genere viene coltivata come annuale a scopo ornamentale. Le gazanie formano grandi rosette basali di foglie lucide, di colore verde scuro e, dalla primavera fino ai primi freddi, dal centro della rosetta di foglie si ergono numerosi fusti carnosi, alti 15-30 cm, che portano grandi fiori singoli, simili alle margherite, di vari colori, dal giallo all’arancio, al marrone, al rosso, al rosa.
Dal punto di vista fitosanitario le malattie fungine più comuni a cui la gazania può essere soggetta sono i marciumi da Botrytis cinerea, il mal bianco da Oidium spp. e, di recente rinvenimento, i marciumi basali da Sclerotinia sclerotiorum.
Nella piana di Albenga la coltivazione in vaso di ibridi di Gazania spp. è piuttosto diffusa e presso un impianto di G. rigens nel maggio del 2007 abbiamo rinvenuto una singolare alterazione fogliare di origine fungina.
I primi sintomi si manifestavano sulla pagina superiore delle foglie centrali della rosetta, sotto forma di macchie giallastre di forma poligonale delimitate dalle nervature secondarie; le foglie colpite poi tendevano a necrotizzare e talvolta a deformarsi. La presenza di una rada efflorescenza biancastra sulla pagina inferiore delle lamine, in corrispondenza delle macchie clorotiche, ci ha fatto pensare ad un’infezione fungina, per cui alcuni campioni sono stati inviati al Laboratorio di Patologia da Funghi e Batteri dell’Istituto Regionale per la Floricoltura di Sanremo.
All’osservazione microscopica l’efflorescenza è risultata appartenere ad una Peronosporacea e più precisamente a Bremia spp. in quanto presentava caratteristici rami conidiofori, ramificati dicotomicamente e con le apofisi terminali allargate a coppa, portanti conidi ovoidali.
Piante orticole ed aromatiche
Le condizioni ideali per uno sviluppo epidemico della malattia, si verificano in primavera ed in autunno. In questi periodi l’umidità relativa, che nella notte giunge facilmente al punto di condensa, e le temperature adatte alla sporulazione del patogeno, creano le condizioni ottimali per un abbondante produzione di conidi, e la bassa umidità relativa del giorno ne assicura un’adeguata dispersione. I conidi rappresentano una fonte di inoculo per un lungo periodo di tempo, ma non rappresentano la sola forma di conservazione dell’inoculo. Infatti il patogeno può superare i periodi sfavorevoli al suo sviluppo sotto forma di oospore nel terreno.
Come per molte altre colture, una razionale difesa dalla peronospora deve basarsi soprattutto sull’integrazione di diversi metodi di controllo e pertanto bisogna intervenire dal punto di vista agronomico:
- effettuando irrigazioni al mattino in modo tale che le foglie si asciughino velocemente;
- impiegando materiale di propagazione sano;
- ricorrendo ove possibile ad ampie rotazioni;
- curando il drenaggio del terreno/terricci;
- evitando eccessive densità d’impianto;
- distruggendo i residui colturali infetti;
- ed evitando di reimpiegare vasi/terricci che hanno ospitato colture infette.

In caso d’infezione in atto o di condizioni ambientali fortemente favorevoli alla malattia (piogge frequenti ed elevata umidità associate a temperature miti) si consiglia di intervenire con prodotti a base di sali di rame o con formulati autorizzati
a base di: fosetyl-Al, propamocarb, clorotalonil, dimetomorf, benalaxyl e metalaxil-M.