www.ortofrutticola.it > servizio tecnico > divulgazione tecnica
NEWS PROGETTI
DIMOSTRATIVI
DIVULGAZIONE
TECNICA
RICERCA E
SVILUPPO
ASSISTENZA
TECNICA
 
Tracciabilità e rintracciabilità
 
Strategie di difesa per il mal bianco
Peronospora su Gazania rigens
Tracciabilit e rintracciabilit
Rinvenimento di una grave moria su basilico
Lotta alla mosca delle olive
La difesa biologica integrata
La moltiplicazione della margherita: coltivazione delle piante madri e prelievo delle talee
Il sostegno dell'attività radicale per il miglioramento quanti-qualitativo delle colture agricole
I progetti dimostrativi 2001
Il bilancio fitosanitario del 2005
Rinvenimento di mal bianco su calla bianca
Terminata la prima annualità dei Progetti Dimostrativi
La coltivazione della margherita da vaso (II parte)
La coltivazione della margherita da vaso (I parte)
Il Bilancio Fitosanitario dell’anno 2004
1/2 >>
 
Il percorso di un alimento, di un ingrediente, di un animale destinato alla produzione alimentare, per garantirne la qualità.

Il regolamento CE 178 è stato adottato il 28 gennaio 2002 e stabilisce i principi e i requisiti generali della legislazione alimentare nell’Unione europea, ne fissa le procedure e istituisce l’Autorità europea per la Sicurezza Alimentare. Obiettivi primari di questo regolamento sono garantire un alto livello di protezione della salute del consumatore ed efficace funzionamento del mercato interno.
Nel regolamento si definisce la rintracciabilità come la possibilità di ricostruire e seguire il percorso di un alimento, di un ingrediente, di un animale destinato alla produzione alimentare, della trasformazione e della distribuzione. Se in un qualsiasi punto della filiera si riscontra una non-conformità dell’alimento o del mangime, la tracciabilità deve consentire, a valle, di richiamare il prodotto già uscito dalla disponibilità dell’operatore e, a monte, il percorso a ritroso verso l’origine per individuare le cause della non conformità e adottare le opportune misure correttive.
Ogni prodotto alimentare commercializzato, giunge al consumatore finale passando
attraverso numerose fasi, che provvedono, ciascuna, a svolgere una o più delle tante
operazioni che contribuiscono alla presentazione al consumo del prodotto pronto ad
essere utilizzato per l’alimentazione umana.
Le sequenza ordinata, di tutte le operazioni richieste e delle varie strutture che operano, trasferendosi i prodotti di volta in volta elaborati, è chiamata filiera agroalimentare. La filiera agroalimentare è quindi un complesso di strutture produttive che contribuiscono alla realizzazione, distribuzione, commercializzazione
e fornitura di un prodotto agroalimentare, dove ognuna di esse è identificata per il ruolo che svolge nel processo produttivo, per i materiali che tratta e per le modalità con cui li tratta. Una filiera agroalimentare, adeguatamente organizzata, deve avere la capacità di ricostruire la storia e di seguire la destinazione di un prodotto attraverso le diverse fasi di lavorazione. La registrazione dei dati che identificano i materiali utilizzati e gli operatori, associando, infine, correttamente tutte queste informazioni.

Piante orticole ed aromatiche
Al singolo prodotto che viene immesso in commercio. Con tale impostazione anche i produttori agricoli sono direttamente responsabili, allo stesso modo degli altri attori della filiera, per le attività di propria competenza, e devono fornire agli altri operatori posti a valle del processo produttivo un prodotto controllato in ogni momento e quindi tracciato e rintracciabile.
Tutte le imprese del Settore agroalimentare che concorrono alla messa in commercio di alimenti, devono al proprio interno, sviluppare ed organizzare un proprio sistema di rintracciabilità aziendale che dovrà fornire ogni garanzia in merito alla possibilità di isolare partite eventualmente difettose, circoscrivendo rapidamente ogni potenziale rischio per la salute. A tal fine si dovrà concorrere a garantire per ciascun lotto commercializzato, la possibilità di identificare agevolmente l’origine dell’eventuale difetto in qualunque punto della catena dell’offerta, consentendone il pronto ritiro dal mercato ed identificando le cause del difetto.
La rintracciabilità è da tempo realtà in alcune aziende che l’hanno messa in atto prima ancora che diventasse obbligatoria, nel tentativo di cogliere l’opportunità di un ulteriooe valore aggiunto che il mercato avrebbe potuto riconoscere alle produzioni tracciate.
Basandosi sulle norme volontarie queste aziende hanno fatto della rintracciabilità anche uno strumento di marketing. Infatti pur riconoscendo che la tracciabilità, come definita dal regolamento 178/02, riguarda solo la sicurezza alimentare, si deve riconoscere che i sistemi di rintracciabilità consentono al consumatore di accedere ad informazioni, tra cui l’origine geografica, che hanno un evidente influenza sulle scelte di acquisto per diventare così un elemento di strategia commerciale.
Restando in tema di documentazione, il sistema di rintracciabilità deve risultare il meno oneroso possibile per l’azienda in termini sia di costi sia di lavoro. I sistemi di tracciabilità fino ad ora disponibili puntano a snellire le operazioni e risolvere le eventuali sovrapposizioni con la documentazione necessaria per altre certificazioni. Normalmente i sistemi di tracciabilità sono informatizzati e gestiscono o dati relativi al prodotto e al processo per la fase di competenza dell’azienda che ha adottato il sistema stesso. Il sistema di tracciabilità deve soddisfare due requisiti: la documentabilità e la riscontrabilità.
Il primo è soddisfatto attraverso la descrizione puntuale del processo produttivo e
dei sistemi di controllo sul processo stesso, con riferimento, per quanto riguarda i sistemi adottati e linee guida al manuale di filiera, a cui si affiancano le procedure che definiscono le modalità operative del processo di produzione. Completano il quadro le procedure del sistema che definiscono le modalità di trattamento delle informazioni di controllo. Il secondo requisito viene soddisfatto attraverso la registrazione puntuale, su apposita modulistica, delle attività effettuate, degli esiti e delle responsabilità. Rispettando tali requisiti è possibile ottenere una tracciabilità
completa delle operazioni e dei trattamenti subiti dal prodotto, nelle diverse fasi di lavorazione, e rappresenta la migliore garanzia fornibile per quanto riguarda la conformità ai disciplinari ed alle normative di riferimento.
La Coop. L’Ortofrutticola dal 2005 è dotata di un sistema certificato di tracciabilità, avvalendosi di proprie linee tecniche per la difesa e la fertilizzazione delle colture, nel rispetto delle normative vigenti in materia di uso di prodotti fitosanitari e fertilizzanti.
La formalizzazione degli interventi avviene tramite la compilazione del quaderno di
campagna in dotazione alle singole aziende, per rendere più precisa l’annotazione degli interventi e più agevole il controllo da parte dei nostri tecnici. E’ previsto un piano di monitoraggio dei residui che avviene attraverso analisi pre-raccolta a campione basandosi sui trattamenti effettuati e registrati sul quaderno di campagna, sono previste analisi a campione anche nel magazzino durante il periodo di commercializzazione.
L’ufficio di assistenza tecnica, referente per la prescrizione dei trattamenti fitosanitari e delle concimazioni, fornisce ai soci delle schede per ogni coltura in cui sono consigliati i trattamenti fitosanitari e le concimazioni da effettuare. Per quando riguarda la tracciabilità nelle aziende dei conferitori, questi ultimi appongono sul DDT il riferimento all’appezzamento da cui il prodotto è stato raccolto, per consentire agevolmente di risalire al prodotto, nel caso in cui dovessero essere riscontrate anomalie. Le aziende conferitrici vengono periodicamente visitate dai tecnici sia per il monitoraggio delle colture in coltivazione, sia per quanto concerne lo stoccaggio e la conservazione dei fitofarmaci ( presenza di armadietti a norma di legge , smaltimento di fitofarmaci non più ammessi), sia per il rispetto delle normative vigenti sulla produzione degli ortaggi.
All’interno del magazzino commerciale ad ogni partita di prodotto consegnata dai conferitori viene assegnato un numero di lotto, che lo accompagnerà fino all’acquisto da parte del consumatore finale e che lo renderà così rintracciabile in ogni fase della filiera.