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La coltivazione della margherita da vaso
 
 
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La moltiplicazione della margherita: coltivazione delle piante madri e prelievo delle talee
Il sostegno dell'attività radicale per il miglioramento quanti-qualitativo delle colture agricole
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Terminata la prima annualità dei Progetti Dimostrativi
La coltivazione della margherita da vaso (II parte)
La coltivazione della margherita da vaso (I parte)
Il Bilancio Fitosanitario dell’anno 2004
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A cura del servizio tecnico della Coop. L’Ortofrutticola e del servizio di Patologia Vegetale dell’Istituto Regionale per la Floricoltura di Sanremo.


I PARTE
Il ciclo di produzione è tipicamente invernale, con impianto verso agosto-ottobre e produzione febbraio-maggio. E’ una coltura che si è definitivamente affermata nella nostra zona.


Moltiplicazione

In questo settore per quanto riguarda cvs Camilla, Francesca, Tesi, Roberta, Stella 2000, Eleonora e Ottavia, si forniscono piante madri ai vivaisti e ai coltivatori che le richiedono mentre il vivaismo di produzione è svolto da alcune ditte specializzate operanti nella piana di Alberga o dai coltivatori stessi.
In entrambi i casi non bisogna sottovalutare l’aspetto fitosanitario legato al batterio Agrobacterium tumefaciens che è notevolmente difficile da contenere.
La moltiplicazione di queste varietà e soprattutto per quanto riguarda alcune cv, Camilla, Europa e Stella 2000, è facilitata dal periodo (luglio per gli “alberelli”, fine
agosto-settembre per i cespugli normali) in cui le giornate si riducono naturalmente e di conseguenza le piante riducono l’induzione fiorale.
Le piante madri, normalmente piantate in pieno campo o meglio in vaso grande, sono ombreggiate con una rete al 50-75%.
Per favorire la radicazione si possono usare ormoni radicanti. Spesso non sono usati impianti di nebulizzazione, con il risultato di prolungare i periodi di radicazione fino a 20 gg, questa fase si può ridurre ricorrendo ad impianti di nebulizzazione.
Normalmente per la radicazione vengono usati substrati torbosi, anche se è ottimale l’impiego di torba/perlite sotto mist, oppure l’impiego dei pit-pot. Le talee, una volta radicate, sono poste nel vaso definitivo se si vogliono ottenere cespugli, mentre per quanto riguarda gli alberelli si fa un passaggio intermedio in un vaso Ø 10.


Coltivazione

 fotografia Roberta Venturo IRF Sanremo
Le piante in vaso sono poste su sabbia o su teli permeabili che impediscono o per lo meno riducono il contatto delle radici con il terreno: in questo modo si evitano traumi quando i vasi vengono sollevati.
Normalmente si adottano sistemi di irrigazione e fertilizzazione a goccia.
Almeno una parte del ciclo (fino alla fine di febbraio) deve svolgersi in serra per evitare danni da freddo o rallentamenti eccessivi del ciclo colturale. Per quanto riguarda la forma di allevamento ad alberello, l’inizio del ciclo è più precoce (radicazione a luglio) rispetto alle piante allevate a cespuglio in quanto si ha la necessità di far allungare la piantina prima di procedere alla cimatura. Inoltre i vasetti vengono tenuti a contatto, sotto rete ombreggiante e si applicano concimazioni prevalentemente azotate (ad es. 3:1:1), NPK solo in alcune situazioni. Si può usare l’acido gibberellico con molta attenzione.
L’altezza del fusto “pulito” nel sistema ad alberello è di almeno 50 cm alla fine della coltura La spuntatura, si effettua generalmente in ottobre e, per quanto riguarda il cespuglio, su piante aventi almeno 6 foglie, lo schema colturale è simile. Ci sono altre forme di coltivazione ad esempio in vaso Ø 14 (con 2 spuntature) che inizia più tardi (taleaggio ad ottobre) e in vaso Ø 18 (tardivo) in cui si pongono 3 talee per vaso e si effettua un’unica cimatura. In quest’ultimo caso la coltivazione inizia a dicembre.
Le cimature sono operazioni di estrema importanza perché responsabili di uno sviluppo armonico e della forma globosa della pianta; normalmente si eseguono da 1 a 2 o 3 cimature in relazione allo sviluppo di questa. La cimatura singola si effettua nei cicli tardivi e brevi sfruttando la naturale tendenza della pianta all’accestimento.
Con più cimature (l’ultima deve essere eseguita non oltre metà gennaio) si ha una pianta “più piena” ma si ha un notevole ritardo nella fioritura (30-40 gg) Dopo ogni cimatura si può intervenire con prodotti cicatrizzanti e disinfettanti e inoltre occorre prestare attenzione nella regolazione del regime idrico onde evitare stress dovuti a ristagni.


Regolatori di crescita

Si possono impiegare i brachizzanti per ottenere piante più compatte; molto efficace il chlormequat (Cycocel) radicale. Si impiega alla dose di 2 lt/1000 lt (ad es. circa 150 cc di soluzione per vaso Ø 15 mentre per il vaso Ø 18 ne occorrono circa 500 cc). Nei periodi primaverili, quando le piante sono in rapida crescita vegetativa, è necessario ripetere il trattamento più volte alla distanza di 3 settimane, mentre per cultivar molto vigorose occorre usare dosi più alte, da 3 a 5 Kg/1000 lt.
Alar, 250/300 gr. x hl applicazione fogliare – Top flor 50 ml x hl applicazione fogliare.
Oggi sono disponibili varietà naturalmente più compatte, risultato del lavoro di miglioramento genetico condotto presso l’IRF, che necessitano di minor impiego di brachizzanti.


Substrato colturale

Si usano terricci artigianali ottenuti miscelando diversi tipi di torba con terra e concimi a lenta cessione organici e minerali (3-4 Kg/m3, Osmocote, Nitrophoska Gold, Triabon, Plantacote, Nutricote, Plantosan, Cornunghia); in questo caso il problema è la ripetibilità anno dopo anno.
Si possono impiegare terricci già pronti, ottenuti da miscele di diversi tipi di torba con argilla, pietra pomice e cortecce.
L’obbiettivo comunque è avere un terriccio poroso, ben drenato, non troppo soffice per evitare stress idrici e favorire l’ancoraggio, con pH intono a 6,5 e una salinità di 800- 1000 _S/cm.


Densità di coltivazione

La dislocazione definitiva si effettua quando lo sviluppo della pianta è tale che le foglie escono dai bordi e si toccano pianta per pianta. La disposizione finale (a quadrato o quinconce) prevede una distanza (centro vaso- centro vaso) di almeno 40 cm. Le piante sono poste su teli pacciamanti o su sabbia, facendo attenzione ad evitare che le radici si affranchino nel terreno.


Concimazioni

Oltre alla concimazione di fondo, normalmente si interviene con fertirrigazioni bilanciate (1:0,5:1 in inverno e 1:0,5:2 dall’inizio di febbraio) a concentrazioni del 1-1,5 ‰ nella fase centrale del ciclo e anche 2 ‰ in quella finale. Periodicamente si integra la fertirrigazione con microelementi e chelati di ferro e magnesio per favorire lo sviluppo ed avere una buona colorazione fogliare.


Diserbo

Si possono usare alcuni prodotti che si sono mostrati selettivi ad es. Kerb (250)+ Dacthal (750), Ronstar. L’osservanza di buone regole di coltivazione permette di ottenere un prodotto finale di buona qualità.