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La
coltivazione della margherita da vaso |
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A
cura del servizio tecnico della
Coop. L’Ortofrutticola
e del servizio di Patologia
Vegetale dell’Istituto
Regionale per la Floricoltura
di Sanremo.
I PARTE
Il ciclo di produzione è
tipicamente invernale, con impianto
verso agosto-ottobre e produzione
febbraio-maggio. E’ una
coltura che si è definitivamente
affermata nella nostra zona.
Moltiplicazione
In questo settore per quanto
riguarda cvs Camilla, Francesca,
Tesi, Roberta, Stella 2000,
Eleonora e Ottavia, si forniscono
piante madri ai vivaisti e ai
coltivatori che le richiedono
mentre il vivaismo di produzione
è svolto da alcune ditte
specializzate operanti nella
piana di Alberga o dai coltivatori
stessi.
In entrambi i casi non bisogna
sottovalutare l’aspetto
fitosanitario legato al batterio
Agrobacterium tumefaciens che
è notevolmente difficile
da contenere.
La moltiplicazione di queste
varietà e soprattutto
per quanto riguarda alcune cv,
Camilla, Europa e Stella 2000,
è facilitata dal periodo
(luglio per gli “alberelli”,
fine
agosto-settembre per i cespugli
normali) in cui le giornate
si riducono naturalmente e di
conseguenza le piante riducono
l’induzione fiorale.
Le piante madri, normalmente
piantate in pieno campo o meglio
in vaso grande, sono ombreggiate
con una rete al 50-75%.
Per favorire la radicazione
si possono usare ormoni radicanti.
Spesso non sono usati impianti
di nebulizzazione, con il risultato
di prolungare i periodi di radicazione
fino a 20 gg, questa fase si
può ridurre ricorrendo
ad impianti di nebulizzazione.
Normalmente per la radicazione
vengono usati substrati torbosi,
anche se è ottimale l’impiego
di torba/perlite sotto mist,
oppure l’impiego dei pit-pot.
Le talee, una volta radicate,
sono poste nel vaso definitivo
se si vogliono ottenere cespugli,
mentre per quanto riguarda gli
alberelli si fa un passaggio
intermedio in un vaso Ø
10.
Coltivazione
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| fotografia
Roberta Venturo IRF Sanremo |
Le piante in vaso sono poste
su sabbia o su teli permeabili
che impediscono o per lo meno
riducono il contatto delle radici
con il terreno: in questo modo
si evitano traumi quando i vasi
vengono sollevati.
Normalmente si adottano sistemi
di irrigazione e fertilizzazione
a goccia.
Almeno una parte del ciclo (fino
alla fine di febbraio) deve
svolgersi in serra per evitare
danni da freddo o rallentamenti
eccessivi del ciclo colturale.
Per quanto riguarda la forma
di allevamento ad alberello,
l’inizio del ciclo è
più precoce (radicazione
a luglio) rispetto alle piante
allevate a cespuglio in quanto
si ha la necessità di
far allungare la piantina prima
di procedere alla cimatura.
Inoltre i vasetti vengono tenuti
a contatto, sotto rete ombreggiante
e si applicano concimazioni
prevalentemente azotate (ad
es. 3:1:1), NPK solo in alcune
situazioni. Si può usare
l’acido gibberellico con
molta attenzione.
L’altezza del fusto “pulito”
nel sistema ad alberello è
di almeno 50 cm alla fine della
coltura La spuntatura, si effettua
generalmente in ottobre e, per
quanto riguarda il cespuglio,
su piante aventi almeno 6 foglie,
lo schema colturale è
simile. Ci sono altre forme
di coltivazione ad esempio in
vaso Ø 14 (con 2 spuntature)
che inizia più tardi
(taleaggio ad ottobre) e in
vaso Ø 18 (tardivo) in
cui si pongono 3 talee per vaso
e si effettua un’unica
cimatura. In quest’ultimo
caso la coltivazione inizia
a dicembre.
Le cimature sono operazioni
di estrema importanza perché
responsabili di uno sviluppo
armonico e della forma globosa
della pianta; normalmente si
eseguono da 1 a 2 o 3 cimature
in relazione allo sviluppo di
questa. La cimatura singola
si effettua nei cicli tardivi
e brevi sfruttando la naturale
tendenza della pianta all’accestimento.
Con più cimature (l’ultima
deve essere eseguita non oltre
metà gennaio) si ha una
pianta “più piena”
ma si ha un notevole ritardo
nella fioritura (30-40 gg) Dopo
ogni cimatura si può
intervenire con prodotti cicatrizzanti
e disinfettanti e inoltre occorre
prestare attenzione nella regolazione
del regime idrico onde evitare
stress dovuti a ristagni.
Regolatori
di crescita
Si possono impiegare i brachizzanti
per ottenere piante più
compatte; molto efficace il
chlormequat (Cycocel) radicale.
Si impiega alla dose di 2 lt/1000
lt (ad es. circa 150 cc di soluzione
per vaso Ø 15 mentre
per il vaso Ø 18 ne occorrono
circa 500 cc). Nei periodi primaverili,
quando le piante sono in rapida
crescita vegetativa, è
necessario ripetere il trattamento
più volte alla distanza
di 3 settimane, mentre per cultivar
molto vigorose occorre usare
dosi più alte, da 3 a
5 Kg/1000 lt.
Alar, 250/300 gr. x hl applicazione
fogliare – Top flor 50
ml x hl applicazione fogliare.
Oggi sono disponibili varietà
naturalmente più compatte,
risultato del lavoro di miglioramento
genetico condotto presso l’IRF,
che necessitano di minor impiego
di brachizzanti.
Substrato
colturale
Si usano terricci artigianali
ottenuti miscelando diversi
tipi di torba con terra e concimi
a lenta cessione organici e
minerali (3-4 Kg/m3, Osmocote,
Nitrophoska Gold, Triabon, Plantacote,
Nutricote, Plantosan, Cornunghia);
in questo caso il problema è
la ripetibilità anno
dopo anno.
Si possono impiegare terricci
già pronti, ottenuti
da miscele di diversi tipi di
torba con argilla, pietra pomice
e cortecce.
L’obbiettivo comunque
è avere un terriccio
poroso, ben drenato, non troppo
soffice per evitare stress idrici
e favorire l’ancoraggio,
con pH intono a 6,5 e una salinità
di 800- 1000 _S/cm.
Densità
di coltivazione
La dislocazione definitiva si
effettua quando lo sviluppo
della pianta è tale che
le foglie escono dai bordi e
si toccano pianta per pianta.
La disposizione finale (a quadrato
o quinconce) prevede una distanza
(centro vaso- centro vaso) di
almeno 40 cm. Le piante sono
poste su teli pacciamanti o
su sabbia, facendo attenzione
ad evitare che le radici si
affranchino nel terreno.
Concimazioni
Oltre alla concimazione di fondo,
normalmente si interviene con
fertirrigazioni bilanciate (1:0,5:1
in inverno e 1:0,5:2 dall’inizio
di febbraio) a concentrazioni
del 1-1,5 ‰ nella fase
centrale del ciclo e anche 2
‰ in quella finale. Periodicamente
si integra la fertirrigazione
con microelementi e chelati
di ferro e magnesio per favorire
lo sviluppo ed avere una buona
colorazione fogliare.
Diserbo
Si
possono usare alcuni prodotti
che si sono mostrati selettivi
ad es. Kerb (250)+ Dacthal (750),
Ronstar. L’osservanza
di buone regole di coltivazione
permette di ottenere un prodotto
finale di buona qualità.
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