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La coltivazione della margherita da vaso (II parte)
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Il Bilancio Fitosanitario dell’anno 2004
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A cura di: Mattone, Bassetti, Bozzano, Amprimo, Crotti, Gualco


Aleuroidi
Trialeurodes vaporariorum e Bemisia tabaci

L’aleurodide origina infestazioni soprattutto sulle colture allevate in serra, sporadicamente può attaccare le colture in pieno campo. Gli adulti e le forme giovanili vivono sulla pagina inferiore delle foglie, in seguito alla sottrazione della linfa causano ingiallimenti e parziali defogliazioni, con conseguenti deperimenti vegetativi, che nei casi più gravi può portare le piante alla morte. L’aleurodide produce abbondanti quantità di melata che imbrattano la vegetazione e i frutti. Sulla melata, in modo particolare in condizioni di elevata umidità, si produce una elevata quantità di fumaggine che deturpa gli organi vegetativi e limita l’attività fotosintetica della pianta. In serra l’aleurodide compie molte generazioni all’anno, ciò è influenzato dalle condizioni di temperatura e luce (20 giorni a 30 °C, 2 mesi a 15 °C), mentre in pieno campo le generazioni si riducono e si ha lo svernamento su molte specie di piante spontanee.
Per il contenimento delle infestazioni è importante ripulire bene la serra dai residui della coltivazione precedente, prima di impiantare nuovamente il pomodoro. Le coltivazioni devono essere sempre avviate con piante che non siano infestate. Nelle colture protette è utile l’impiego di trappole cromotropiche di colore giallo che attirano e catturano gli adulti. Con la coltura in atto si possono applicare diversi mezzi di difesa sia chimica che biologica con l’impiego di insetti antagonisti. La difesa biologica sfrutta l’attività del parassitoide Encarsia formosa che viene introdotto allo stadio di pupa. Questo parassitoide depone le singole uova all’interno delle forme giovanili dell’aleurodide. Tale attività è influenzata da molti fattori: la fumaggine svolge un’azione repellente, la temperatura influenza la durata della vita degli adulti e la loro fecondità. Per quanto riguarda la lotta chimica è bene ricordare che si presenta difficile in quanto l’aleurodide è vulnerabile ai fitofarmaci solo quando si trova nello stadio adulto o di neanide di 1ª età. Contro le uova e gli altri stadi la maggior parte degli insetticidi dimostra una scarsa attività. (vedi tabella).


Tripide
Frankliniella occidentalis

Il tripide con le sue punture di nutrizione causa la comparsa di numerose punteggiature argentate e necrotiche a carico dei tessuti fogliari, rallentando e riducendo lo sviluppo delle piante e causando malformazioni dei frutti. Questo insetto è molto pericoloso poiché è vettore del virus dell’avvizzimento maculato del pomodoro (TSWV), malattia che colpisce diverse colture orticole (pomodoro, peperone, melanzana, lattuga, indivia, carciofo, fagiolo, basilico, cipolla) e numerose piante da fiore. I primi sintomi della virosi compaiono sulle foglie e sono costituiti da macchioline tondeggianti prima giallastre poi di colore scuro, che successivamente evolvono in bronzature e necrosi. Le piante infette mostrano una riduzione di crescita ed incurvamento dell’apice vegetativo verso il basso. A seconda che la pianta sia infettata precocemente o tardivamente, va incontro ad avvizzimento rapido e morte oppure viene interessata dai sintomi e porta a maturazione frutti con macchie di colore giallastro o brunastro e di forma tondeggiante o anulare. Per il contenimento delle infestazioni è necessaria l’adozione congiunta di provvedimenti agronomici, biologici e chimici. La distruzione dei residui colturali a fine ciclo, la pulizia delle serre e dell’ambiente circostante dalle erbe infestanti che ospitano l’insetto e l’impiego di piante sane riducono o ritardano il rischio di eventuali infestazioni. In ambiente protetto, per quanto riguarda la lotta biologica, può essere impiego il predatore specifico Orius laevigatus, mentre la difesa chimica viene effettuata con diversi fitofarmaci che a volte hanno un’efficacia limitata a causa della sovrapposizione delle generazioni dell’insetto. (vedi tabella).


Ragnetto rosso
Tetranychus urticae


Questo acaro è in grado di infestare un grande numero di specie vegetali, sia coltivate che spontanee, in particolar modo le piante ortive. I sintomi si manifestano con decolorazioni e ingiallimenti delle foglie che finiscono spesso per disseccare e cadere. Le foglie infestate vengono a volte ricoperte da fitte ragnatele sotto le quali si possono trovare uova e forme adulte dell’acaro. Sul pomodoro l’acaro causa anche la comparsa di argentature, necrosi e decolorazioni delle bacche. L’elevato numero di specie che lo ospitano e la capacità di sviluppare rapidamente ceppi resistenti ai prodotti acaricidi rendono la lotta contro questo acaro molto difficile. Nelle serre un’alternativa alla lotta chimica è costituita dall’impiego del predatore naturale Phytoseiulus persimilis. (vedi tabella).


Eriofide rugginoso
Aculops lycopersici

Sul pomodoro l’attacco determina sul fusto la comparsa di alterazioni rugginose seguite da fessurazioni, anche le foglie colpite, che si deformano accartocciandosi ai bordi e ripiegandosi verso il basso, vanno incontro a cambiamenti cromatici diventando di colore bronzeo, successivamente si staccano dal fusto. Sui frutti l’attacco dell’eriofide determina alterazioni che si manifestano con la comparsa di aree più o meno estese, suberificate e percorse da screpolature. I fiori colpiti vanno incontro a cascola oppure daranno origine a frutti deformi. I danni si verificano soprattutto durante i mesi più caldi essendo questo acaro favorito da temperature ottimali intorno ai 27-28 °C. Nelle zone con clima caldo l’eriofide sopravvive nei mesi invernali su piante spontanee, mentre nelle zone fredde riesce a sopravvivere solo nelle serre. Per ridurre l’incidenza dei danni è importanti intervenire alla comparsa dei primi sintomi ricorrendo a trattamenti specifici con acaricidi. Le popolazioni di questo acaro vengono inoltre ostacolate da trattamenti con Zolfo. (vedi tabella).


Nottue
Spodoptera littoralis, Heliothis armigera

La nottua è estremamente polifaga, infatti diverse sono le specie ortive colpite. Le larve compiono inizialmente piccole erosioni fogliari per divorare ampie porzioni del lembo, in un secondo tempo penetrano anche nel fusto e nelle bacche che perdono ogni valore commerciale e vengono aggredite secondariamente da marciumi batterici. Le infestazioni sulle piante ortive avvengono soprattutto nei mesi estivi e si protraggono fino ad autunno inoltrato. Per rilevare la presenza degli adulti nelle coltivazioni e il loro periodo di volo sono di notevole utilità le trappole a feromoni. Per il contenimento dei danni è necessario intervenire alla nascita delle larve o all’inizio della loro attività utilizzando insetticide specifici. Per contenere le infestazioni degli stadi larvali può essere utile impiegare il Bacillus Thuringiensis. (vedi tabella).


Afidi
Aphys gossypii, Aphis fabae, Macrosiphum euphorbiae

Macrosiphum euphorbiae L’afide infesta le foglie, i fiori e i frutti appena allegati delle piante ospiti causando rallentamenti vegetativi, cascola dei fiori e dei giovani frutti. L’afide produce inoltre un’abbondante melata che imbratta la vegetazione e favorisce lo sviluppo della fumaggine. Oltre ai danni diretti, l’afide è particolarmente pericoloso poiché vettore di virus (virus del mosaico del cetriolo, virus dell’accartocciamento della patata). L’afide viene combattuto in natura dalle larve e dagli adulti di coccinellidi, ciò nonostante le popolazioni sfuggono spesso al loro controllo rendendo necessario il ricorso ad aficidi ammessi sulle colture. (vedi tabella).


Cimici
Nezara viridula

La cimice compie punture sui germogli, fiori e frutti. I danni maggiori interessano le coltivazioni di pomodoro e peperone, soprattutto quelle ubicate in prossimità di incolti che costituiscono un ambiente favorevole allo sviluppo delle popolazioni patogene. Le forme giovanili e gli adulti compiono punture sulle bacche causando decolrazioni e necrosi localizzate. Le bacche infestate assumono un sapore e un odore disgustoso, divenedo in tal modo non commestibili. In funzione delle condizioni ambientali, in corrispondenza delle punture si possono insediarsi marciumi battierici. Per contenere i danni della cimice, soprattutto sul pomodoro, è necessario intervenire nei confronti delle forme giovanili, in quanto meno mobili e più sensibili, impiegando insetticidi autorizzati sulla coltura. (vedi tabella).


Minatrice
Liriomyza trifolii

Attacca molte piante ornamentali e ortive tra le quali il pomodoro. I danni consistono nella formazione di mine fogliari con conseguente riduzione dell’attività fotosintetica, disseccamenti fogliari. Le perforazioni operate dall’insetto favoriscono inoltre l’insediamento di infezioni di natura fungina e batterica. In ambiente protetto gli adulti possono essere attirati e catturati con trappole cromotropiche di colore giallo. La lotta chimica è abbastanza difficoltosa perché questo insetto ha un ciclo molto breve e la comparsa di fenomeni di resistenza verso i principi attivi ripetutamente impiegati. La lotta biologica in serra si basa sull’introduzione del parassitoide Diglyphus isaea. (vedi tabella).


Elateridi
Agriotes spp.

Le infestazioni di elateridi si verificano in primavera e in autunno, quando le larve possono giungere a contatto con le radice di cui si nutrono, ciò comporta il rapido disseccamento della pianta. In inverno le larve scendono fino a 90 cm di profondità, e risalgono in superficie in primavera per nutrirsi; si approfondiscono nuovamente in estate per sfuggire alla siccità. La lotta chimica può essere attuata in presemina e pretrapianto con prodotti specifici. (vedi tabella).


Nematodi
Meloidogyne incognita

I sintomi caratteristici degli attacchi di nematodi appartenenti a questo genere sono le galle che si sviluppano sull’apparato radicale. Esse possono essere di grandezza e forma diversa a seconda della specie coinvolta. Le galle sono la reazione della pianta alle punture del nematode, mentre sull’apparato aereo i sintomi non sono specifici.Le colture infestate presentano nel campo aree più o meno estese con piante a crescita stentata, ingiallimenti precoci, disseccamenti e scarsa di produzione. Il danno principale consiste nell’alterata funzionalità dell’apparato radicale, che non può più assorbire acqua ed elementi nutritivi i quantità sufficiente a sostenere il suo sviluppo e le produzioni. La difesa contro i nematodi si può effettuare con nematocidi specifici e con disinfezioni del terreno. (vedi tabella).
 
Tabella
Legenda:
A ALEURODIDI B  TRIPIDI C RAGNETTO ROSSO
  D ERIOFIDE E  NOTTUE F AFIDI
  G CIMICI H  MINATRICE I LATERIDI
  J NEMATODI    
 
PRINCIPIO ATTIVO NOME COMMERCIALE DOSE
(PER HL)
CARENZA
A
B
C
D
E
F
G
H
I
J
Abamenctina Vertimec 50 ml 7   X X X            
Acefate Orthofat 150 gr 21 X X     X X        
Acrinatrina Rufast 50 ml 3   X                
Alfametrina Fastac 150 ml 3 X X     X X X X    
Cipermetrina Contest 40 ml 3 X       X X   X    
Azadiractina Diractin 200 ml 3 X         X     X  
Bifentrin Brigata 30 ml 7     X              
Bromopropilato Neoron 200 ml 21     X X            
Buprofezin Applaud 60 ml 2 X                  
Carbaril Sevilan 200 gr 7         X          
Ciflutrin Bayteroid 100 ml 3         X X X      
Cipermetrina Trigard 40 gr 14               X    
Clofentezin Apollo 40 ml 15     X              
Clorpirifos Pyrinex 200 ml 21 X X     X   X X    
Clorpirifos-metile Reldann 22 200 ml 21 X X     X   X X    
Deltametrina Decis 60 ml 3         X X X      
Dimetoato Rogor 100 ml 20         X X   X    
Endosulfan Thiodan 150 ml 25   X X X X X        
Etoprofos Mocap 10Kg/1000 mq 30                 X X
Exitiazox Matacar 20 ml 7     X              
Fenamifos Nemacur 20Kg/1000 mq 20                 X X
Fenazaquin Magister 50 ml 7     X X            
Fenitrotion Fenitrocap 150 ml 2   X     X X        
Fenpiroximate Mirò 150 ml 14     X X              
Fluvalinate Klartan 40 ml 7   X       X X      
Imidacloprid Confidor 50 ml 7 X         X        
Indoxacarb Steward 20 ml 3           X        
Lambda–cialotrina Karate-express 100 gr 3   X     X X        
Lufenuron Match 200 ml 7   X                
Malation Smart 200 ml 20           X X      
Metomil Lannate 150 ml 10 X X     X X X X    
Oxamil Vydate 10 Kg/1000 mq n.n.                 X X
Paration–metile Bladan 150 ml 20 X X     X X        
Piretro Pirtrum 40 100 ml 2 X X     X X X X    
Pirimicarb Pirimor 200 ml 14           X        
Pimetrozine Plenum 80 gr 3 X         X        
Rotenone Rotena 200 ml 10 X X     X X X X      
Spinosad Laser 30 gr 3   X     X          
Tebufenpirad Oscar 150 ml 14     X X            
Thiacloprid Calypso 20 ml 3 X         X        
Thiametoxam Actara 40 gr 3 X         X        
 
I prodotti evidenziati in rosso sono ammessi in agricoltura biologica.