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A
cura di: Mattone, Bassetti,
Bozzano, Amprimo, Crotti, Gualco
Aleuroidi
Trialeurodes
vaporariorum e Bemisia tabaci
L’aleurodide
origina infestazioni soprattutto
sulle colture allevate in serra,
sporadicamente può attaccare
le colture in pieno campo. Gli
adulti e le forme giovanili
vivono sulla pagina inferiore
delle foglie, in seguito alla
sottrazione della linfa causano
ingiallimenti e parziali defogliazioni,
con conseguenti deperimenti
vegetativi, che nei casi più
gravi può portare le
piante alla morte. L’aleurodide
produce abbondanti quantità
di melata che imbrattano la
vegetazione e i frutti. Sulla
melata, in modo particolare
in condizioni di elevata umidità,
si produce una elevata quantità
di fumaggine che deturpa gli
organi vegetativi e limita l’attività
fotosintetica della pianta.
In serra l’aleurodide
compie molte generazioni all’anno,
ciò è influenzato
dalle condizioni di temperatura
e luce (20 giorni a 30 °C,
2 mesi a 15 °C), mentre
in pieno campo le generazioni
si riducono e si ha lo svernamento
su molte specie di piante spontanee.
Per il contenimento delle infestazioni
è importante ripulire
bene la serra dai residui della
coltivazione precedente, prima
di impiantare nuovamente il
pomodoro. Le coltivazioni devono
essere sempre avviate con piante
che non siano infestate. Nelle
colture protette è utile
l’impiego di trappole
cromotropiche di colore giallo
che attirano e catturano gli
adulti. Con la coltura in atto
si possono applicare diversi
mezzi di difesa sia chimica
che biologica con l’impiego
di insetti antagonisti. La difesa
biologica sfrutta l’attività
del parassitoide Encarsia formosa
che viene introdotto allo stadio
di pupa. Questo parassitoide
depone le singole uova all’interno
delle forme giovanili dell’aleurodide.
Tale attività è
influenzata da molti fattori:
la fumaggine svolge un’azione
repellente, la temperatura influenza
la durata della vita degli adulti
e la loro fecondità.
Per quanto riguarda la lotta
chimica è bene ricordare
che si presenta difficile in
quanto l’aleurodide è
vulnerabile ai fitofarmaci solo
quando si trova nello stadio
adulto o di neanide di 1ª
età. Contro le uova e
gli altri stadi la maggior parte
degli insetticidi dimostra una
scarsa attività. (vedi
tabella).
Tripide
Frankliniella
occidentalis
Il
tripide con le sue punture di
nutrizione causa la comparsa
di numerose punteggiature argentate
e necrotiche a carico dei tessuti
fogliari, rallentando e riducendo
lo sviluppo delle piante e causando
malformazioni dei frutti. Questo
insetto è molto pericoloso
poiché è vettore
del virus dell’avvizzimento
maculato del pomodoro (TSWV),
malattia che colpisce diverse
colture orticole (pomodoro,
peperone, melanzana, lattuga,
indivia, carciofo, fagiolo,
basilico, cipolla) e numerose
piante da fiore. I primi sintomi
della virosi compaiono sulle
foglie e sono costituiti da
macchioline tondeggianti prima
giallastre poi di colore scuro,
che successivamente evolvono
in bronzature e necrosi. Le
piante infette mostrano una
riduzione di crescita ed incurvamento
dell’apice vegetativo
verso il basso. A seconda che
la pianta sia infettata precocemente
o tardivamente, va incontro
ad avvizzimento rapido e morte
oppure viene interessata dai
sintomi e porta a maturazione
frutti con macchie di colore
giallastro o brunastro e di
forma tondeggiante o anulare.
Per il contenimento delle infestazioni
è necessaria l’adozione
congiunta di provvedimenti agronomici,
biologici e chimici. La distruzione
dei residui colturali a fine
ciclo, la pulizia delle serre
e dell’ambiente circostante
dalle erbe infestanti che ospitano
l’insetto e l’impiego
di piante sane riducono o ritardano
il rischio di eventuali infestazioni.
In ambiente protetto, per quanto
riguarda la lotta biologica,
può essere impiego il
predatore specifico Orius laevigatus,
mentre la difesa chimica viene
effettuata con diversi fitofarmaci
che a volte hanno un’efficacia
limitata a causa della sovrapposizione
delle generazioni dell’insetto.
(vedi tabella).
Ragnetto
rosso
Tetranychus
urticae
Questo acaro è in grado
di infestare un grande numero
di specie vegetali, sia coltivate
che spontanee, in particolar
modo le piante ortive. I sintomi
si manifestano con decolorazioni
e ingiallimenti delle foglie
che finiscono spesso per disseccare
e cadere. Le foglie infestate
vengono a volte ricoperte da
fitte ragnatele sotto le quali
si possono trovare uova e forme
adulte dell’acaro. Sul
pomodoro l’acaro causa
anche la comparsa di argentature,
necrosi e decolorazioni delle
bacche. L’elevato numero
di specie che lo ospitano e
la capacità di sviluppare
rapidamente ceppi resistenti
ai prodotti acaricidi rendono
la lotta contro questo acaro
molto difficile. Nelle serre
un’alternativa alla lotta
chimica è costituita
dall’impiego del predatore
naturale Phytoseiulus persimilis.
(vedi tabella).
Eriofide
rugginoso
Aculops
lycopersici
Sul pomodoro l’attacco
determina sul fusto la comparsa
di alterazioni rugginose seguite
da fessurazioni, anche le foglie
colpite, che si deformano accartocciandosi
ai bordi e ripiegandosi verso
il basso, vanno incontro a cambiamenti
cromatici diventando di colore
bronzeo, successivamente si
staccano dal fusto. Sui frutti
l’attacco dell’eriofide
determina alterazioni che si
manifestano con la comparsa
di aree più o meno estese,
suberificate e percorse da screpolature.
I fiori colpiti vanno incontro
a cascola oppure daranno origine
a frutti deformi. I danni si
verificano soprattutto durante
i mesi più caldi essendo
questo acaro favorito da temperature
ottimali intorno ai 27-28 °C.
Nelle zone con clima caldo l’eriofide
sopravvive nei mesi invernali
su piante spontanee, mentre
nelle zone fredde riesce a sopravvivere
solo nelle serre. Per ridurre
l’incidenza dei danni
è importanti intervenire
alla comparsa dei primi sintomi
ricorrendo a trattamenti specifici
con acaricidi. Le popolazioni
di questo acaro vengono inoltre
ostacolate da trattamenti con
Zolfo. (vedi
tabella).
Nottue
Spodoptera
littoralis, Heliothis armigera
La nottua è estremamente
polifaga, infatti diverse sono
le specie ortive colpite. Le
larve compiono inizialmente
piccole erosioni fogliari per
divorare ampie porzioni del
lembo, in un secondo tempo penetrano
anche nel fusto e nelle bacche
che perdono ogni valore commerciale
e vengono aggredite secondariamente
da marciumi batterici. Le infestazioni
sulle piante ortive avvengono
soprattutto nei mesi estivi
e si protraggono fino ad autunno
inoltrato. Per rilevare la presenza
degli adulti nelle coltivazioni
e il loro periodo di volo sono
di notevole utilità le
trappole a feromoni. Per il
contenimento dei danni è
necessario intervenire alla
nascita delle larve o all’inizio
della loro attività utilizzando
insetticide specifici. Per contenere
le infestazioni degli stadi
larvali può essere utile
impiegare il Bacillus Thuringiensis.
(vedi tabella).
Afidi
Aphys
gossypii, Aphis fabae, Macrosiphum
euphorbiae
Macrosiphum euphorbiae L’afide
infesta le foglie, i fiori e
i frutti appena allegati delle
piante ospiti causando rallentamenti
vegetativi, cascola dei fiori
e dei giovani frutti. L’afide
produce inoltre un’abbondante
melata che imbratta la vegetazione
e favorisce lo sviluppo della
fumaggine. Oltre ai danni diretti,
l’afide è particolarmente
pericoloso poiché vettore
di virus (virus del mosaico
del cetriolo, virus dell’accartocciamento
della patata). L’afide
viene combattuto in natura dalle
larve e dagli adulti di coccinellidi,
ciò nonostante le popolazioni
sfuggono spesso al loro controllo
rendendo necessario il ricorso
ad aficidi ammessi sulle colture.
(vedi tabella).
Cimici
Nezara
viridula
La cimice compie punture sui
germogli, fiori e frutti. I
danni maggiori interessano le
coltivazioni di pomodoro e peperone,
soprattutto quelle ubicate in
prossimità di incolti
che costituiscono un ambiente
favorevole allo sviluppo delle
popolazioni patogene. Le forme
giovanili e gli adulti compiono
punture sulle bacche causando
decolrazioni e necrosi localizzate.
Le bacche infestate assumono
un sapore e un odore disgustoso,
divenedo in tal modo non commestibili.
In funzione delle condizioni
ambientali, in corrispondenza
delle punture si possono insediarsi
marciumi battierici. Per contenere
i danni della cimice, soprattutto
sul pomodoro, è necessario
intervenire nei confronti delle
forme giovanili, in quanto meno
mobili e più sensibili,
impiegando insetticidi autorizzati
sulla coltura. (vedi
tabella).
Minatrice
Liriomyza
trifolii
Attacca molte piante ornamentali
e ortive tra le quali il pomodoro.
I danni consistono nella formazione
di mine fogliari con conseguente
riduzione dell’attività
fotosintetica, disseccamenti
fogliari. Le perforazioni operate
dall’insetto favoriscono
inoltre l’insediamento
di infezioni di natura fungina
e batterica. In ambiente protetto
gli adulti possono essere attirati
e catturati con trappole cromotropiche
di colore giallo. La lotta chimica
è abbastanza difficoltosa
perché questo insetto
ha un ciclo molto breve e la
comparsa di fenomeni di resistenza
verso i principi attivi ripetutamente
impiegati. La lotta biologica
in serra si basa sull’introduzione
del parassitoide Diglyphus isaea.
(vedi tabella).
Elateridi
Agriotes
spp.
Le infestazioni di elateridi
si verificano in primavera e
in autunno, quando le larve
possono giungere a contatto
con le radice di cui si nutrono,
ciò comporta il rapido
disseccamento della pianta.
In inverno le larve scendono
fino a 90 cm di profondità,
e risalgono in superficie in
primavera per nutrirsi; si approfondiscono
nuovamente in estate per sfuggire
alla siccità. La lotta
chimica può essere attuata
in presemina e pretrapianto
con prodotti specifici. (vedi
tabella).
Nematodi
Meloidogyne
incognita
I sintomi caratteristici degli
attacchi di nematodi appartenenti
a questo genere sono le galle
che si sviluppano sull’apparato
radicale. Esse possono essere
di grandezza e forma diversa
a seconda della specie coinvolta.
Le galle sono la reazione della
pianta alle punture del nematode,
mentre sull’apparato aereo
i sintomi non sono specifici.Le
colture infestate presentano
nel campo aree più o
meno estese con piante a crescita
stentata, ingiallimenti precoci,
disseccamenti e scarsa di produzione.
Il danno principale consiste
nell’alterata funzionalità
dell’apparato radicale,
che non può più
assorbire acqua ed elementi
nutritivi i quantità
sufficiente a sostenere il suo
sviluppo e le produzioni. La
difesa contro i nematodi si
può effettuare con nematocidi
specifici e con disinfezioni
del terreno. (vedi
tabella).
|
| |
| Tabella |
 |
 |
|
|
| |
| PRINCIPIO
ATTIVO |
NOME
COMMERCIALE |
DOSE
(PER HL) |
CARENZA |
A |
B |
C |
D |
E |
F |
G |
H |
I |
J |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
| Abamenctina |
Vertimec |
50
ml |
7 |
|
X |
X |
X |
|
|
|
|
|
|
| Acefate |
Orthofat |
150
gr |
21 |
X |
X |
|
|
X |
X |
|
|
|
|
| Acrinatrina |
Rufast |
50
ml |
3 |
|
X |
|
|
|
|
|
|
|
|
| Alfametrina |
Fastac |
150
ml |
3 |
X |
X |
|
|
X |
X |
X |
X |
|
|
| Cipermetrina |
Contest |
40
ml |
3 |
X |
|
|
|
X |
X |
|
X
|
|
|
| Azadiractina |
Diractin |
200
ml |
3 |
X |
|
|
|
|
X |
|
|
X |
|
| Bifentrin |
Brigata |
30
ml |
7 |
|
|
X |
|
|
|
|
|
|
|
| Bromopropilato |
Neoron |
200
ml |
21 |
|
|
X |
X
|
|
|
|
|
|
|
| Buprofezin |
Applaud |
60
ml |
2 |
X |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
| Carbaril |
Sevilan |
200
gr |
7 |
|
|
|
|
X |
|
|
|
|
|
| Ciflutrin |
Bayteroid |
100
ml |
3 |
|
|
|
|
X |
X |
X |
|
|
|
| Cipermetrina |
Trigard |
40
gr |
14 |
|
|
|
|
|
|
|
X
|
|
|
| Clofentezin |
Apollo |
40
ml |
15 |
|
|
X |
|
|
|
|
|
|
|
| Clorpirifos |
Pyrinex |
200
ml |
21 |
X |
X |
|
|
X |
|
X |
X |
|
|
| Clorpirifos-metile |
Reldann
22 |
200
ml |
21 |
X |
X |
|
|
X |
|
X |
X |
|
|
| Deltametrina |
Decis |
60
ml |
3 |
|
|
|
|
X |
X |
X |
|
|
|
| Dimetoato |
Rogor |
100
ml |
20 |
|
|
|
|
X |
X |
|
X |
|
|
| Endosulfan |
Thiodan |
150
ml |
25 |
|
X |
X |
X |
X |
X |
|
|
|
|
| Etoprofos |
Mocap |
10Kg/1000
mq |
30 |
|
|
|
|
|
|
|
|
X |
X |
| Exitiazox |
Matacar |
20
ml |
7 |
|
|
X |
|
|
|
|
|
|
|
| Fenamifos |
Nemacur |
20Kg/1000
mq |
20 |
|
|
|
|
|
|
|
|
X |
X |
| Fenazaquin |
Magister |
50
ml |
7 |
|
|
X |
X |
|
|
|
|
|
|
| Fenitrotion |
Fenitrocap |
150
ml |
2 |
|
X |
|
|
X |
X |
|
|
|
|
| Fenpiroximate Mirò |
150
ml |
14 |
|
|
X |
X |
|
|
|
|
|
|
|
| Fluvalinate |
Klartan |
40
ml |
7 |
|
X |
|
|
|
X |
X |
|
|
|
| Imidacloprid |
Confidor |
50
ml |
7 |
X |
|
|
|
|
X |
|
|
|
|
| Indoxacarb |
Steward |
20
ml |
3 |
|
|
|
|
|
X |
|
|
|
|
| Lambda–cialotrina |
Karate-express |
100
gr |
3 |
|
X |
|
|
X |
X |
|
|
|
|
| Lufenuron |
Match |
200
ml |
7 |
|
X |
|
|
|
|
|
|
|
|
| Malation |
Smart |
200
ml |
20 |
|
|
|
|
|
X |
X |
|
|
|
| Metomil |
Lannate |
150
ml |
10 |
X |
X |
|
|
X |
X |
X |
X |
|
|
| Oxamil |
Vydate |
10
Kg/1000 mq |
n.n. |
|
|
|
|
|
|
|
|
X |
X |
| Paration–metile |
Bladan |
150
ml |
20 |
X |
X |
|
|
X |
X
| |
|
|
|
| Piretro |
Pirtrum
40 |
100
ml |
2 |
X |
X |
|
|
X |
X |
X |
X |
|
|
| Pirimicarb |
Pirimor |
200
ml |
14 |
|
|
|
|
|
X |
|
|
|
|
| Pimetrozine |
Plenum |
80
gr |
3 |
X |
|
|
|
|
X |
|
|
|
|
| Rotenone |
Rotena |
200
ml 10 |
X |
X |
|
|
X |
X |
X |
X |
|
|
|
| Spinosad |
Laser |
30
gr |
3 |
|
X |
|
|
X |
|
|
|
|
|
| Tebufenpirad |
Oscar |
150
ml |
14 |
|
|
X |
X |
|
|
|
|
|
|
| Thiacloprid |
Calypso |
20
ml |
3 |
X |
|
|
|
|
X |
|
|
|
|
| Thiametoxam |
Actara |
40
gr |
3 |
X |
|
|
|
|
X |
|
|
|
|
|
| |
| I
prodotti evidenziati in rosso
sono ammessi in agricoltura biologica. |
|
 |
 |
 |
|
|