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I progetti dimostrativi 2001 |
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Vi collaborano il servizio di assistenza tecnica e i ricercatori dell’Università di Torino.
I progetti dimostrativi 2001
Condotti dalla cooperativa “L’Ortofrutticola” su finanziamento regionale
Nell’ambito del Piano
di Sviluppo Rurale
2000-2006 L’Ortofrutticola
ha avuto finanziati
dalla Regione Liguria,
per l’anno 2001, cinque
progetti dimostrativi.
Ecco un breve estratto
su che cosa sono i progetti
dimostrativi:
“Sono iniziative destinate
principalmente a
dimostrare e promuovere
la fattibilità e la validità
tecnica ed economica
delle innovazioni e
di interventi di tutela
dell’ambiente e del paesaggio.
(…) Il progetto deve rispondere
prioritariamente
alle seguenti condizioni:
| • |
esigenze o problematiche
reali per l’agricoltura; |
| • |
chiaro e immediato interesse
per le politiche
comunitarie, nazionali
e regionali; |
| • |
diffusione dei risultati
agli operatori e ai tecnici
agricoli; |
| • |
incentrarsi, in particolare,
sulla valorizzazione
e il miglioramento
della qualità
delle produzioni agricole
nonché sulla valorizzazione,
tutela e
salvaguardia dell’ambiente
e del paesaggio,
sull’uso di fonti
di energia rinnovabile
e del risparmio energetico”. |
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La cooperativa sta sperimentando il “brushing” sulle piante in vaso in sostituzione dei brachizzanti. |
(Estratto dal
Piano regionale di
Sviluppo rurale 2000 -
2006—Regione Liguria).
Nello scorso novembre
2001 si sono tenute presso
i locali dell’Ortofrutticola
le prime giornate
divulgative inerenti i
progetti e la loro presentazione.
In gennaio e
febbraio si terranno le
prossime giornate, con
le presentazioni dei risultati
ottenuti.
I progetti riguardano diversi
settori d’intervento
che secondo le esperienze
dei tecnici dell’assistenza
tecnica dell’Ortofrutticola
sono importanti
per l’attività di promozione
e di sviluppo
delle innovazioni tecniche
e tecnologiche nella
piana di Albenga nei settori
orticoli, floricoli ed
officinali. I 5 progetti in
questione riguardano:
| 1) |
il contenimento della taglia
delle piante in vaso
(‘brushing’) mediante il
loro spazzolamento; |
| 2) |
la propagazione per talea
di alcune specie aromatiche
mediante uso di
radicanti convenzionali
e di radicanti ammessi
nell’agricoltura biologica; |
| 3) |
la valorizzazione
dell’asparago violetto di
Albenga; |
| 4) |
la valorizzazione
del carciofo spinoso
di Albenga; |
| 5) |
la valorizzazione
del pomodoro ‘Cuor di Bue’ di
Albenga. Il primo progetto è la continuazione
dello stesso già finanziato
nel 2000. |
Si presentano qui in dettaglio
gli aspetti più importanti
dei rispettivi
progetti.
| 1) |
Impiego di metodi
ecocompatibili per la
riduzione dell'altezza
delle piante orticole e
floricole in produzione
nella Piana di Albenga. |
Il controllo dell’allungamento
dello stelo nella
produzione commerciale
in serra viene effettuata
principalmente da
fitoregolatori sintetici.
Tuttavia, considerazioni
e preoccupazioni sull’impatto
di questi composti
sulla salute umana
e sull’ambiente potranno
limitare in futuro il
loro impiego e la loro
disponibilità. La zona
nella quale si vuole proseguire
l'attività dimostrativa
presenta un elevato
impiego di brachizzanti
nella coltivazione
di molte specie floricole
in vaso ed orticole in vivaio,
causando un notevole
impatto ambientale.
Nelle aziende della
zona di Albenga il problema
risulta di grande
rilevanza e particolarmente
sentito dagli agricoltori
locali. Per queste
ragioni si è inteso promuovere
attraverso delle
attività dimostrative
l'impiego di un sistema
meccanico efficace, alternativo
ed a basso impatto
ambientale.
L'indubbio vantaggio
derivante dall'impiego
della nuova tecnologia
risulta essere la graduale
sostituzione nell'impiego
di prodotti chimici
come regolatori di
crescita con tecniche
eco-compatibili e biologiche
a mano a mano
che la nuova tecnologia
verrà messa a punto nei
diversi periodi dell'anno,
tenendo in considerazione
le condizioni climatiche
liguri rispetto a
quelle nelle quali le tecniche
originarie sono
state collaudate. L’apparecchio
utilizzato per lo
spazzolamento dell’apice
delle piante, costruito
per la realizzazione di
questo progetto, ha tre
importanti caratteristiche: è facile da usare,
l’altezza della barra mobile
può essere modificata
in modo da adattarsi
alla crescita della coltura,
e l’azione di spazzolatura è uniforme su
tutte le piantine trattate.
L'introduzione di tecniche
colturali eco-compatibili,
mirate al miglioramento
della produzione
con un contemporaneo
abbassamento dell'impatto
ambientale, risulta
di primaria importanza.
L'attività dimostrativa
che si intende proseguire
si rivolge principalmente
all'introduzione
di tutte quelle tecniche
alternative all'impiego
di mezzi chimici e di
basso impatto ambientale
per un'agricoltura
eco-compatibile. Tale attività
è prevista all'interno
di una azienda disponibile
ed interessata
a collaborare, la quale
possa rivelarsi da traino
ed esempio per un allargamento
delle tecniche
a tutte le aziende della
zona interessata.
Il metodo di contenimento
dell’altezza delle
piante rispetta i dettami
dell’agricoltura biologica
e si pone all’avanguardia
nel settore floricolo
nella Regione Liguria,
ponendosi come riconversione
di attività
agricole convenzionali
ad attività eco-compatibili.
L’abbandono dell’uso
di brachizzanti
conseguente al progetto
comporta un approccio
anche di tutela dell’ambiente
dai residui di
prodotti sintetici impiegati
tutt’oggi.
| 2) |
Impiego di tecniche
agronomiche ecocompatibili
su specie
officinali di largo
interesse nella
zona di Albenga
per l’ottimizzazione
della riproduzione
agamica di materiale
vivaistico. |
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Uno dei progetti dimostrativi sperimenta la propagazione per talea delle piante officinali. |
Questo progetto si propone
di applicare la
tecnica di propagazione
per talea sulle piante
officinali al fine di valutare
come la qualità e la
produttività delle piante
così ottenute rispondono
alle esigenze di
trasformazione e commercializzazione
del
prodotto. L’esito positivo
di tale studio potrebbe
rappresentare
un’alternativa di sviluppo
e di miglioramento
delle aree marginali
dell’entroterra ligure.
L’ottimizzazione dell’epoca
di impianto
delle talee permetterà
di ottenere piante officinali
di qualità grazie
ad una buona radicazione,
momento che
rappresenta la fase di
sviluppo più delicata e
difficile dell’intero ciclo
colturale. Il progetto
studia il processo della
radicazione per talea
ottenuta utilizzando fitormoni
chimici e biologici
al fine di confrontare
il tempo medio,
la qualità e la
quantità di radicazione
ottenute impiegando
prodotti auxinici diversi.
Tale studio permette
di valutare la possibilità
di produrre talee
utilizzando fitormoni
naturali compatibili
con l’agricoltura biologica.
| 3) |
Tecniche agronomiche
per la valorizzazione
della produzione
del tipico
asparago ‘Violetto
di Albenga’ e caratterizzazione
della
qualità post-raccolta. |
Attualmente in Italia
esistono poche, ma interessanti
zone, dove
l’asparago è una coltura
di nicchia: fra queste
vi è la ristretta pianura
intorno ad Albenga,
dove si produce il pregiato
asparago Violetto
di Albenga. Questa varietà
di asparago, tetraploide, è il risultato
dell’opera di continua
selezione da parte degli
agricoltori, durante gli
ultimi 4 secoli, basata
sull’intensità antocianica
e sulla dimensione
dei turioni. Secondo i
dati Istat, in Liguria la
superficie coltivata ad
asparago violetto di Albenga è passata dai 355
ha nel 1936 ai 10-15 ha
del 2000. Le cause di
questo rapido declino
sono essenzialmente riconducibili
alla non
competitività della coltura,
che viene facilmente
sostituita da colture
a maggior reddito
per unità di superficie,
quali specie ornamentali,
oppure che richiedono
un grado d’impegno
minore in termini
di capitale anticipato e
di manodopera, come
le orticole annuali.
Negli ultimi anni la
Regione Liguria ha intrapreso
in campo orticolo
una ricerca varietale,
che per ora ha
portato alla richiesta di
iscrizione del basilico
nel registro previsto
dalla vigente normativa.
Questa attività è di
primaria importanza,
considerando che la
maggior parte delle
cultivar ortofrutticole
regionali non è presente
nei registri delle varietà
nazionali.
La creazione di un
marchio per l’identificazione
dell’origine e a
garanzia della qualità e
sanità dell’asparago
Violetto di Albenga,
quale il marchio di indicazione
geografica
protetta (IGP), contribuirebbe
indubbiamente
ad aumentare il valore
commerciale del
prodotto.
Con il presente progetto
si intende operare
nell’ambito della salvaguardia
ed al recupero
della biodiversità, valorizzando
e tipicizzando
una tipica specie della
zona di Albenga, che
sta riscoprendo un accresciuto
interesse da
parte dei consumatori,
degli operatori della
Grande Distribuzione
Organizzata e delle Associazioni che si occupano
di valorizzare i
prodotti ricchi di gusto.
In termini generali, il
progetto risulta di filiera
perché intende comprendere
nell’arco dei
due anni di attività
l’analisi delle tecniche e
dei metodi colturali
ecocompatibili, la caratterizzazione
del prodotto
coltivato (asparago
Violetto di Albenga),
la valorizzazione e
trasformazione del prodotto
tradizionale e tipico,
nell’ottica della
creazione di un marchio
per la sua identificazione.
| 4) |
Valorizzazione della
produzione del
tipico carciofo spinoso
violetto di Albenga
e caratterizzazione
della qualità
post - raccolta.
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La filiera del carciofo spinoso di Albenga è l’oggetto di ricerca di uno dei cinque progetti. |
A sostegno del settore
ortofrutticolo, la Regione
Liguria punta sulla
qualificazione dei prodotti
e sul consolidamento
ed ampliamento
delle nicchie di mercato
in cui operano i produttori
locali, incentivando
la specificità e la
qualità (certificazione)
dei prodotti freschi e
trasformati.
Anche per questa specie
si intende valorizzare
e tipicizzare una tipica
coltura della zona di
Albenga, che sta riscoprendo
un accresciuto
interesse da parte dei
consumatori, degli
operatori della Grande
Distribuzione Organizzata
e delle Associazioni
che si occupano di
valorizzare i prodotti
ricchi di gusto.
Anche questo progetto
risulta di filiera perché
intende comprendere
nell’anno di attività la
caratterizzazione del
prodotto coltivato (carciofo
spinoso di Albenga)
e la valorizzazione
e la trasformazione del
prodotto tradizionale e
tipico, nell’ottica della
creazione di un marchio
per la sua identificazione.
| 5) |
Tecniche agronomiche
per la valorizzazione
del pomodoro
'Cuor di Bue' di Albenga
e tipicizzazione
della qualità
post - raccolta. |
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È in fase di studio la strategia di valorizzazione del pomodoro “Cuore di bue” di Albenga. |
Una delle strade da
percorrere come alternativa
all’impiego del
bromuro di metile è
quella di utilizzare
piante innestate su portainnesti
geneticamente
tolleranti alle principali
patologie, tecnica in via
di diffusione, anche se
il costo delle piantine
risulta attualmente ancora
troppo elevato per
il non ricco e molto
aleatorio mercato del
pomodoro da mensa.
La tecnica dell’innesto è conosciuta e praticata
da molto tempo in frutticoltura
e, in generale,
sulle specie arboree e
arbustive.
In questi ultimi tempi
ha trovato diffusione,
con un incremento di
circa il 203% dal 1996 al
1998, su talune specie
orticole di pieno campo
e serra, interessando
inizialmente le cucurbitacee
(melone e anguria)
e successivamente
alcune solanacee (melanzana)
fra cui il pomodoro.
Il pomodoro sarà la
coltura che maggiormente
risentirà del non
utilizzo del bromuro di
metile, quindi specialmente
nelle aree meridionali
(Sicilia e Sardegna
in particolare) l'innesto
sarà una delle
principali alternative.
Oltre alle problematiche
generali dell’innesto,
occorre tenere presente
le eventuali conseguenze
della tecnica
colturale sulle caratteristiche
qualitative dei
frutti provenienti da
piante innestate; questo
aspetto risulta al momento
trascurato da
qualsiasi approccio di
coltivazione di piante
innestate presente sul
nostro territorio.
Questa problematica
rappresenta un’incognita
da verificare, soprattutto
per quelle colture
e varietà, come il
pomodoro Cuor di Bue
ligure, che si vuole valorizzare
e per il quale
si vorrebbe giungere
ad una certificazione di
qualità e di tipicità del
prodotto per la zona di
Albenga.
La qualità post - raccolta
del pomodoro Cuor
di Bue ligure va anche
ricondotta ad altri
aspetti da verificare: la
scalarità nelle epoche
di impianto presente
nella zona di Albenga
non assicura un’uniformità
delle caratteristiche
qualitative dei frutti.
Si ha la convinzione,
infatti, che esista un’interazione
tra le epoche
di impianto e la qualità
post - raccolta dei frutti.
In ultima analisi, l’effetto
clima, segnatamente
l’effetto delle basse
temperature, si suppone
abbia un effetto sulla
precocità di produzione,
fattore da non
sottovalutare nell’analisi
di una filiera che
comprende naturalmente
anche gli aspetti
della commercializzazione,
e quindi della
redditività di una produzione.
Articolo
a cura di:
 |
S.
Nicola, J. Hoeberechts,
E. Fontana,
G. Piovano, R. Rizzo
Dipartimento di
Agronomia, Selvicoltura
e Gestione del Territorio
Settore Orticoltura e
Colture Officinali Universita’
degli Studi di Torino.
Via Leonardo da Vinci,
44 - Grugliasco (TO) |
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 |
G. Bozzano, G.
Bassetti, I. Amprimo,
A. Crotti, F. Gualco
Ortofrutticola
- CoopIntesa
Via Dalmazia, 169 - 17031
Albenga (SV) |
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