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I progetti dimostrativi 2001
 
 
Strategie di difesa per il mal bianco
Peronospora su Gazania rigens
Tracciabilit e rintracciabilit
Rinvenimento di una grave moria su basilico
Lotta alla mosca delle olive
La difesa biologica integrata
La moltiplicazione della margherita: coltivazione delle piante madri e prelievo delle talee
Il sostegno dell'attività radicale per il miglioramento quanti-qualitativo delle colture agricole
I progetti dimostrativi 2001
Il bilancio fitosanitario del 2005
Rinvenimento di mal bianco su calla bianca
Terminata la prima annualità dei Progetti Dimostrativi
La coltivazione della margherita da vaso (II parte)
La coltivazione della margherita da vaso (I parte)
Il Bilancio Fitosanitario dell’anno 2004
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Vi collaborano il servizio di assistenza tecnica e i ricercatori dell’Università di Torino.


I progetti dimostrativi 2001


Condotti dalla cooperativa “L’Ortofrutticola” su finanziamento regionale

Nell’ambito del Piano di Sviluppo Rurale 2000-2006 L’Ortofrutticola ha avuto finanziati dalla Regione Liguria, per l’anno 2001, cinque progetti dimostrativi.
Ecco un breve estratto su che cosa sono i progetti dimostrativi:
“Sono iniziative destinate principalmente a dimostrare e promuovere la fattibilità e la validità tecnica ed economica delle innovazioni e di interventi di tutela dell’ambiente e del paesaggio.
(…) Il progetto deve rispondere prioritariamente alle seguenti condizioni:

esigenze o problematiche reali per l’agricoltura;
chiaro e immediato interesse per le politiche comunitarie, nazionali e regionali;
diffusione dei risultati agli operatori e ai tecnici agricoli;
incentrarsi, in particolare, sulla valorizzazione e il miglioramento della qualità
delle produzioni agricole nonché sulla valorizzazione, tutela e salvaguardia dell’ambiente e del paesaggio, sull’uso di fonti di energia rinnovabile e del risparmio energetico”.

Tecnica di Brushing
La cooperativa sta sperimentando il “brushing” sulle piante in vaso in sostituzione dei brachizzanti.
(Estratto dal Piano regionale di Sviluppo rurale 2000 - 2006—Regione Liguria).
Nello scorso novembre 2001 si sono tenute presso i locali dell’Ortofrutticola le prime giornate divulgative inerenti i progetti e la loro presentazione.
In gennaio e febbraio si terranno le prossime giornate, con le presentazioni dei risultati ottenuti.
I progetti riguardano diversi settori d’intervento che secondo le esperienze dei tecnici dell’assistenza tecnica dell’Ortofrutticola sono importanti per l’attività di promozione e di sviluppo delle innovazioni tecniche e tecnologiche nella piana di Albenga nei settori orticoli, floricoli ed officinali. I 5 progetti in questione riguardano:

1)
il contenimento della taglia delle piante in vaso (‘brushing’) mediante il loro spazzolamento;
2)
la propagazione per talea di alcune specie aromatiche mediante uso di radicanti convenzionali e di radicanti ammessi nell’agricoltura biologica;
3)
la valorizzazione dell’asparago violetto di Albenga;
4)
la valorizzazione del carciofo spinoso di Albenga;
5) la valorizzazione del pomodoro ‘Cuor di Bue’ di Albenga. Il primo progetto è la continuazione dello stesso già finanziato nel 2000.

Si presentano qui in dettaglio gli aspetti più importanti dei rispettivi progetti.

1)
Impiego di metodi ecocompatibili per la riduzione dell'altezza delle piante orticole e floricole in produzione nella Piana di Albenga.

Il controllo dell’allungamento dello stelo nella produzione commerciale in serra viene effettuata principalmente da fitoregolatori sintetici.
Tuttavia, considerazioni e preoccupazioni sull’impatto di questi composti sulla salute umana e sull’ambiente potranno limitare in futuro il loro impiego e la loro disponibilità. La zona nella quale si vuole proseguire l'attività dimostrativa presenta un elevato impiego di brachizzanti nella coltivazione di molte specie floricole in vaso ed orticole in vivaio, causando un notevole impatto ambientale.
Nelle aziende della zona di Albenga il problema risulta di grande rilevanza e particolarmente sentito dagli agricoltori locali. Per queste ragioni si è inteso promuovere attraverso delle attività dimostrative l'impiego di un sistema meccanico efficace, alternativo ed a basso impatto ambientale.
L'indubbio vantaggio derivante dall'impiego della nuova tecnologia risulta essere la graduale sostituzione nell'impiego di prodotti chimici come regolatori di crescita con tecniche eco-compatibili e biologiche a mano a mano che la nuova tecnologia verrà messa a punto nei diversi periodi dell'anno, tenendo in considerazione le condizioni climatiche liguri rispetto a quelle nelle quali le tecniche originarie sono state collaudate. L’apparecchio utilizzato per lo spazzolamento dell’apice delle piante, costruito per la realizzazione di questo progetto, ha tre importanti caratteristiche: è facile da usare, l’altezza della barra mobile può essere modificata in modo da adattarsi alla crescita della coltura, e l’azione di spazzolatura è uniforme su tutte le piantine trattate.
L'introduzione di tecniche colturali eco-compatibili, mirate al miglioramento della produzione con un contemporaneo abbassamento dell'impatto ambientale, risulta di primaria importanza.
L'attività dimostrativa che si intende proseguire si rivolge principalmente all'introduzione di tutte quelle tecniche alternative all'impiego di mezzi chimici e di basso impatto ambientale per un'agricoltura eco-compatibile. Tale attività è prevista all'interno di una azienda disponibile ed interessata a collaborare, la quale possa rivelarsi da traino ed esempio per un allargamento delle tecniche a tutte le aziende della zona interessata.
Il metodo di contenimento dell’altezza delle piante rispetta i dettami dell’agricoltura biologica e si pone all’avanguardia nel settore floricolo nella Regione Liguria, ponendosi come riconversione di attività agricole convenzionali
ad attività eco-compatibili.
L’abbandono dell’uso di brachizzanti conseguente al progetto comporta un approccio anche di tutela dell’ambiente dai residui di prodotti sintetici impiegati tutt’oggi.

2)
Impiego di tecniche agronomiche ecocompatibili su specie officinali di largo interesse nella zona di Albenga per l’ottimizzazione della riproduzione agamica di materiale vivaistico.

Piante orticole ed aromatiche
Uno dei progetti dimostrativi sperimenta la propagazione per talea delle piante officinali.
Questo progetto si propone di applicare la tecnica di propagazione per talea sulle piante officinali al fine di valutare come la qualità e la produttività delle piante così ottenute rispondono alle esigenze di trasformazione e commercializzazione del prodotto. L’esito positivo di tale studio potrebbe rappresentare un’alternativa di sviluppo e di miglioramento delle aree marginali dell’entroterra ligure.
L’ottimizzazione dell’epoca di impianto delle talee permetterà di ottenere piante officinali di qualità grazie ad una buona radicazione, momento che rappresenta la fase di sviluppo più delicata e difficile dell’intero ciclo colturale. Il progetto studia il processo della radicazione per talea ottenuta utilizzando fitormoni chimici e biologici al fine di confrontare il tempo medio, la qualità e la quantità di radicazione ottenute impiegando prodotti auxinici diversi.
Tale studio permette di valutare la possibilità di produrre talee utilizzando fitormoni naturali compatibili con l’agricoltura biologica.

3)
Tecniche agronomiche per la valorizzazione della produzione del tipico asparago ‘Violetto di Albenga’ e caratterizzazione della qualità post-raccolta.

Attualmente in Italia esistono poche, ma interessanti zone, dove l’asparago è una coltura di nicchia: fra queste vi è la ristretta pianura intorno ad Albenga, dove si produce il pregiato asparago Violetto di Albenga. Questa varietà di asparago, tetraploide, è il risultato dell’opera di continua selezione da parte degli agricoltori, durante gli ultimi 4 secoli, basata sull’intensità antocianica e sulla dimensione dei turioni. Secondo i dati Istat, in Liguria la superficie coltivata ad asparago violetto di Albenga è passata dai 355 ha nel 1936 ai 10-15 ha del 2000. Le cause di questo rapido declino sono essenzialmente riconducibili alla non competitività della coltura, che viene facilmente sostituita da colture a maggior reddito per unità di superficie, quali specie ornamentali, oppure che richiedono un grado d’impegno minore in termini di capitale anticipato e di manodopera, come le orticole annuali.
Negli ultimi anni la Regione Liguria ha intrapreso in campo orticolo una ricerca varietale, che per ora ha portato alla richiesta di iscrizione del basilico nel registro previsto dalla vigente normativa.
Questa attività è di primaria importanza, considerando che la maggior parte delle cultivar ortofrutticole regionali non è presente nei registri delle varietà nazionali.
La creazione di un marchio per l’identificazione dell’origine e a garanzia della qualità e sanità dell’asparago Violetto di Albenga, quale il marchio di indicazione geografica protetta (IGP), contribuirebbe indubbiamente ad aumentare il valore commerciale del prodotto.
Con il presente progetto si intende operare nell’ambito della salvaguardia ed al recupero della biodiversità, valorizzando e tipicizzando una tipica specie della zona di Albenga, che sta riscoprendo un accresciuto interesse da parte dei consumatori, degli operatori della Grande Distribuzione Organizzata e delle Associazioni che si occupano di valorizzare i prodotti ricchi di gusto.
In termini generali, il progetto risulta di filiera perché intende comprendere nell’arco dei due anni di attività l’analisi delle tecniche e dei metodi colturali ecocompatibili, la caratterizzazione del prodotto coltivato (asparago Violetto di Albenga), la valorizzazione e trasformazione del prodotto tradizionale e tipico, nell’ottica della creazione di un marchio per la sua identificazione.

4)
Valorizzazione della produzione del tipico carciofo spinoso violetto di Albenga e caratterizzazione della qualità post - raccolta.

Piante orticole ed aromatiche
La filiera del carciofo spinoso di Albenga è l’oggetto di ricerca di uno dei cinque progetti.
A sostegno del settore ortofrutticolo, la Regione Liguria punta sulla qualificazione dei prodotti e sul consolidamento ed ampliamento delle nicchie di mercato in cui operano i produttori locali, incentivando la specificità e la qualità (certificazione) dei prodotti freschi e trasformati.
Anche per questa specie si intende valorizzare e tipicizzare una tipica coltura della zona di Albenga, che sta riscoprendo un accresciuto interesse da parte dei consumatori, degli operatori della Grande Distribuzione Organizzata e delle Associazioni che si occupano di valorizzare i prodotti ricchi di gusto.
Anche questo progetto risulta di filiera perché intende comprendere nell’anno di attività la caratterizzazione del prodotto coltivato (carciofo spinoso di Albenga) e la valorizzazione e la trasformazione del prodotto tradizionale e tipico, nell’ottica della creazione di un marchio per la sua identificazione.

5)
Tecniche agronomiche per la valorizzazione del pomodoro 'Cuor di Bue' di Albenga e tipicizzazione della qualità post - raccolta.

Piante orticole ed aromatiche
È in fase di studio la strategia di valorizzazione del pomodoro “Cuore di bue” di Albenga.
Una delle strade da percorrere come alternativa all’impiego del bromuro di metile è quella di utilizzare piante innestate su portainnesti geneticamente tolleranti alle principali
patologie, tecnica in via di diffusione, anche se il costo delle piantine risulta attualmente ancora troppo elevato per il non ricco e molto aleatorio mercato del pomodoro da mensa.
La tecnica dell’innesto è conosciuta e praticata da molto tempo in frutticoltura e, in generale, sulle specie arboree e arbustive.
In questi ultimi tempi ha trovato diffusione, con un incremento di circa il 203% dal 1996 al 1998, su talune specie orticole di pieno campo e serra, interessando inizialmente le cucurbitacee (melone e anguria) e successivamente alcune solanacee (melanzana) fra cui il pomodoro.
Il pomodoro sarà la coltura che maggiormente risentirà del non utilizzo del bromuro di metile, quindi specialmente nelle aree meridionali (Sicilia e Sardegna in particolare) l'innesto sarà una delle principali alternative.
Oltre alle problematiche generali dell’innesto, occorre tenere presente le eventuali conseguenze della tecnica colturale sulle caratteristiche qualitative dei frutti provenienti da piante innestate; questo aspetto risulta al momento trascurato da qualsiasi approccio di coltivazione di piante innestate presente sul nostro territorio.
Questa problematica rappresenta un’incognita da verificare, soprattutto per quelle colture e varietà, come il pomodoro Cuor di Bue ligure, che si vuole valorizzare e per il quale si vorrebbe giungere ad una certificazione di qualità e di tipicità del prodotto per la zona di Albenga.
La qualità post - raccolta del pomodoro Cuor di Bue ligure va anche ricondotta ad altri aspetti da verificare: la scalarità nelle epoche di impianto presente nella zona di Albenga non assicura un’uniformità delle caratteristiche qualitative dei frutti.
Si ha la convinzione, infatti, che esista un’interazione tra le epoche di impianto e la qualità post - raccolta dei frutti.
In ultima analisi, l’effetto clima, segnatamente l’effetto delle basse temperature, si suppone abbia un effetto sulla precocità di produzione, fattore da non sottovalutare nell’analisi di una filiera che comprende naturalmente anche gli aspetti della commercializzazione, e quindi della redditività di una produzione.


Articolo a cura di:

S. Nicola, J. Hoeberechts, E. Fontana, G. Piovano, R. Rizzo
Dipartimento di Agronomia, Selvicoltura e Gestione del Territorio Settore Orticoltura e Colture Officinali Universita’ degli Studi di Torino.
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