Cooperativa L'Ortofrutticola d'Albenga

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Rosmarinus officinalis L.

Rosmarino

Rosmarino: dal latino ros marinu(m), propriamente “rugiada di mare”. Secondo altri autori il nome è di origine greca, da rops “arbusto” e myrinòs “odoroso”, con evidente richiamo alle caratteristiche proprie della pianta. Secondo altri ancora da rosa e maris, “rosa del mare”, o anche rhus e maris, “arbusto del mare”.
Rosmarino
Genere Lamiaceae (Labiatae)
Sinonimi Rosmarinus angustifolius
Altri nomi Ramerino
Dialetti savonesi Rumanin, Rusmanin

L'uso in cucina

Un rametto di Rosmarino evoca immediatamente l’idea dell’arrosto, ma le sue possibilità di impiego nella cucina mediterranea sono ben maggiori ed universalmente note: piatti di selvaggina, ricette di carni diverse, preparazioni di pesce, piatti di verdure fresche o cotte, patate, uova, minestre, brodi, frittate, ripieni, farciture; pestato col sale nelle insalate o privato delle foglie per far da supporto agli spiedini.
Tra gli impieghi meno consueti si possono citare: fiori freschi di Rosmarino nelle insalate, nelle creme dolci, canditi o nelle composte di frutta; ottimo l’olio extra vergine di oliva aromatizzato per macerazione con un rametto di Rosmarino.
Raro, ma di straordinaria bontà e delicatezza il miele di Rosmarino!
Nella monumentale Opera del maestro cuoco Bartolomeo Scappi è descritto il “Pranzo fatto in Trastevere dall’Illustriss. & Reverendiss. Cardinale Lorenzo Campeggio Bolognese alla Cesarea Maestà di Carlo V. Imperatore, quando sua Cesarea Maestà entrò in Roma del mese d’Aprile. 1536. in giorno Quadragesimale …”.
Tra i 778 piatti serviti figurano dodici piatti di fiori di rosmarino in insalata, con altre insalate di fiori di cedro, fiori di borragine, capperini ed uva passa.
Da documenti dell’epoca si sa che intorno al 1660, a Livorno, una bottega di alimentari kasher (cioè preparati secondo le regole rituali ebraiche), offriva ai propri clienti giudei, come si diceva allora, panini ramerini (pane aromatizzato al rosmarino), da inzuppare nel sugo denso e saporito del baccalà con i fagioli.

Proprietà medicamentose

“Prendi fiori di Rosmarino e ligali in panno di lino et falli bogire in acqua: vale a tutte le infermità” assicura un testo di medicina risalente al Cinquecento.
Distillando fiori di Rosmarino i frati Cappuccini preparavano, fin dal XVI secolo, l’acqua della Regina d’Ungheria, secondo una magica ricetta. Piergiorgio Chiereghin, farmacista in Bolzano, autore di un noto manuale di fitoterapia, riporta così la leggenda: “La regina di Ungheria nel 1378, all’età di 72 anni e ormai gottosa e paralitica, ebbe questa ricetta da un monaco. Dopo un uso assiduo di questo preparato, che evidentemente non poteva che essere miracoloso, ritrovò freschezza e giovinezza tanto da essere richiesta in sposa dal giovane re di Polonia!”
Con la consueta fiducia nelle mille virtù delle erbe gli antichi speziali attribuivano alle solite preparazioni a base di Rosmarino, infusi, decotti, macerazioni, essenze ed estratti, proprietà antinfiammatorie, antidepressive, antiossidanti, antispasmodiche, antisettiche, cardiotoniche, carminative, colagoghe, coleretiche, diuretiche, diaforetiche, emmenagoghe, epatoprotettive, stimolanti della circolazione periferica, rilassanti, sedative, spasmolitiche, stimolanti il sistema nervoso, stomachiche, sudorifere, vermifughe; per uso topico si hanno effetti blandamente analgesici, cicatrizzanti, parassiticidi, rubefacenti.
Considerato, nel tempo, utile nei casi di inappetenza, asma, ascessi, afonia, torcicollo, emicrania, impotenza, dolori artritici e reumatici, edemi, paralisi, rachitismo, tosse, palpitazioni, vomito, isteria femminile, scabbia; per guarire distorsioni, contusioni e slogature; per la febbre tifoidea; per il colera incipiente; per bagni oculari; per le epatopatie; per sconfiggere pidocchi e piattole; per fare irrigazioni e gargarismi contro afte e mal di gola; per curare l’alopecia; per disinfettare le stanze, il Rosmarino è anche ritenuto uno stimolante uterino ed usato come mezzo abortivo e per questo controindicato negli stati di gravidanza.
Galeno lo consiglia a coloro cui è traboccato il fiele.
Un rametto di Rosmarino sotto il guanciale evita i brutti sogni; durante i temporali protegge dai fulmini; un pettine fatto con legno di Rosmarino evita la perdita dei capelli ed un cucchiaio dello stesso legno protegge dal veleno.
Fiori di Rosmarino servivano, con molti altri ingredienti, per preparare l’Oglio (sic) Balsamico per la Memoria, & Cefalico che “vogliono alcuni sia di tanta efficacia, che cagioni quasi un’eterna Memoria delle cose”.
Al medico Marciano, vissuto nel primo secolo dell’era cristiana, si deve un unguento giovevole nei casi di podagra (gotta), con Rosmarino ed altre erbe amalgamate con grasso d’orso e di gallina. Il Rosmarino, con polvere da sparo, segatura di corna, zolfo ed altri ingredienti, figura anche nelle ricette del XIV secolo per la preparazione della Pece Greca, composto che veniva bruciato per disinfettare ambienti chiusi.
Ai tempi del Re Sole andava per la maggiore a Parigi il balsamo dell’Abate Tranquillo, preparato con Rosmarino ed altre erbe, il tutto bollito nell’olio d’oliva con l’aggiunta di un rospo, ucciso dall’Abate stesso con la forza magnetica dello sguardo!

L'impiego nella cosmesi

Foglie fresche tritate di Rosmarino, in un sacchetto sospeso nell’acqua calda, procurano un bagno o pediluvio purificante della pelle, tonificante, deodorante ed utile contro la cellulite; usato come colluttorio rinforza le gengive; come risciacquo rende scuri e lucenti i capelli. In epoca rinascimentale si credeva che un bagno (pratica non usuale all’epoca) in acqua di Rosmarino potesse ridonare la giovinezza.
L’olio essenziale di Rosmarino è impiegato nella preparazione di profumi, saponi, shampoo, lozioni per capelli e creme di bellezza.
Due o tre tazze al giorno di infuso di Rosmarino e crescione possono dimostrarsi utili per la cura dell’acne.
Madame de Sévigné, intorno alla metà del Seicento, in una lettera alla figlia, lodava molto l’acqua di Rosmarino, eccellente contro la tristezza.
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