Cooperativa L'Ortofrutticola d'Albenga

Dal 1941, il valore aggiunto al territorio

Capsicum annuum L.

Peperoncino ornamentale

Peperoncino: dal latino piper “pepe”, per il sapore piccante che ricorda, appunto, quello del pepe.
Cspsico: dal greco kalsikòs, da kàpsa, latino capsa “cassetta”.
Altri dicono dal greco kaptein, “mordere”, in riferimento all’aggressività del sapore.
Nel genere Capsicum sono comprese tutte le varietà di peperoni, grandi e piccoli, di ben noto uso alimentare, non tutti così fortemente saporiti come la varietà nana.
D’Annunzio aveva ribattezzato il Peperoncino “rossardente diavoletto folle”.
Peperoncino ornamentale
Genere Solanaceae
Sinonimi Capsicum cerasiforme, Capsicum chamaecerasus, Capsicum cordiforme, Capsicum glossum, Capsicum longum, Capsicum tetragonum
Altri nomi Capsico, Pepe cornuto
Dialetti savonesi Peverette

L'uso in cucina

Il Peperoncino è forse il più noto tra i condimenti della cucina mediterranea ed orientale, largamente utilizzato, fresco, essiccato e conservato in vari modi, per conferire un particolare e deciso sapore a moltissime preparazioni culinarie, in particolare piatti di carne e salse, ma anche per aromatizzare salumi, formaggi, olio extra vergine di oliva ecc.
Essiccato e ridotto in polvere è comunemente noto come pepe di Cajenna se importato dall’America tropicale, col nome di Paprika se proveniente dall’Ungheria, come Curry, insieme ad altri ingredienti, se preparato in India.
In ogni caso è opportuno non sottovalutare la forza della capsaicina, l’alcaloide che determina il caratteristico effetto bruciante del Peperoncino, dosi eccessive possono produrre bruciore intollerabile nelle fauci, violente gastroenteriti e perfino casi di avvelenamento.
Non a caso una nota ditta sementiera, ad alcune varietà di Peperoncino che commercializza, ha dato nomi fortemente allusivi come: “Fuoco della prateria”, “Etna”, “Tuono”, ecc.

Proprietà medicamentose

La bacca, con i semi che contiene, sono le parti usate della pianta e ad esse si attribuiscono, per via interna, proprietà antidiarroiche, antiemetiche, antinfiammatorie, diuretiche, eccitanti, stomatiche, utili nei casi di atonia intestinale e dispepsia con flatulenze.
Per via esterna esercita potente azione revulsiva e rubefacente cutanea, utile per contrastare dolori reumatici, lombaggini e nevralgie provocando una forte sensazione di calore senza determinare effetti vescicatori.
Preparati a base di peperoncino, sono stati raccomandati, in diverse epoche, contro le febbri malariche, le artriti e la gotta; nei casi di difterite e scarlattina; nella paralisi della lingua, della vescica e del retto; contro i geloni ed i dolori provocati dalle carie dentali; nelle dispepsie degli alcolisti.
Castore Durante, alla fine del XVI secolo, nel suo Herbario nuovo, cita il Peperoncino come eccellentissimo condimento e buona medicina per le ventosità e per coloro che sono di frigida complessione.

L'impiego nella cosmesi

Alcune lozioni confidano nelle proprietà rubefacenti e revulsive del Peperoncino per cercare di riattivare la funzionalità delle papille pilifere del cuoio capelluto, contrastando la caduta dei capelli.
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