Cooperativa L'Ortofrutticola d'Albenga

Dal 1941, il valore aggiunto al territorio

Origanum majorana L.

Maggiorana

Origano: dal latino origanu(m), greco origanon, di origine straniera. L’etimo del nome deriva dalle parole greche oros, “montagna”, e ganào, “io mi compiaccio”, allusivo ad un concetto di delizia od ornamento della montagna.
Maggiorana: di etimologia incerta; forse dal latino amaracus, greco amàrakos, con significato di pianta odorosa.
Maggiorana
Genere Lamiaceae (Labiatae)
Sinonimi Amaracus majorana, Majorana hortensis, Majorana majorana, Origanum amaracus
Altri nomi Amaraio, Maiorana gentile, Persia, Persica
Dialetti savonesi Persiga

L'uso in cucina

Aroma tipico della cucina mediterranea, la Maggiorana, arricchisce di sapore inimitabile un’infinità di piatti: dalle semplici insalate di pomodori, alle carni di vitello, agnello e pollo; ai pesci; alle frittate, ripieni, minestroni, carote, cavolfiori e funghi; soprattutto ricette della tipica cucina ligure, come la torta pasqualina, la cima genovese e le lasagne al burro e Maggiorana.
I gastronomi raccomandano di aggiungere la Maggiorana solo negli ultimi minuti di cottura, per conservarne al meglio l’aroma.
Una ricetta risalente al Trecento insegna: “Se vuoi pastello (pasticcio) di gambari. Togli li gambari e lessali, tranne le code, pesta la metà colla persa (Persica, Maggiorana) e buoni erbucci e l’altra metà soffriggi. Quelli che si pestàro, si metti pignocchi (pinoli) e mandorle monde. Queste cose pesta insieme e mettivi spezie e zaffarano stemprato e metti ne’ testi queste cose in una crosta, e mettivi le code che si soffrissero e pignocchi interi e mandorle intere e monde…”
Un testo dietetico culinario del 1607, il Thresor de santé, suggerisce, per rendere più digeribili le ostriche, di farle bollire con burro, spezie e uva di Corinto, aggiungendo a metà cottura Maggiorana ed altre erbe aromatiche, con cipolle zafferano ed agresto (succo di uva acerba).
Una ricetta catalana dei tempi di Cristoforo Colombo ricorda la Maggiorana per cucinare il salmone, con mandorle, uva passa, sugo di arancia, agresto ed altre spezie.
Una ricetta del XVI secolo elenca “Maiorana, menta, herba acetosa, et pimpinella battute … per far un pottaggietto (manicaretto brodoso) di testicoli di polli”, ad uso degli infermi e debilitati.

Proprietà medicamentose

Alle sommità fiorite della Maggiorana, indicate nella farmacopea ufficiale con il nome di Herba Majoranae, sono riconosciute proprietà anticatarrali, antispasmodiche, balsamiche, carminative, diaforetiche, diuretiche, eupeptiche-digestive e stimolanti. Nel tempo sono stati accreditati alla Maggiorana anche benefici effetti nei casi di coliche intestinali, isteria, epilessia, vertigini e tremori, insonnia, cattiva digestione, mal d’orecchie, tosse, inappetenza e mal di mare.
Con le sommità fiorite se ne fanno infusi e decotti; tinture e macerazioni alcoliche; polvere starnutatoria per curare cefalee, congiuntiviti e catarro nasale; gargarismi e fomentazioni per risolvere raffreddori e mal di gola; impiastri per il torcicollo, distorsioni e disturbi della vescica; unguenti per i dolori reumatici ed altro ancora.
Ippocrate prescrive la Maggiorana, cotta con segatura di legno di cipresso in vino dolce annacquato, per irrigazioni vaginali.
Secondo un famoso testo di medicina edito intorno al 1136, il “calore” della Maggiorana ha il potere di placare il cervello sconvolto dall’ira.
Il medico arabo El Temimy prescriveva, ai suoi tempi, ambra grigia sciolta in olio di Maggiorana nei casi di paralisi e contro i malanni della pituita (ghiandola che produce catarro) e del sistema nervoso.

L'impiego nella cosmesi

Con la Maggiorana si può preparare un bagno rilassante e corroborante, ma soprattutto delicatamente profumato. Sei dracme di Maggiorana (circa 23 grammi) sono necessarie, assieme a coriandolo, lavanda, alloro, rose, garofani e molti altri elementi, per la preparazione di un sapone da barba profumato, del quale Nostradamus da la ricetta in un suo interessante opuscolo sui Cosmetici pubblicato nel 1556.
Da Plinio il Vecchio sappiamo che al suo tempo con la Maggiorana si producevano profumi: i migliori erano quelli di Cos, di Cipro e di Mitilene, nell’isola di Lesbo, dove la Maggiorana cresceva rigogliosa.
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