Cooperativa L'Ortofrutticola d'Albenga

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Anethum graveolens L.

Aneto, Dill

Aneto: dal latino ane¯thu(m), greco anethon, di origine preindeuropea.
Il nome Dill, comunemente usato anche ad Albenga, tradizionale zona di produzione, deriva dall’antico norvegese dylla, che significa “addormentare, calmare”, con allusione alla sua capacità di indurre sonnolenza.
Aneto, Dill
Genere Apiaceae (Umbelliferae)
Sinonimi Anethum peucedanum, Peucedanum graveolens, Peucedanum anethum, Pastinaca graveolens
Altri nomi Aneta odorosa, Finocchio bastardo, Finocchio fetido
Dialetti savonesi Dill

L'uso in cucina

Le foglie dell’Aneto, dal profumo che ricorda il finocchio, ma più intenso, possono essere utilizzate per insaporire insalate, formaggi freschi e minestre di verdura; per decorare i piatti, specie di pesce e preparare salse; le infiorescenze immature sono usate, in particolare nei paesi anglosassoni, per aromatizzare le verdure conservate sotto aceto; i semi sono usati per dare aroma a molte preparazioni, ma anche masticati tal quali per profumare gradevolmente l’alito.
I semi di Aneto servivano, con altri, per la preparazione del Ratafià dei sei semi, liquore digestivo di preparazione casalinga, più noto in tempi trascorsi di quanto non lo sia oggi, a base di grappa, ritenuto un toccasana per le coliche, le indigestioni e le ventosità.
Due ricette di Apicio, dei tempi di Roma antica, ricordano l’impiego dell’anethum per cucinare a dovere fenicotteri e pappagalli lessi, nonché la gru con le rape!

Proprietà medicamentose

Principalmente la medicina popolare attribuisce all’Aneto proprietà digestive, carminative, diuretiche ed antispasmodiche; ma viene anche indicato contro il singhiozzo, per favorire la secrezione lattea delle nutrici e nei casi di insonnia.
L’Aneto si prende in forma di infusione dei semi, molto profumata e gradevole.
Ippocrate ha scritto: “Se vuoi che una donna resti incinta, purifica lei e l’utero: poi dalle da mangiare a digiuno dell’Aneto, …”
Un testo inglese del XVII secolo attribuisce all’Aneto la biasimevole proprietà di rendere l’uomo casto e la donna piena di desiderio!
La così detta acqua di Aneto è particolarmente indicata per le coliche dei bambini.
Santa Ildegarda di Bingen, nel XII secolo, raccomanda l’aneto per mantenere in salute buoi, pecore e maiali; per le capre, invece, consiglia le foglie di quercia! Da un testo del 1557, che si rifà agli insegnamenti di Dioscoride, si apprende la ricetta per fare l’unguento di Aneto, che “mollifica, & apre i luoghi secreti delle donne, … & giova à i dolori delle giunture.”
Plinio il Vecchio, riportando credenze e rimedi del suo tempo, spesso con scetticismo e ironia, dice che la sterilità femminile può essere curata mangiando un occhio di iena con liquirizia e Aneto: il concepimento è assicurato entro tre giorni!

L'impiego nella cosmesi

Immergendo le mani in un decotto di semi di Aneto pestati, si rinforzano le unghie.
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